Secondo l’Indagine sulla digitalizzazione delle Amministrazioni locali (IDAL) della Banca d’Italia, nel 2025 la diffusione dell’offerta di servizi digitalizzati fra i Comuni sardi era sostanzialmente in linea con il resto del Paese: in media i Comuni erogavano 2,2 servizi completamente online sui sette considerati dall’indagine.
I servizi più frequentemente digitalizzati erano quelli scolastici, di edilizia e urbanistica, demografici e tributari. L’offerta tramite canali digitali si è rafforzata
sensibilmente rispetto al 2022, relativamente ai servizi per i quali l’informazione era disponibile nella precedente indagine. La dotazione di infrastrutture informatiche all’avanguardia (ad esempio la banda larga) e la diffusione di competenze digitali tra il personale degli enti rappresentano precondizioni per lo sviluppo digitale delle amministrazioni. Sul fronte infrastrutturale, nel 2024 la quota di Comuni della Sardegna dotati di connessioni veloci, rimaneva inferiore a quella italiana (63 contro 80 per cento), mentre la quota di addetti comunali con competenze ICT almeno di base era leggermente inferiore in regione (76 per cento).
Gli enti hanno intensificato gli sforzi formativi: nel corso del 2024 circa il 78 per cento dei Comuni sardi aveva organizzato iniziative formative in almeno una materia ICT, contro il 47 per cento della precedente rilevazione.
L’aggiornamento di ottobre 2025 del Piano Triennale per l’Informatica nella PA attribuisce un ruolo centrale all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (IA) e di altri
strumenti avanzati per la trasformazione digitale degli enti. Al 2024, nei Comuni della Sardegna il ricorso attuale o programmato all’IA risultava in linea con il dato nazionale. Rispetto alla precedente rilevazione, si è tuttavia significativamente ampliata la propensione degli enti a introdurre tale tecnologia.
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