L’aggressione di un migrante, ospite del Centro di accoglienza straordinaria (Cas) di Monastir ha fatto scattare la violenza rivolta all’interno della struttura, che è stata devastata. Solo l’intervento delle forze dell’ordine ha consentito di fermare la rivolta, con numerosi danni per la struttura.
Un centro che, a fronte di una capienza di 300 posti, a seguito dell’apertura del nuovo servizio è arrivato ad ospitare anche 800 persone. Che spesso vagano per Monastir, con tensioni con la popolazione locale. Il tutto, con carenza di personale delle forze dell’ordine. Il trasferimento di molti migranti al Cpr di Macomer ha abbassato la pressione, che però resta alta.
Un episodio, l’ennesimo nella struttura di Monastir, che preoccupa i sindacati di polizia. Il Siulp continua a chiedere lo spostamento della prima accoglienza a Iglesias, Flavio Tuzi (Anip Italia Sicura) invoca un potenziamento immediato e visibile dei controlli nei comuni vicini al Cas e ribadisce che le regole devono valere per tutti, chiedendo che i responsabili delle devastazioni vengano perseguiti. Nel frattempo, gli ingressi nella struttura devono essere presidiati.
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