Olbia ridisegna il collegamento con il porto: tunnel da 100 milioni al vaglio

Il Comune studia una galleria sottomarina a quattro corsie per sostituire parte della sopraelevata. Proseguono le verifiche sulla circolazione, mentre il progetto divide i cittadini tra riqualificazione del lungomare, mobilità e conservazione del viadotto

sopraelevata

A Olbia prende forma il progetto di una nuova galleria sottomarina destinata a sostituire il tratto meridionale della sopraelevata, un’infrastruttura che da quasi cinquant’anni caratterizza il paesaggio del golfo. L’amministrazione guidata dal sindaco Settimo Nizzi sta portando avanti gli approfondimenti tecnici per valutare la realizzazione di un tunnel a quattro corsie, con un investimento stimato intorno ai 100 milioni di euro. Parallelamente, il Comune sta verificando gli effetti delle modifiche alla circolazione: un’ordinanza del 6 ottobre 2026 ha prorogato fino al 4 novembre la chiusura di una rampa di accesso alla SP14M, all’intersezione tra via Gian Battista Vico e via Roma. L’obiettivo dell’intervento è migliorare i collegamenti stradali e modificare il rapporto urbanistico tra la città e il suo fronte marittimo.

Una galleria sottomarina per collegare porto, aeroporto e principali arterie

Il piano dell’amministrazione comunale prevede un intervento infrastrutturale che potrebbe modificare sensibilmente la viabilità nell’area portuale di Olbia.

La proposta consiste nel prolungamento del tunnel esistente attraverso una nuova galleria sottomarina a quattro corsie, destinata a collegare il porto con la rete stradale diretta verso l’aeroporto e le principali arterie extraurbane.

Tra i collegamenti interessati figurano la Olbia-Sassari e la strada statale 131 DCN, infrastrutture fondamentali per gli spostamenti verso il resto della Sardegna.

Il progetto prevede inoltre la successiva demolizione della parte sud della sopraelevata, oggi utilizzata per attraversare una porzione strategica del territorio cittadino.

L’intervento è ancora nella fase degli approfondimenti progettuali e tecnici. Non risultano quindi definiti, sulla base delle informazioni disponibili, un calendario dei lavori o una data per l’eventuale apertura della nuova infrastruttura.

La realizzazione richiederà ulteriori passaggi amministrativi e tecnici, oltre alla definizione delle risorse economiche necessarie.

Verifiche sul fondale e un investimento stimato in 100 milioni

La complessità dell’opera dipende anche dalla sua collocazione, poiché una parte del nuovo collegamento dovrebbe svilupparsi sotto il livello del mare.

Per questo motivo sono previsti carotaggi e accertamenti geotecnici, necessari a raccogliere informazioni sulle caratteristiche del terreno e del fondale.

Le indagini serviranno a valutare le condizioni nelle quali potrebbe essere realizzata la galleria e a fornire elementi utili alle successive scelte progettuali.

La cifra finora indicata per l’intervento si aggira intorno ai 100 milioni di euro, ma si tratta di una stima associata a un progetto ancora in fase di definizione.

Un’opera di queste dimensioni comporterà anche la necessità di affrontare gli aspetti relativi alle autorizzazioni, al finanziamento e all’organizzazione dei cantieri.

La demolizione della sopraelevata meridionale sarebbe collegata alla realizzazione del nuovo percorso sotterraneo, secondo l’impostazione illustrata dall’amministrazione.

Chiusura delle rampe prorogata fino al 4 novembre

Mentre prosegue lo studio del tunnel, il Comune sta raccogliendo elementi sul comportamento del traffico attraverso modifiche temporanee agli accessi della sopraelevata.

Con l’ordinanza dirigenziale numero 570 del 6 ottobre 2026, è stata prorogata fino al 4 novembre la chiusura della rampa di immissione sulla SP14M situata all’incrocio tra via Gian Battista Vico e via Roma.

Il provvedimento si inserisce in una serie di sperimentazioni avviate per verificare come cambia la circolazione quando vengono eliminate alcune possibilità di accesso al viadotto.

Secondo quanto sostenuto dal sindaco Settimo Nizzi, le prove effettuate con due rampe chiuse avrebbero prodotto effetti positivi sulla fluidità dei veicoli, con una diminuzione delle code nei tratti osservati.

Si tratta di una valutazione dell’amministrazione, mentre il dibattito pubblico evidenzia percezioni differenti sugli effetti complessivi delle modifiche.

Alcuni automobilisti riferiscono infatti di aver riscontrato tempi di percorrenza più regolari, in particolare lungo il collegamento tra il tunnel e l’area aeroportuale.

Altri segnalano invece il possibile trasferimento delle congestioni verso strade differenti.

Traffico più scorrevole o code spostate altrove?

Il confronto sui risultati delle chiusure temporanee riguarda soprattutto la distribuzione dei flussi nella rete urbana.

La riduzione delle immissioni può diminuire le interferenze tra veicoli in un determinato tratto, ma la valutazione complessiva richiede di considerare anche le strade utilizzate dagli automobilisti per raggiungere percorsi alternativi.

Tra le osservazioni emerse nel dibattito cittadino compare quella secondo cui «le file si sono spostate da un’altra parte».

Queste testimonianze rappresentano esperienze individuali e non costituiscono, da sole, una misurazione complessiva delle condizioni del traffico.

Il tema interessa in particolare la viabilità interna di Olbia, dove i rallentamenti non sono limitati ai periodi di maggiore affluenza turistica.

Restringimenti, incroci congestionati e percorsi obbligati incidono sugli spostamenti quotidiani, compresi quelli legati al lavoro e ai servizi.

La valutazione del futuro tunnel dovrà quindi tenere conto non soltanto della capacità del nuovo collegamento, ma anche delle condizioni delle arterie sulle quali confluiranno i veicoli.

Il futuro della sopraelevata divide la città

La prospettiva di eliminare una parte del viadotto ha aperto un confronto che riguarda anche il paesaggio urbano.

La sopraelevata è presente a Olbia da quasi mezzo secolo e rappresenta un elemento riconoscibile dell’area affacciata sul golfo.

Per alcuni cittadini, la sua demolizione permetterebbe di ridurre la presenza di una grande infrastruttura stradale lungo il fronte marittimo, modificando la percezione dello spazio urbano.

Altri ritengono invece che il viadotto abbia acquisito nel tempo un valore identitario, anche per la vista panoramica sul golfo e sull’isola di Tavolara.

Le posizioni espresse nel dibattito comprendono dunque valutazioni differenti: da una parte l’interesse per una trasformazione urbanistica dell’area, dall’altra il desiderio di conservare una struttura ormai familiare nel paesaggio cittadino.

La scelta non riguarda soltanto la mobilità automobilistica, ma anche l’aspetto futuro del lungomare di Olbia.

Ponte-giardino e ampliamento delle corsie tra le alternative proposte

Nel confronto pubblico sono emerse anche ipotesi diverse dalla demolizione completa del tratto interessato.

Una delle proposte consiste nel realizzare il tunnel mantenendo la sopraelevata, da trasformare in un percorso sopraelevato destinato a pedoni e biciclette, con spazi verdi e aree di sosta.

L’idea di un ponte-giardino permetterebbe, secondo chi la sostiene, di conservare l’infrastruttura attribuendole una funzione differente da quella automobilistica.

Un’altra possibilità avanzata nel dibattito riguarda il raddoppio delle corsie della sopraelevata, mantenendo l’attuale collegamento stradale.

Si tratta di alternative discusse pubblicamente, non di soluzioni indicate come già approvate dall’amministrazione comunale.

La proposta ufficiale attualmente oggetto di approfondimenti resta quella della galleria sottomarina con successiva eliminazione del tratto sud del viadotto.

Tempi, autorizzazioni e decisioni delle prossime amministrazioni

L’orizzonte temporale del progetto costituisce un ulteriore elemento del confronto politico e amministrativo.

La realizzazione di un’infrastruttura sottomarina richiede infatti un percorso articolato, dalla progettazione alle verifiche tecniche, fino all’individuazione delle risorse finanziarie e all’ottenimento delle autorizzazioni necessarie.

Non è escluso che alcune fasi dell’intervento possano ricadere nel mandato di una futura amministrazione comunale, considerata la portata dell’opera.

Il progetto si inserisce anche nel dibattito sul futuro assetto politico della città e sulle scelte infrastrutturali che potrebbero essere ereditate dalla prossima giunta.

Tra gli aspetti ancora da definire figurano l’integrazione del nuovo tunnel con le strade esistenti, la gestione dei flussi durante gli eventuali cantieri e la destinazione delle aree oggi occupate dalla sopraelevata meridionale.

La sperimentazione sulle rampe di accesso, prorogata fino al 4 novembre, rappresenta intanto uno dei passaggi attraverso i quali l’amministrazione sta valutando le conseguenze delle modifiche alla rete viaria.

Redazione

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