Al Porto Isola Bianca di Olbia resta alta l’attenzione sulla situazione di alcuni cittadini stranieri che, secondo quanto denunciato dal SIULP di Sassari, si troverebbero bloccati nello scalo marittimo nonostante siano destinatari di provvedimenti che prevedono l’allontanamento dal territorio italiano.
Il sindacato di polizia ha chiesto un intervento delle autorità per affrontare una situazione definita complessa dal punto di vista amministrativo e della gestione dell’ordine pubblico. Secondo il SIULP, alcune persone avrebbero acquistato un biglietto per lasciare la Sardegna, ma non sarebbero riuscite a imbarcarsi a causa di problemi legati alla documentazione necessaria per il viaggio.
La richiesta principale riguarda la definizione di procedure più chiare e coordinate per evitare che persone destinatarie di un ordine di allontanamento rimangano impossibilitate a eseguirlo.
Gli arrivi e gli adempimenti amministrativi
Nella nota diffusa dal sindacato viene ricostruito il percorso seguito da diversi gruppi di cittadini algerini arrivati autonomamente sulle coste del Sulcis-Iglesiente a bordo di piccole imbarcazioni.
Dopo essere stati intercettati dalle autorità competenti, gli stranieri sarebbero stati accompagnati al centro di Monastir, dove vengono svolte le attività previste di identificazione e gli ulteriori controlli amministrativi.
Secondo il SIULP, la criticità emergerebbe nella fase successiva, quando vengono adottati i provvedimenti previsti dalla normativa sull’immigrazione.
In alcuni casi, infatti, gli interessati raggiungerebbero Olbia con l’intenzione di utilizzare i collegamenti marittimi verso la penisola e successivamente proseguire il viaggio verso altri Paesi europei o rientrare nel Paese di provenienza.
Le difficoltà all’imbarco
Il sindacato riferisce che alcune persone avrebbero acquistato il titolo di viaggio presso le biglietterie del Porto Isola Bianca, ma successivamente si sarebbero viste negare l’accesso al traghetto per questioni relative ai documenti identificativi e di viaggio.
La conseguenza sarebbe una permanenza prolungata all’interno dell’area portuale, con episodi di protesta e momenti di tensione già registrati.
Secondo il SIULP, questa situazione crea un problema operativo perché gli agenti della Polizia di Frontiera aeromarittima e del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Olbia si trovano a gestire una fase non completamente definita dal punto di vista procedurale.
L’appello per una procedura coordinata
Il segretario provinciale del SIULP di Sassari, Massimiliano Pala, ha sottolineato la necessità di un intervento organizzativo che permetta di accompagnare l’intero percorso, dall’emissione del provvedimento fino alla sua effettiva applicazione.
Secondo il sindacato, servirebbero verifiche preventive sulla documentazione, una distribuzione chiara delle competenze e soluzioni alternative rapide nel caso in cui il collegamento previsto non sia utilizzabile.
Il tema sollevato riguarda quindi il coordinamento tra le diverse fasi amministrative e operative, con l’obiettivo di evitare che gli operatori di polizia debbano gestire situazioni generate da procedure non uniformi.
La richiesta alle istituzioni
Il SIULP precisa che la richiesta non riguarda un aumento temporaneo della presenza delle forze dell’ordine nel porto, ma una revisione delle modalità operative.
Secondo il sindacato, è necessario che le decisioni adottate dalle istituzioni siano accompagnate dagli strumenti concreti per poter essere attuate, evitando che persone destinatarie di un ordine di partenza restino sul territorio per difficoltà burocratiche o documentali.
La questione resta ora all’attenzione delle autorità competenti, chiamate a valutare eventuali interventi per migliorare la gestione delle procedure e prevenire nuove situazioni di tensione nello scalo marittimo di Olbia.
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