Sarà la Sardegna la Regione ospite, tra quelle a forte vocazione zootecnica, dell’edizione 2027 di Agriumbria, la 58esima edizione della Mostra nazionale dell’agricoltura, della zootecnia e dell’alimentazione, in programma dal 2 al 4 aprile 2027 a Umbria Fiere di Bastia Umbra.
Una manifestazione di riferimento nazionale nel settore, che quest’anno rinnova in parte il proprio format.
A inaugurare il percorso, con la presentazione di una regione ospite per ogni edizione, sarà appunto la Regione Sardegna. Per le future edizioni la selezione delle Regioni Ospiti sarà curata da Umbriafiere Spa in collaborazione con AIA e la Regione Umbria.
“Il nostro polo fieristico di Umbria Fiere – chiarisce l’assessora regionale dell’Umbria Simona Meloni – è il più grande del Centro Italia, in una regione che è mediana e che attrae ogni anno tantissimi utenti. Agriumbria è una fiera sempre più importante nel panorama nazionale e questo ci deve spingere a lavorare insieme e a creare le condizioni perché sempre più imprenditori possano trovare nella nostra manifestazione un punto di approdo e di sviluppo. Nell’edizione 2027 di Agriumbria avremo più spazi, sono del resto tanti gli espositori dell’evento. L’anno scorso, che è stato il più partecipato, sono state presentate oltre 600 richieste di partecipazione trovando soluzioni espositive per 450; questo significa che servono nuovi spazi. Anche quest’anno Umbriafiere ha avuto dei picchi altissimi, siamo arrivati a 85mila visitatori quindi significa economia per il territorio e sviluppo per la nostra terra”.
La scelta della Sardegna è legata alla qualità dei suoi prodotti zootecnici e caseari e all’autenticità della tradizione agricola, che si rispecchia nei valori di Agriumbria.
Il progetto è stato presentato giovedì 8 ottobre, alla Camera dei deputati, alla presenza del presidente di Umbriafiere Spa, Antonio Forini, dell’assessora regionale all’Agricoltura, Simona Meloni, del deputato e segretario della Commissione Agricoltura della Camera, Raffaele Nevi; del sottosegretario al ministero dell’Interno Emanuele Prisco e del direttore tecnico dell’Associazione italiana allevatori (AIA), Andrea Bassini.
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