Carburanti in Sardegna, diesel giù di 14 cent e benzina di 11

In una settimana calano i prezzi medi alla pompa grazie agli sconti e ai tetti introdotti dalle compagnie. Termina però la riduzione delle accise sul gasolio

benzina

Una settimana di ribassi ha alleggerito, almeno in parte, il costo dei rifornimenti in Sardegna. Il prezzo medio del diesel sulla rete stradale dell’Isola è diminuito di 14 centesimi al litro, mentre quello della benzina è sceso di 11 centesimi, dopo l’introduzione di sconti e tetti volontari da parte di alcune delle principali compagnie petrolifere.

Il nuovo scenario arriva però in contemporanea con la conclusione dello sconto fiscale sul gasolio. Da oggi non è infatti più applicata la riduzione delle accise sul diesel pari a 6,1 centesimi di euro, sostituita dal meccanismo delle accise mobili. Un cambiamento che, secondo le associazioni dei consumatori, potrebbe determinare nuovi aumenti dei listini.

Per gli automobilisti sardi resta quindi da capire se i ribassi registrati negli ultimi giorni riusciranno a consolidarsi anche dopo la modifica sul fronte fiscale.

Quanto costa oggi diesel e benzina in Sardegna

I numeri mostrano comunque un calo significativo nell’arco di sette giorni. Il prezzo medio del gasolio è passato da 2,396 a 2,255 euro al litro, con una diminuzione di circa 14 centesimi.

Per la benzina la variazione è stata leggermente più contenuta, ma comunque rilevante: la tariffa media è scesa da 2,168 a 2,056 euro al litro, con un risparmio di circa 11 centesimi per ogni litro acquistato.

La differenza diventa più evidente considerando un rifornimento completo. Su un pieno da 50 litri, un automobilista che utilizza diesel spende oggi mediamente circa 7 euro in meno rispetto a una settimana fa.

Nel caso della benzina, il vantaggio sullo stesso quantitativo si attesta invece intorno ai 5,50 euro.

Sardegna ancora tra le regioni più costose

Nonostante il calo, i prezzi rimangono elevati e la Sardegna continua a occupare le prime posizioni nella graduatoria dei territori italiani dove fare rifornimento costa maggiormente.

La situazione è particolarmente evidente per il gasolio. Con una media di 2,255 euro al litro, la Sardegna risulta dietro soltanto alle province autonome di Bolzano e Trento, dove il diesel raggiunge rispettivamente 2,290 e 2,258 euro al litro.

Sul fronte della benzina la posizione dell’Isola è leggermente migliore, ma comunque nella parte alta della classifica nazionale: il prezzo medio sardo risulta infatti il sesto più elevato.

Il ribasso dell’ultima settimana ha dunque ridotto la spesa sostenuta dagli automobilisti senza però eliminare il divario rispetto a molte altre aree del Paese.

Il price cap partito il 28 settembre

A incidere sulla discesa dei prezzi sono state soprattutto le iniziative commerciali avviate volontariamente dalle compagnie petrolifere.

Il primo intervento era scattato lunedì 28 settembre con il price cap introdotto da Eni. Il tetto era stato fissato a 2,199 euro al litro per il diesel e 1,99 euro per la benzina.

Nei giorni successivi l’iniziativa si è allargata con l’adesione di IP, Q8 e Tamoil. La crescente copertura dei punti vendita interessati avrebbe così contribuito a esercitare una pressione verso il basso sui prezzi medi praticati sulla rete.

Secondo il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il sistema dei tetti volontari interessa ormai più della metà dei distributori presenti in Italia.

Il ministro ha definito l’iniziativa straordinaria nel panorama europeo e ha espresso l’aspettativa che possa contribuire a contenere il costo dei carburanti anche nei prossimi mesi.

Finisce lo sconto sulle accise del diesel

La principale incognita riguarda ora l’effetto della nuova fase fiscale. La riduzione dell’accisa sul gasolio, pari a 6,1 centesimi, non è più in vigore e viene sostituita dal sistema delle accise mobili.

Le associazioni dei consumatori segnalano il rischio che la fine dello sconto possa tradursi in un nuovo incremento del prezzo del diesel, attenuando almeno in parte il beneficio prodotto dalle iniziative delle compagnie.

I tetti sui prezzi, inoltre, non rappresentano un obbligo imposto a tutti gli operatori. Come ricordato dallo stesso Urso, si tratta di una misura adottata volontariamente dalle società petrolifere e per questo il suo andamento dovrà essere seguito nel tempo.

Il quadro resta quindi in evoluzione. Da una parte gli automobilisti sardi hanno beneficiato in una sola settimana di un risparmio che arriva a 7 euro su un pieno di gasolio; dall’altra, la Sardegna continua a essere uno dei territori italiani con i carburanti più costosi.

La fine dello sconto sulle accise e l’andamento dei price cap stabiliranno ora se la riduzione registrata negli ultimi giorni riuscirà a proseguire o se i listini torneranno a crescere.

Redazione

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