Cane ucciso a Olbia, presentata una denuncia-querela alla Procura
La morte di Zeus, un cane di razza pastore maremmano ucciso a colpi di fucile a Olbia, arriva all’attenzione della magistratura. Le associazioni animaliste Lida sezione Olbia e Zampe che danno una mano hanno formalizzato una denuncia-querela contro il cacciatore indicato come responsabile dell’episodio, avvenuto l’8 ottobre 2026.
L’iniziativa giudiziaria è stata presentata attraverso l’avvocata Giada Bernardi, con l’obiettivo di ottenere accertamenti sulle circostanze della morte dell’animale e sulle eventuali responsabilità penali.
Secondo quanto denunciato dalle associazioni, il cane sarebbe stato colpito da due fucilate mentre si trovava all’interno di una proprietà privata recintata in via Olbana.
La ricostruzione descrive una prima aggressione con il lancio di pietre, seguita da due colpi d’arma da fuoco, il secondo dei quali sarebbe stato esploso da distanza ravvicinata.
Le circostanze riportate costituiscono al momento la versione presentata dai denuncianti e dovranno essere verificate dalle autorità competenti.
La ricostruzione dei fatti avvenuti in via Olbana
L’episodio risale all’8 ottobre, quando un uomo impegnato nell’attività venatoria si sarebbe introdotto in un terreno privato situato a Olbia.
All’interno della proprietà si trovava Zeus, un cane maremmano che, secondo il racconto delle associazioni, avrebbe iniziato ad abbaiare alla presenza dell’estraneo.
A quel punto, il cacciatore avrebbe reagito lanciando alcune pietre contro l’animale.
Successivamente avrebbe utilizzato il proprio fucile, ferendo Zeus con un primo colpo.
La denuncia sostiene che l’uomo si sarebbe poi avvicinato al cane, già ferito, esplodendo una seconda fucilata a distanza ravvicinata.
È proprio questa sequenza ad aver spinto le associazioni a parlare di un’uccisione deliberata, chiedendo che vengano approfondite tutte le circostanze dell’accaduto.
Il racconto comprende anche quanto sarebbe avvenuto dopo la morte dell’animale.
Secondo i denuncianti, il corpo di Zeus sarebbe stato trascinato per diversi metri e abbandonato in un canale tra i rovi, all’esterno del punto in cui si era verificata l’aggressione.
Le associazioni ritengono che tale comportamento possa rappresentare un ulteriore elemento rilevante per la ricostruzione della vicenda.
Le accuse di uccisione e maltrattamento di animali
La denuncia-querela è stata indirizzata alla Procura della Repubblica di Tempio Pausania, competente per il territorio nel quale si sarebbero verificati i fatti.
Le associazioni chiedono di valutare le ipotesi di uccisione e maltrattamento di animale, richiamando anche le possibili aggravanti della crudeltà e dei futili motivi.
Si tratta delle contestazioni prospettate dai denuncianti, non di responsabilità già accertate in sede giudiziaria.
Spetterà alla magistratura verificare la dinamica dell’episodio, valutare gli elementi raccolti e stabilire se sussistano i presupposti per procedere penalmente.
Un aspetto centrale riguarda il contesto nel quale il cane sarebbe stato ucciso.
Secondo la ricostruzione fornita, Zeus si trovava all’interno di un terreno privato recintato e non avrebbe rappresentato un pericolo tale da giustificare l’utilizzo di un’arma da fuoco.
Anche l’eventuale ingresso non autorizzato nella proprietà e il comportamento successivo alla morte dell’animale sono circostanze sulle quali le associazioni chiedono accertamenti.
Lida Olbia e Zampe che danno una mano chiedono provvedimenti
A promuovere l’iniziativa sono due realtà impegnate nella tutela degli animali.
La prima è Lida sezione Olbia, rappresentata da Cosetta Prontu, che aveva già denunciato pubblicamente l’episodio.
La seconda è Zampe che danno una mano, con il coinvolgimento dell’avvocata Giada Bernardi.
Le due associazioni considerano particolarmente grave la condotta descritta nella denuncia, soprattutto per l’ipotesi che l’animale sia stato colpito una seconda volta quando era già ferito.
Secondo le rappresentanti delle organizzazioni, l’episodio non potrebbe essere ricondotto a una situazione di pericolo immediato, poiché il cane si sarebbe limitato ad abbaiare all’interno del proprio spazio domestico.
Le associazioni chiedono che la vicenda venga approfondita in sede penale e che siano adottati gli eventuali provvedimenti previsti dalla legge.
L’iniziativa mira inoltre a richiamare l’attenzione sull’utilizzo delle armi da caccia e sulla responsabilità di chi le detiene.
Richiesto il sequestro del fucile e la revoca del porto d’armi
Tra le richieste avanzate dalle associazioni figura anche l’adozione di misure relative all’arma che sarebbe stata utilizzata per uccidere Zeus.
Lida Olbia e Zampe che danno una mano sollecitano il sequestro del fucile e la revoca del porto d’armi del cacciatore accusato.
Secondo l’avvocata Bernardi, qualora i fatti denunciati venissero confermati, il comportamento descritto solleverebbe interrogativi sull’idoneità dell’uomo a detenere e utilizzare armi da fuoco.
La richiesta viene motivata dalle modalità dell’episodio, che secondo le associazioni dimostrerebbero un uso ingiustificato dell’arma nei confronti di un animale.
L’eventuale sequestro e gli altri provvedimenti amministrativi o giudiziari restano comunque subordinati alle valutazioni delle autorità competenti e agli accertamenti previsti dalla normativa.
Non risulta, dalle informazioni disponibili, che la revoca del porto d’armi sia già stata disposta.
La questione rappresenta uno dei punti sui quali le associazioni intendono concentrare la propria iniziativa.
Le presunte minacce al proprietario del cane
La denuncia non riguarda soltanto l’uccisione del pastore maremmano.
Secondo la ricostruzione diffusa dalle associazioni, il cacciatore avrebbe anche minacciato il proprietario di Zeus dopo l’episodio.
La circostanza aggiunge un ulteriore elemento alla vicenda, che dovrà essere esaminato nell’ambito degli accertamenti.
Al momento non sono stati forniti dettagli sufficienti per ricostruire con precisione il contenuto e le modalità delle presunte minacce.
Le autorità dovranno quindi verificare anche questo aspetto, distinguendo le dichiarazioni dei soggetti coinvolti dagli elementi eventualmente documentati.
Il proprietario del cane risulta direttamente interessato dall’accaduto, sia per la perdita dell’animale sia per le ulteriori condotte attribuite all’uomo indicato nella denuncia.
La ricostruzione completa dei fatti sarà determinante per chiarire eventuali responsabilità e la natura delle contestazioni.
La tutela degli animali e le conseguenze penali
La vicenda riporta l’attenzione sulle norme che disciplinano la protezione degli animali e sanzionano i comportamenti violenti nei loro confronti.
Nell’ordinamento italiano, l’uccisione ingiustificata e il maltrattamento di animali possono integrare specifiche fattispecie di reato.
La qualificazione giuridica dipende tuttavia dalle circostanze concrete, dalle prove disponibili e dalla valutazione dell’autorità giudiziaria.
La denuncia presentata per la morte di Zeus richiama espressamente la tutela penale degli animali e il riconoscimento del loro benessere nell’ambito dei principi costituzionali.
L’avvocata Giada Bernardi ha sottolineato l’intenzione di seguire il procedimento nelle sedi competenti, affinché vengano accertate le eventuali responsabilità.
La posizione delle associazioni si concentra soprattutto sulla necessità di chiarire se l’utilizzo del fucile sia stato deliberato e privo di una giustificazione.
Per questa ragione, le modalità dei due spari e la posizione dell’animale al momento dell’aggressione assumono particolare rilievo nella ricostruzione denunciata.
Olbia, attesi gli accertamenti sulla morte di Zeus
Con la presentazione della denuncia-querela, la vicenda entra in una nuova fase.
La Procura di Tempio Pausania è stata chiamata a valutare quanto segnalato dalle associazioni animaliste, che chiedono verifiche sulla morte del cane e sull’eventuale utilizzo illecito dell’arma da fuoco.
Restano da chiarire diversi aspetti, a partire dall’esatta sequenza degli avvenimenti all’interno della proprietà privata di via Olbana.
Gli accertamenti dovranno inoltre verificare le circostanze relative al ritrovamento e allo spostamento del corpo dell’animale, oltre alle presunte minacce rivolte al proprietario.
La vicenda ha suscitato una forte reazione da parte delle organizzazioni che si occupano di protezione animale, intenzionate a seguire gli sviluppi giudiziari.
Il punto centrale resta l’accertamento delle responsabilità per la morte di Zeus, nel rispetto delle garanzie previste dalla legge per tutte le persone coinvolte.
Per il momento, le accuse nei confronti del cacciatore rimangono da verificare. Saranno gli eventuali sviluppi dell’attività investigativa e le decisioni dell’autorità giudiziaria a stabilire se i fatti descritti nella querela trovino conferma e quali conseguenze possano derivarne.
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