Sono incoraggianti i primi risultati del modello organizzativo “See and Treat” sperimentato al Pronto Soccorso dell’ospedale San Francesco di Nuoro. A dieci mesi dall’introduzione del percorso, l’esperienza maturata nella struttura nuorese è stata al centro del workshop “Dalla progettazione alla concreta attivazione del modello organizzativo See and Treat”, organizzato nella sala conferenze della Camera di Commercio di Nuoro.
All’incontro hanno partecipato circa 90 operatori provenienti da tutta la Sardegna, interessati a conoscere modalità di applicazione e risultati di un modello destinato, secondo le intenzioni dell’Assessorato regionale alla Sanità, a essere progressivamente esteso anche ad altre strutture dell’Isola.
Come funziona il See and Treat
Il modello prevede la presa in carico autonoma da parte del personale infermieristico dei pazienti a bassa complessità assistenziale, in particolare quelli classificati con codici minori.
L’obiettivo è intervenire sui tempi e sull’organizzazione dell’attività del Pronto Soccorso, puntando a ridurre le attese, decongestionare il servizio e valorizzare le competenze avanzate della professione infermieristica.
L’esperienza del San Francesco è partita in una fase sperimentale e, dopo i primi dieci mesi, ha portato a una valutazione positiva da parte della direzione del Pronto Soccorso.
Il percorso passa da 6 a 12 ore
A confermare i risultati è stata la direttrice del Pronto Soccorso di Nuoro, Michela Matta.
“L’avvio in fase sperimentale ci ha restituito risultati confortanti”, ha spiegato durante il workshop.
Sulla base di questa prima esperienza, il servizio è stato ulteriormente ampliato. Fino al 30 settembre il See and Treat era infatti attivo nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 14.
Dal 1° ottobre, invece, il percorso è stato esteso a 12 ore al giorno, dalle 8 alle 20.
L’allargamento dell’orario rappresenta quindi un ulteriore passaggio nell’applicazione del modello all’interno del Pronto Soccorso del San Francesco.
Il confronto con la Toscana
Durante il workshop l’esperienza nuorese è stata messa a confronto con quella della Azienda USL Toscana Nord Ovest, considerata la prima realtà italiana ad aver strutturato con successo il modello organizzativo.
Il confronto si è svolto attraverso un gemellaggio virtuale, durante il quale la delegazione toscana ha presentato ai partecipanti dati di attività e statistiche relative alla propria esperienza.
Un’occasione di approfondimento utile per gli operatori sardi che stanno valutando l’applicazione del modello anche in altre strutture sanitarie regionali.
La Regione punta all’estensione del modello
La prospettiva indicata durante l’incontro è quella di portare progressivamente il See and Treat anche in altri Pronto Soccorso della Sardegna.
Per la Regione Autonoma della Sardegna è intervenuto Daniele Cocco, consulente dell’Ufficio di Gabinetto dell’Assessorato dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale.
“Visti i risultati incoraggianti del modello See and Treat al Pronto Soccorso del San Francesco di Nuoro – ha dichiarato Cocco – l’Assessorato è intenzionato ad estenderlo ai Pronto Soccorso delle altre Aziende socio-sanitarie locali della Sardegna”.
La sperimentazione nuorese diventa quindi un possibile punto di riferimento per altre strutture regionali.
A novembre la formazione per Oristano
Il primo passo concreto verso questa estensione è già programmato.
A fine novembre, gli operatori del San Francesco inizieranno infatti la formazione destinata ai colleghi del Pronto Soccorso dell’ospedale San Martino di Oristano, struttura dell’ASL 5.
L’obiettivo sarà trasferire l’esperienza maturata a Nuoro e accompagnare gli operatori oristanesi nell’avvio del percorso.
Nel frattempo, anche l’ASL 7 del Sulcis ha manifestato all’ASL 3 di Nuoro l’interesse a ricevere supporto per l’introduzione del progetto See and Treat.
L’esperienza del San Francesco si candida così a diventare un modello da replicare nel sistema sanitario regionale. Dopo una prima fase sperimentale, caratterizzata da risultati considerati positivi, il percorso è già passato a un orario di 12 ore quotidiane, mentre prende forma il progetto di estensione ad altri Pronto Soccorso dell’Isola.
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