Regione, Truzzu attacca: “Clima di conflitto con i dipendenti inquietante”

Il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia interviene dopo la presa di posizione dei sindacati sulla gestione delle prerogative sindacali nel Sistema Regione Sardegna.

Il rapporto tra la Regione Sardegna e le organizzazioni sindacali torna al centro del confronto politico. A intervenire è il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu, che critica la gestione dei rapporti con i dipendenti regionali e definisce preoccupante il clima che si sarebbe creato negli ultimi mesi.

“Il clima di perenne conflitto con i dipendenti che il campo largo sta instaurando in Regione inizia a diventare particolarmente inquietante e pericoloso”, dichiara Truzzu.

La presa di posizione arriva dopo l’iniziativa congiunta di alcune organizzazioni sindacali, che nei giorni scorsi hanno contestato le decisioni assunte dai vertici della Direzione Generale del Personale in materia di diritti e prerogative sindacali.

La contestazione dei sindacati

Nel mirino sono finite le modalità con cui gli uffici amministrativi starebbero applicando le norme relative alla contrattazione collettiva.

Le organizzazioni rappresentative del Comparto Regione, tra cui CISL FP, UIL FPL, FESAL e CLARES, hanno denunciato quello che considerano uno stravolgimento della gerarchia delle fonti del diritto.

Secondo la ricostruzione riportata da Truzzu, gli uffici amministrativi farebbero riferimento a delibere di Giunta, atti amministrativi e leggi regionali anziché alle disposizioni della normativa nazionale sulla contrattazione collettiva.

Il tema riguarda quindi direttamente le prerogative delle rappresentanze dei lavoratori e l’applicazione delle tutele previste dalla normativa.

Truzzu: “Tutele contrattuali sorpassate”

Il capogruppo di Fratelli d’Italia contesta con durezza l’impostazione adottata dalla Regione.

“Le storiche tutele contrattuali previste dallo Statuto dei lavoratori sono state ‘sorpassate’ da atti amministrativi secondari”, sostiene Truzzu.

Secondo il consigliere regionale, quanto accaduto rappresenterebbe un ulteriore segnale della distanza tra l’amministrazione e le esigenze dei lavoratori.

La valutazione di Truzzu si inserisce quindi nel confronto politico già acceso tra opposizione e maggioranza regionale sulla gestione del personale e delle strutture amministrative.

La diffida alla Direzione del Personale

Le organizzazioni sindacali hanno nel frattempo inviato una formale diffida alla Direzione Generale del Personale.

La richiesta è quella di revocare il provvedimento contestato, con l’obiettivo di evitare che la vicenda possa creare precedenti nell’applicazione delle norme riguardanti i diritti e le prerogative sindacali all’interno del Sistema Regione Sardegna.

La questione non riguarda quindi soltanto il singolo provvedimento, ma secondo i sindacati potrebbe avere conseguenze più ampie sulla gestione delle relazioni sindacali nell’amministrazione regionale.

“Non è un caso isolato”

Truzzu sostiene inoltre che il problema non sarebbe circoscritto alla vicenda attualmente contestata.

“Quanto successo è un fatto gravissimo e purtroppo non è nemmeno un caso isolato”, afferma il capogruppo di FdI.

Il consigliere parla di un clima di malessere segnalato dalle organizzazioni sindacali e dai lavoratori, che a suo giudizio coinvolgerebbe non soltanto la Regione ma anche le società partecipate e, secondo quanto riportato, alcune aziende sanitarie.

L’appello all’assessore al Personale

La richiesta dell’opposizione è ora rivolta direttamente all’assessore regionale competente.

Secondo Truzzu, la compressione delle prerogative dei lavoratori potrebbe trasformarsi in un problema per la stessa amministrazione regionale.

“Questo continuo tirare la corda comprimendo i diritti dei lavoratori, che sono il vero motore della macchina regionale, rischia di trasformarsi in un pericoloso boomerang per l’Amministrazione”, sostiene.

Da qui la richiesta di una presa di posizione dell’assessore al Personale, affinché venga chiarito se le decisioni contestate dai sindacati siano frutto esclusivamente di valutazioni amministrative oppure se rispondano a un indirizzo politico.

La vicenda resta quindi aperta, con le organizzazioni sindacali che chiedono la revoca del provvedimento e l’opposizione che sollecita un intervento della Giunta regionale sul rapporto con i dipendenti e sulle modalità di applicazione delle tutele sindacali.

Redazione

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