Il confronto politico in Sardegna torna ad accendersi sul tema delle consulenze regionali legate al PNRR. A intervenire è il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Paolo Truzzu, che contesta le motivazioni fornite dalla presidente della Regione Alessandra Todde sulla necessità degli incarichi e chiede un chiarimento pubblico sull’attività svolta dai consulenti.
La polemica nasce dalla legge regionale sugli staff e dagli incarichi attribuiti nell’ambito della struttura regionale. Secondo Truzzu, il richiamo alle esigenze legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza non sarebbe sufficiente a spiegare la scelta dell’amministrazione.
Truzzu: “Spiegazione che sa di scusa”
Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, la risposta della presidente Todde alle critiche ricevute sul tema non avrebbe chiarito le ragioni degli incarichi.
“Nella risposta a Beppe Grillo l’imbarazzo e la difficoltà della presidente Todde sono evidenti”, sostiene Truzzu.
Il consigliere regionale contesta in particolare l’argomentazione secondo cui le consulenze sarebbero state necessarie per recuperare eventuali ritardi nell’attuazione del PNRR.
“Dire che servivano per il PNRR è un insulto all’intelligenza dei sardi”, afferma Truzzu.
Il rappresentante di FdI sostiene inoltre che alcuni incarichi sarebbero stati affidati a persone che avevano sostenuto la coalizione durante la campagna elettorale e, in alcuni casi, a professionisti che, secondo la sua valutazione, non avrebbero competenze specifiche sulle materie trattate.
Si tratta di affermazioni politiche di Truzzu, che nel testo non vengono accompagnate da elementi documentali tali da verificare le singole contestazioni.
Il riferimento alla task force statale
Il punto centrale dell’intervento riguarda la presenza, già prevista nell’ambito del PNRR, di un gruppo di esperti destinato a supportare le amministrazioni regionali.
Truzzu richiama la “Task force 1.000 esperti”, collegata alla misura M1C1 I2.2, sostenendo che il programma avrebbe già messo a disposizione della Sardegna 37 consulenti, finanziati attraverso risorse del PNRR e operativi dal 2021.
Da qui nasce la domanda del capogruppo di Fratelli d’Italia: se esisteva già una struttura dedicata al supporto sull’attuazione del Piano, quali sarebbero stati i compiti aggiuntivi affidati ai consulenti regionali?
“La Presidente ci sta forse dicendo che la Regione ha pagato più persone per fare le stesse cose?”, chiede Truzzu.
Il consigliere domanda inoltre di conoscere nel dettaglio l’attività svolta dai consulenti incaricati dalla Regione.
Le quattro domande alla Giunta
Truzzu ha quindi formulato una serie di quesiti rivolti direttamente alla presidente Todde.
Il primo riguarda la sovrapposizione delle competenze: quali compiti svolgono i consulenti regionali rispetto a quelli assegnati alla task force statale?
Il secondo riguarda invece i professionisti scelti dalla Giunta: chi sono e quali competenze possiedono in relazione all’attuazione del PNRR?
Il terzo quesito riguarda i 105 incarichi contrattualizzati attraverso la legge sugli staff e chiede quanti di questi abbiano come oggetto della prestazione proprio il PNRR.
Infine, Truzzu chiede di chiarire con quali risorse vengono finanziati gli incarichi, considerato che il Piano dispone già di risorse specificamente destinate alle attività di supporto.
Il confronto politico sugli incarichi
Nella sua nota, Truzzu allarga poi la critica al confronto politico sulle nomine fiduciarie.
Il capogruppo di FdI ricorda le polemiche sollevate due anni fa contro gli incarichi attribuiti dalla precedente amministrazione regionale, quando venne utilizzata l’espressione “poltronificio”.
Secondo Truzzu, l’attuale maggioranza avrebbe superato quelle scelte, abbandonando le precedenti posizioni politiche sugli incarichi fiduciari.
Il consigliere collega inoltre la questione alle persone che, a suo giudizio, avrebbero sostenuto la coalizione durante la campagna elettorale. Anche in questo caso si tratta della lettura politica espressa dall’opposizione.
La richiesta di trasparenza
Il punto sul quale Truzzu insiste maggiormente è la necessità di conoscere nel dettaglio chi è stato incaricato, per fare cosa e con quali risorse.
La richiesta di un’operazione trasparenza riguarda quindi sia la natura delle consulenze sia il loro rapporto con le strutture già previste per l’attuazione del PNRR.
Truzzu conclude il proprio intervento con una battuta rivolta alla presidente Todde: “Se non sa come spiegare una cosa, può sempre assumere un consulente. Magari uno che ci spieghi a cosa servono tutti gli altri”.
Il tema resta ora al centro del confronto tra maggioranza e opposizione in Consiglio regionale, con la richiesta di chiarimenti sui compiti e sui costi degli incarichi che la Regione ha collegato alle esigenze di attuazione del PNRR.
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