La provincia di Nuoro registra una crescita del 14,44% delle presenze turistiche tra il 2019 e il 2025, conquistando il ventesimo posto in Italia per incremento percentuale nel periodo considerato. Il risultato emerge dall’aggiornamento del Barometro dell’Economia Territoriale, elaborato dal Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne insieme a Unioncamere e analizzato dall’Osservatorio Economico della Camera di Commercio di Nuoro. Nel 2025 il territorio raggiunge inoltre la 29ª posizione nazionale per intensità delle presenze, migliorando il 35° posto dell’anno precedente. La crescita interessa anche il contributo economico del comparto: le attività di alloggio e ristorazione rappresentano il 7,93% del valore aggiunto provinciale, confermando il peso del turismo nell’economia locale.
Il turismo pesa quasi l’8% sull’economia della provincia
Uno degli indicatori più significativi riguarda il contributo delle attività turistiche alla produzione di ricchezza nel territorio nuorese.
Secondo l’analisi, alloggio e ristorazione generano il 7,93% del valore aggiunto locale, una quota che colloca la provincia al 12° posto nella graduatoria italiana.
Il dato evidenzia la rilevanza economica delle strutture ricettive e dei servizi di ristorazione, che costituiscono una componente importante del sistema produttivo provinciale.
Il valore aggiunto misura la ricchezza prodotta dalle attività economiche e permette di valutare il peso dei diversi settori all’interno di un territorio.
Nel caso di Nuoro, l’incidenza di alloggio e ristorazione risulta particolarmente elevata nel confronto nazionale.
La filiera dell’ospitalità assume quindi un ruolo centrale non soltanto nell’accoglienza dei visitatori, ma anche nella composizione dell’economia provinciale.
Il risultato si affianca all’aumento delle presenze turistiche, delineando una crescita che riguarda sia i flussi sia il contributo economico delle attività direttamente collegate all’accoglienza.
Sei posizioni guadagnate nella graduatoria nazionale
La provincia migliora anche il proprio posizionamento nell’indicatore relativo all’intensità delle presenze turistiche.
Nel 2025 sono state rilevate 20.998 presenze per chilometro quadrato di superficie consumata, un valore che porta Nuoro al 29° posto tra le province italiane.
Nel 2024 il territorio occupava la 35ª posizione: il nuovo risultato rappresenta quindi un avanzamento di sei posti in un anno.
L’indicatore mette in relazione il volume delle presenze turistiche con la superficie consumata, offrendo una misura della concentrazione dei flussi rispetto al territorio urbanizzato.
Si tratta di un parametro differente dal numero assoluto dei visitatori e utile per confrontare realtà provinciali con caratteristiche territoriali diverse.
Il piazzamento del 2025 si avvicina inoltre al migliore risultato registrato dalla provincia nel 2021.
L’evoluzione della graduatoria segnala un rafforzamento della posizione di Nuoro nel panorama turistico nazionale, in un contesto nel quale la competizione tra destinazioni riguarda anche la capacità di attrarre e trattenere i visitatori.
Dal 2019 al 2025 le presenze crescono del 14,44%
Il confronto di medio periodo consente di osservare l’andamento turistico oltre le variazioni di un singolo anno.
Tra il 2019 e il 2025 la provincia di Nuoro registra un aumento delle presenze del 14,44%, collocandosi al ventesimo posto nazionale per crescita percentuale.
Il risultato fotografa un’espansione dei flussi rispetto al periodo precedente alla pandemia e conferma il rafforzamento della domanda turistica nel territorio.
La variazione riguarda le presenze, ossia i pernottamenti effettuati nelle strutture ricettive, e non deve essere confusa con il numero di arrivi.
L’incremento assume particolare rilevanza se considerato insieme al miglioramento della posizione nazionale per intensità turistica.
Nuoro combina una crescita delle presenze con un’elevata incidenza economica del settore, due elementi che emergono distintamente dagli indicatori esaminati dall’Osservatorio Economico camerale.
I dati permettono inoltre di individuare alcuni aspetti sui quali concentrare l’attenzione, a partire dalla distribuzione dei visitatori durante l’anno.
Affitti brevi, occupazione media al 30,14%
L’aggiornamento del Barometro prende in esame anche la disponibilità di alloggi sulle piattaforme dedicate alle locazioni turistiche di breve durata.
Per quanto riguarda Airbnb, nella provincia di Nuoro la disponibilità media annua risulta pari a 1,64 alloggi per chilometro quadrato.
Il tasso medio di occupazione delle strutture considerate raggiunge invece il 30,14%, collocando il territorio al 23° posto nazionale per questo indicatore.
Il confronto tra disponibilità e utilizzo mostra un’offerta relativamente contenuta, accompagnata da un livello di occupazione che consente alla provincia di ottenere un posizionamento significativo nella graduatoria italiana.
I dati sulle locazioni brevi rappresentano una componente specifica dell’offerta ricettiva e non descrivono, da soli, l’intera capacità di accoglienza del territorio.
L’analisi evidenzia tuttavia possibili margini di sviluppo, da valutare anche in relazione alla domanda turistica e alle caratteristiche delle diverse aree provinciali.
La concentrazione estiva resta una criticità
Accanto agli indicatori positivi, l’Osservatorio Economico segnala una distribuzione ancora disomogenea delle presenze durante l’anno.
Una parte consistente dei flussi turistici si concentra in pochi mesi, determinando differenze significative tra i periodi di maggiore affluenza e quelli caratterizzati da una domanda più contenuta.
La stagionalità rappresenta una questione rilevante sia per le imprese dell’ospitalità sia per la gestione dei servizi e delle infrastrutture.
Nei mesi di punta, l’aumento dei visitatori può determinare una maggiore pressione sulla rete dei trasporti, sulle strutture ricettive e sui servizi disponibili.
Nei periodi meno frequentati, invece, la riduzione della domanda può limitare la continuità delle attività economiche legate al turismo.
Per questo motivo, l’ampliamento della stagione turistica viene individuato tra gli obiettivi prioritari per consolidare i risultati raggiunti.
La diversificazione delle esperienze offerte ai visitatori e il rafforzamento della promozione territoriale figurano tra le possibili linee di intervento indicate nell’analisi.
L’Osservatorio economico: «Importante attrarre visitatori durante più mesi»
A commentare i risultati è Maria Luisa Ariu, responsabile dell’Osservatorio Economico della Camera di Commercio di Nuoro, che richiama l’attenzione sul rapporto tra crescita delle presenze e ricchezza generata.
«I numeri restituiscono un quadro complessivamente positivo: Nuoro cresce nelle presenze, migliora il proprio posizionamento nazionale e vede aumentare il peso economico del turismo», osserva Ariu.
La responsabile sottolinea inoltre che l’elemento più rilevante riguarda la combinazione tra l’espansione dei flussi e il contributo economico del comparto.
Sul fronte delle criticità, Ariu richiama invece la necessità di intervenire sulla stagionalità:
«Per consolidare questa tendenza sarà importante lavorare sulla capacità di attrarre visitatori durante un arco più ampio dell’anno, rafforzando e diversificando l’offerta del territorio».
L’indicazione riguarda la possibilità di distribuire la domanda turistica su un periodo più esteso, riducendo la dipendenza dai mesi di maggiore affluenza.
I primi dati del 2026 indicano una sostanziale stabilità
In attesa del bilancio definitivo relativo al 2026, le informazioni preliminari disponibili mostrano un andamento sostanzialmente in linea con quello del 2025.
Non emergono quindi, allo stato attuale, variazioni tali da modificare significativamente il quadro delineato dagli indicatori dell’anno precedente.
La Camera di Commercio individua tra gli ambiti di attenzione la qualità dell’offerta, il miglioramento delle infrastrutture e il rafforzamento delle attività promozionali.
Un ulteriore elemento riguarda la diversificazione delle proposte turistiche, con l’obiettivo di ampliare le opportunità di visita anche al di fuori dei periodi tradizionalmente più frequentati.
La distribuzione dei benefici economici sul territorio e la riduzione della concentrazione stagionale restano tra le questioni evidenziate dall’analisi, insieme al monitoraggio dell’evoluzione delle presenze e dell’utilizzo delle strutture ricettive.
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