Sassari, pazienti sulle barelle nei corridoi: la Cisl denuncia l’emergenza

Medicina Interna sotto pressione all’Aou: 28 ricoverati e altri otto assistiti fuori dalle stanze. Il sindacato chiede assunzioni immediate e annuncia la mobilitazione

ospedale

Barelle nei corridoi, pazienti con patologie complesse e personale sanitario insufficiente. È la situazione denunciata dalla Cisl Fp all’Aou di Sassari, dove le difficoltà del reparto di Medicina Interna vengono descritte dal sindacato come un’emergenza diventata ormai strutturale.

Secondo i dati diffusi dalla Cisl Fp, i pazienti ricoverati sono 28, ai quali se ne aggiungono otto sistemati sulle barelle nei corridoi. Una condizione particolarmente delicata considerando le necessità assistenziali: quattro persone sarebbero sottoposte a ossigenoterapia ad alti flussi, mentre altri pazienti avrebbero bisogno della ventilazione non invasiva.

Nel reparto sarebbe presente anche un paziente in isolamento e sarebbe previsto l’arrivo di altre due persone in gravi condizioni. Per queste ultime, denuncia il sindacato, sarebbe stata prospettata persino una sistemazione temporanea in corridoio.

Alle difficoltà provocate dal sovraffollamento si aggiunge la carenza di personale infermieristico. In servizio, secondo quanto riferito, ci sarebbero tre infermieri durante il turno mattutino, tre nel pomeriggio e soltanto due durante la notte.

Una situazione contro la quale la Cisl Fp annuncia la mobilitazione. Giovedì 8 è prevista una protesta a Cagliari davanti al Palazzo della Regione, seguita da un’altra iniziativa a Sassari. Tra le richieste c’è un piano preciso di nuove assunzioni.

Antonio Monni e Gianmario Sardu, rispettivamente segretario generale e segretario territoriale della Cisl Fp Sassari, indicano come necessità immediata almeno 40-50 infermieri, 25-30 operatori socio-sanitari e 15 tecnici di radiologia, così da garantire i servizi essenziali, coprire i turni e ridurre i carichi di lavoro.

Per il sindacato, tuttavia, si tratterebbe soltanto di una prima risposta. Il fabbisogno strutturale sarebbe ancora superiore. La richiesta alla Regione è quindi di passare a provvedimenti concreti, risorse definite e tempi certi, evitando che l’assistenza dei pazienti nei corridoi diventi una condizione ordinaria della sanità sassarese.

Redazione

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