Sulcis in fundo 2026, al Teatro Electra arriva Bachisio Spanu
La memoria della Prima guerra mondiale e il sacrificio dei soldati sardi saranno al centro del prossimo appuntamento della rassegna teatrale Sulcis in fundo, in corso a Iglesias.
Sabato 17 ottobre 2026, alle ore 19, il Teatro Electra ospiterà lo spettacolo Bachisio Spanu, interpretato da Giovanni Carroni, attore della compagnia nuorese Bocheteatro.
L’iniziativa rientra nel programma della quinta edizione della manifestazione organizzata da Quinte Emotive APS-ETS, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Iglesias.
Al centro della rappresentazione ci sarà la figura di un contadino sardo chiamato a combattere durante il primo conflitto mondiale. Attraverso la sua esperienza, il pubblico sarà accompagnato in un racconto che intreccia vicende individuali, memoria collettiva e riflessione sulle conseguenze della guerra.
La produzione propone una narrazione costruita attorno alla testimonianza di un soldato semplice, lontano dai grandi protagonisti della storia ufficiale, ma direttamente coinvolto negli eventi che hanno segnato un’intera generazione.
Giovanni Carroni interpreta un soldato della Brigata Sassari
Il protagonista dello spettacolo è Bachisio Spanu, un contadino della Sardegna arruolato nella Brigata Sassari durante la Grande Guerra.
La sua figura rappresenta quella di un uomo comune che si ritrova improvvisamente immerso in un conflitto di dimensioni enormi, distante dalla quotidianità della vita rurale.
Il personaggio non è soltanto un combattente, ma diventa anche un narratore degli avvenimenti storici ai quali ha preso parte.
Attraverso un linguaggio diretto, essenziale e popolare, ricostruisce le esperienze vissute al fronte, trasformando la propria memoria in una testimonianza della guerra.
La prospettiva scelta è quella dei soldati che hanno affrontato in prima persona la violenza dei combattimenti, spesso senza comprendere pienamente le decisioni strategiche e politiche che ne determinavano il destino.
L’interpretazione di Giovanni Carroni darà voce a questa esperienza, restituendo sul palcoscenico il rapporto tra la dimensione personale del protagonista e la tragedia collettiva.
Il legame con Emilio Lussu e Un anno sull’Altipiano
Uno degli elementi centrali di Bachisio Spanu è il riferimento all’opera di Un anno sull’Altipiano, scritta da Emilio Lussu.
Il libro costituisce una delle testimonianze letterarie più significative dell’esperienza dei soldati italiani durante la Prima guerra mondiale.
Nella narrazione di Lussu, la vita nelle trincee viene descritta attraverso episodi che mettono in evidenza le sofferenze dei militari, le contraddizioni della disciplina e le conseguenze delle decisioni dei comandi.
Lo spettacolo riprende alcuni di questi temi, soffermandosi in particolare sul sacrificio dei fanti della Brigata Sassari e sulle perdite umane causate dal conflitto.
Il racconto teatrale affronta anche il tema delle decimazioni e della violenza esercitata sui soldati, interrogandosi sul significato di quelle morti e sulle responsabilità storiche.
La guerra viene così osservata attraverso le parole di chi l’ha subita, anziché attraverso una ricostruzione esclusivamente militare degli avvenimenti.
La memoria della guerra tra ricordi e immagini del passato
La struttura drammaturgica dello spettacolo si sviluppa attraverso continui ritorni alla memoria.
Il protagonista ricostruisce la propria esperienza alternando episodi, immagini e frammenti di ricordi che emergono senza seguire necessariamente un ordine cronologico.
I flashback diventano uno degli strumenti principali della narrazione, rappresentando la difficoltà di dare un senso alle esperienze traumatiche vissute durante il conflitto.
Le immagini della morte e della distruzione riaffiorano nel racconto, influenzando il modo in cui il personaggio ricorda e interpreta il passato.
Questa scelta narrativa permette di mettere in scena non soltanto gli eventi della Grande Guerra, ma anche le conseguenze che tali esperienze hanno lasciato nella memoria dei combattenti.
La dimensione storica si unisce così a quella psicologica, attraverso un personaggio che cerca di ricostruire ciò che ha visto e vissuto.
Da Rocco ‘u stortu alla lingua campidanese
Il testo di Bachisio Spanu comprende inserti provenienti dal monologo teatrale Rocco ‘u stortu, scritto da Francesco Suriano.
L’opera originale era stata segnalata dal critico teatrale Franco Quadri nell’ambito del Premio Riccione.
L’adattamento utilizzato nello spettacolo è stato tradotto in lingua campidanese da Rossana Copez, attraverso un intervento che ha modificato profondamente la componente linguistica del testo.
Il passaggio dal calabro-italiano dell’opera di partenza al campidanese non ha comportato, tuttavia, l’abbandono della struttura drammaturgica ideata da Suriano.
Sono stati mantenuti gli elementi narrativi fondati sull’alternanza dei ricordi e sui frequenti ritorni al passato.
La lingua sarda diventa quindi parte integrante della rappresentazione, contribuendo a collocare il protagonista all’interno del contesto culturale e sociale dal quale proviene.
La scelta linguistica rafforza il legame tra la storia raccontata e il territorio sardo, offrendo al pubblico un’esperienza teatrale nella quale identità locale e memoria storica si incontrano.
Il teatro come spazio di riflessione sulla storia
Con Bachisio Spanu, la rassegna Sulcis in fundo propone uno spettacolo che utilizza il linguaggio teatrale per affrontare una delle pagine più drammatiche del Novecento.
Il racconto non si concentra sulle grandi battaglie come eventi isolati, ma sulle esperienze umane di coloro che vi presero parte.
La figura del contadino-soldato permette di osservare la Grande Guerra dal punto di vista delle persone comuni, coinvolte in decisioni e avvenimenti molto più grandi di loro.
Attraverso la testimonianza del protagonista emergono questioni legate all’obbedienza, alla sopravvivenza, al sacrificio e alla memoria.
Il riferimento alla Brigata Sassari aggiunge una dimensione particolarmente significativa per il pubblico sardo, richiamando il ruolo avuto dai militari dell’isola durante il conflitto.
La rappresentazione diventa così anche un’occasione per riportare l’attenzione su vicende storiche che continuano a essere oggetto di studio e riflessione.
Sulcis in fundo, quinta edizione della rassegna di Quinte Emotive
L’appuntamento del 17 ottobre si inserisce nel percorso culturale promosso da Quinte Emotive APS-ETS, associazione organizzatrice della rassegna Sulcis in fundo.
La manifestazione, arrivata alla sua quinta edizione, prosegue la propria attività teatrale a Iglesias attraverso spettacoli e proposte artistiche.
La serata con Giovanni Carroni vedrà la partecipazione della compagnia Bocheteatro di Nuoro, realtà attiva nella produzione e nella rappresentazione di opere teatrali.
La rassegna è realizzata con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Iglesias, nell’ambito delle iniziative culturali ospitate in città.
Il Teatro Electra sarà quindi il luogo nel quale la vicenda di Bachisio Spanu prenderà forma, attraverso un monologo che mette in relazione letteratura, drammaturgia e storia della Sardegna.
Un appuntamento tra identità sarda e memoria collettiva
La rappresentazione di Bachisio Spanu porterà a Iglesias una vicenda che unisce la storia della Sardegna a quella della Prima guerra mondiale.
Attraverso l’interpretazione di Giovanni Carroni e l’utilizzo della lingua campidanese, lo spettacolo darà voce a un soldato della Brigata Sassari, raccontandone l’esperienza tra ricordi, sofferenze e interrogativi ancora attuali.
L’appuntamento di sabato 17 ottobre alle 19 al Teatro Electra rappresenterà una nuova tappa della quinta edizione di Sulcis in fundo, nel segno di un teatro che valorizza la memoria storica e le tradizioni linguistiche dell’isola.
Seguici su
Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.