Nuovi arrivi di migranti nel Sud Sardegna, dove nel giro di poche ore si sono susseguiti diversi sbarchi e un’operazione di soccorso particolarmente complessa lungo la costa di Sant’Antioco. Un gruppo di persone ha infatti raggiunto una caletta situata nella zona sud-occidentale dell’isola, rimanendo però bloccato a causa della conformazione del territorio.
Il costone che sovrasta il punto di approdo sarebbe risultato estremamente difficile da risalire. Soltanto due persone sarebbero riuscite a superare il tratto impervio e a chiedere aiuto, facendo partire la macchina dei soccorsi.
L’episodio si inserisce in una mattinata caratterizzata da diversi arrivi lungo le coste meridionali della Sardegna. Nelle ore precedenti, infatti, due barchini con complessivamente 24 migranti avevano raggiunto Teulada.
Il gruppo rimasto bloccato nella caletta
Le circostanze con cui il terzo gruppo è arrivato sulla costa di Sant’Antioco devono ancora essere ricostruite nel dettaglio. Una volta raggiunta la terraferma, i migranti si sarebbero trovati davanti a un ostacolo difficile da superare: il costone che separa la caletta dalle zone più facilmente accessibili.
La maggior parte del gruppo non sarebbe stata in grado di proseguire autonomamente. Due migranti sarebbero invece riusciti a raggiungere un punto dal quale è stato possibile chiedere l’intervento dei soccorritori.
Ricevuta la richiesta, la centrale operativa ha attivato le diverse strutture necessarie per intervenire sia via terra sia via mare.
Soccorsi mobilitati da terra e dal mare
L’operazione ha richiesto il coinvolgimento di più corpi. Il 118 ha inviato un’ambulanza del soccorso di Calasetta, mentre i Vigili del fuoco di Carbonia hanno raggiunto la zona via terra.
Contemporaneamente sono stati mobilitati Guardia Costiera e Guardia di Finanza via mare, così da poter raggiungere le persone rimaste nella caletta anche dal tratto costiero.
La particolare conformazione della zona ha reso le operazioni tutt’altro che semplici. Non essendo possibile procedere agevolmente lungo il costone, è stato necessario organizzare il trasferimento dei migranti verso l’unità impegnata nel soccorso.
Trasportati con una zattera fino alla motovedetta
Per mettere in sicurezza il gruppo è stata utilizzata una zattera con la quale i migranti sono stati trasferiti verso la motovedetta. Alle operazioni hanno collaborato anche i Vigili del fuoco, impegnati dalla terraferma.
Una volta completato il recupero, le persone soccorse sono state portate a bordo dell’unità della Guardia Costiera e successivamente trasferite verso il porto.
Sul posto sono intervenuti anche gli agenti del Commissariato di Carbonia, che hanno accompagnato due dei migranti fino al porto di Sant’Antioco.
L’intervento congiunto ha così permesso di superare le difficoltà determinate dalla posizione della caletta e di mettere in sicurezza le persone che non riuscivano ad allontanarsi autonomamente dal punto di approdo.
Il racconto sul presunto scafista
Restano da chiarire le modalità con cui il gruppo avrebbe raggiunto l’isola. Secondo le prime informazioni, alcuni migranti avrebbero riferito di essere stati lasciati da uno scafista a poca distanza dalla caletta.
Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione che dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti delle autorità. Al momento non sono disponibili elementi sufficienti per stabilire con certezza la dinamica dell’arrivo né le modalità con cui le persone sarebbero state condotte nelle vicinanze della costa.
Gli approfondimenti potranno quindi servire a ricostruire il viaggio e a verificare le dichiarazioni raccolte dopo il soccorso.
Diversi arrivi nel giro di poche ore
L’intervento di Sant’Antioco arriva dopo due sbarchi avvenuti durante la notte nella zona di Teulada, dove complessivamente erano giunte 24 persone a bordo di due piccole imbarcazioni.
Nel giro di poche ore, dunque, le autorità sono state impegnate su più fronti lungo il litorale del Sud Sardegna. Nel caso di Sant’Antioco, alle normali procedure successive all’arrivo si è aggiunta la necessità di organizzare un vero e proprio intervento di recupero.
La priorità è stata raggiungere il gruppo rimasto bloccato nella zona impervia e trasferirlo in sicurezza, operazione resa possibile dal coordinamento tra soccorso sanitario, Vigili del fuoco e forze impegnate via mare e via terra.
Restano ora da accertare le circostanze dell’approdo e, in particolare, la versione secondo cui un presunto scafista avrebbe lasciato i migranti nelle vicinanze della caletta prima di allontanarsi.
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