Sardegna, il patrimonio sacro protostorico verso l’UNESCO

Avviata la valutazione preliminare per la candidatura di pozzi sacri e tombe dei Giganti nella Lista del Patrimonio Mondiale.

Il patrimonio archeologico e sacro della Sardegna protostorica entra in una nuova fase del percorso verso il riconoscimento UNESCO.

Il Ministero della Cultura (MIC) e la Rappresentanza italiana presso l’UNESCO hanno comunicato ieri l’avvio della valutazione preliminare da parte degli organismi consultivi sull’istanza intitolata “Architettura e spazi di culto, la sacralità della Sardegna protostorica”.

L’obiettivo del progetto è arrivare all’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale. La candidatura è stata promossa dall’Associazione “Sardegna Terra di Nuraghi” e sostenuta dalla Regione Sardegna. L’inserimento in questa fase è avvenuto su proposta dell’Ufficio UNESCO del Ministero della Cultura, dopo la selezione della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

Todde: una candidatura che racconta la spiritualità della Sardegna

La Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha sottolineato il valore culturale e storico della candidatura, collegandolo alla necessità di valorizzare il patrimonio archeologico dell’Isola anche nella sua dimensione mediterranea.

la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde ha spiegato: “La candidatura che presentiamo racconta la profonda spiritualità dell’architettura sacra della civiltà sarda. I pozzi sacri e le tombe dei Giganti rappresentano una ricchezza che va oltre la dimensione archeologica. Raccontano una civiltà che, tra il 1800 e l’800 avanti Cristo, ha lasciato nell’Isola un paesaggio monumentale straordinario e ha avuto un ruolo nelle relazioni del Mediterraneo. Questa candidatura riguarda quindi anche il modo in cui la Sardegna sceglie di raccontare se stessa e di collocare la propria storia dentro una dimensione mediterranea. La Regione Sardegna ha accompagnato con impegno e convinzione questo percorso, investendo sulla tutela, sulla conservazione, sull’accessibilità e sulla valorizzazione dei siti, nella consapevolezza che la candidatura UNESCO debba essere sostenuta da azioni precise e strutturate. Siamo fieri di poter portare questa storia millenaria all’attenzione del mondo intero per promuovere la conoscenza e la tutela del nostro patrimonio identitario. Ringrazio Sardegna Terra di Nuraghi, l’Ufficio UNESCO, il Ministero della Cultura, il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e tutti i soggetti che hanno contribuito a raggiungere questo primo, significativo traguardo. Proseguiremo il lavoro con determinazione, mettendo a disposizione tutte le competenze e le risorse necessarie per affrontare con fiducia le prossime fasi del percorso”, ha concluso la Presidente Todde.

Portas: “Orgoglio e responsabilità”

Sulla candidatura è intervenuta anche l’assessora della Pubblica Istruzione e dei Beni Culturali Ilaria Portas, che ha evidenziato il significato della selezione italiana in vista del percorso UNESCO.

L’Assessore della Pubblica Istruzione e dei Beni Culturali, Ilaria Portas, ha spiegato: “Oggi celebriamo un traguardo straordinario: essere l’unica candidatura che l’Italia presenterà all’UNESCO per il 2027 è per tutti noi motivo di profondo orgoglio e grande responsabilità”, ha evidenziato“Ottenere questo riconoscimento a soli due anni dall’ultima candidatura italiana delle Domus de Janas è il segno tangibile e inequivocabile dell’impegno costante della Regione, delle associazioni e di tutta la comunità scientifica coinvolta nella valorizzazione dell’immenso patrimonio archeologico della Sardegna. Desidero ringraziare l’Associazione “Sardegna terra di nuraghi” per la determinazione e la visione con quale ha portato avanti negli anni questo prezioso lavoro. La Regione partecipa con convinzione da anni a questo progetto collettivo, sostenendolo non solo sul piano strategico ma con azioni concrete. Vogliamo infatti che le nuove generazioni crescano con la consapevolezza della propria identità e che il mondo riconosca ciò che noi sappiamo da sempre: la Sardegna è, e sarà sempre, la terra dei nuraghi. Per questo sono state importantissime e determinanti due azioni: i laboratori dedicati e i progetti didattici e le iniziative di premiazione in tutte le scuole dell’isola, che sono serviti a insegnare ai ragazzi e alle ragazze ad amare e tutelare la propria terra e le loro origini millenarie. Ed è per noi grande motivo di orgoglio – per il grande valore divulgativo che ha – la realizzazione del Nuragica Atlas, uno strumento scientifico fondamentale che censisce e mappa i nostri monumenti, rendendo il nostro paesaggio archeologico accessibile a tutto il mondo”.

La valutazione preliminare: il primo passaggio dell’iter UNESCO

L’avvio della valutazione preliminare rappresenta il primo passaggio del nuovo procedimento previsto dall’UNESCO per le candidature alla Lista del Patrimonio Mondiale.

Gli organismi consultivi saranno chiamati ad analizzare la proposta e a fornire indicazioni sui punti di forza e sulle eventuali criticità da considerare nella successiva elaborazione della documentazione necessaria alla candidatura.

Il progetto riguarda in particolare le architetture e gli spazi di culto della civiltà protostorica sarda, sviluppatasi tra il 1800 e l’800 avanti Cristo e caratterizzata dalla presenza di migliaia di siti di interesse paesaggistico e monumentale.

Tra le testimonianze più significative figurano i pozzi sacri e le tombe dei Giganti, considerate espressioni della spiritualità delle antiche comunità dell’Isola e oggetto di attività di studio e ricerca scientifica.

Investimenti per tutela, conservazione e accessibilità

L’inserimento dell’istanza nella Tentative List italiana è stato accompagnato da un programma di sostegno della Regione Sardegna alla candidatura.

Le risorse sono state indirizzate alla conservazione, tutela, accessibilità e valorizzazione dei monumenti, oltre che alla realizzazione di una rete infrastrutturale immateriale in grado di collegare i diversi siti.

Il percorso ha inoltre beneficiato dell’attività di indirizzo dell’Ufficio UNESCO della Direzione generale Affari europei ed internazionali del Ministero della Cultura.

Il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale ha invece assicurato le interlocuzioni con il Comitato del Patrimonio mondiale.

Un progetto costruito attraverso una collaborazione ampia

La presentazione della candidatura a Cagliari è stata introdotta da Pierpaolo Vargiu, presidente dell’associazione promotrice. Vargiu ha evidenziato il carattere pluriennale del lavoro che ha portato all’attuale fase e il coinvolgimento della Sardegna e della comunità sarda nella costruzione del progetto.

All’incontro ha partecipato anche Giacomo Spissu, presidente della Fondazione di Sardegna, che ha ricordato il sostegno garantito dalla Fondazione fin dalle prime fasi dell’iniziativa.

Spissu ha inoltre sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni, associazioni e comunità scientifica, richiamando l’importanza di proseguire le attività di conoscenza e divulgazione di un patrimonio archeologico distribuito sull’intero territorio regionale.

Il nuovo passaggio dell’iter UNESCO apre dunque una fase di valutazione internazionale per un progetto che punta a valorizzare il patrimonio sacro della Sardegna protostorica, attraverso la tutela dei siti, la ricerca scientifica e la diffusione della conoscenza della storia millenaria dell’Isola.

Foto: Regione Sardegna
Redazione

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