Cagliari, il Progetto Controvento porta a Bologna il modello delle scuole aperte

Le politiche educative del Comune protagoniste al convegno nazionale “Fare scuole aperte”. Al centro il contrasto alla povertà educativa e la trasformazione degli istituti in hub di comunità.

Le politiche educative di Cagliari diventano un esempio di confronto a livello nazionale grazie al progetto “Controvento – Nessuna rotta è già scritta”, iniziativa dedicata al contrasto della povertà educativa e della dispersione scolastica.

Il capoluogo sardo è stato selezionato, insieme ad altre grandi città italiane, per presentare le proprie esperienze al convegno nazionale “Fare scuole aperte – Dal vademecum all’esperienza sul campo”, ospitato al Teatro Testoni di Bologna.

A rappresentare il Comune di Cagliari è stata l’assessora alla Pubblica istruzione, sostegno allo studio e alla conoscenza, Giulia Andreozzi, che ha illustrato il percorso avviato dall’amministrazione cittadina.

La scuola come spazio della comunità

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto tra diverse realtà italiane impegnate nella costruzione di nuovi modelli educativi.

Accanto a Cagliari erano presenti esperienze sviluppate in città come Bergamo, Bologna, Milano e Roma, unite dall’obiettivo di trasformare gli istituti scolastici in veri e propri hub di comunità.

L’idea alla base delle scuole aperte è quella di superare il concetto tradizionale dell’istituto come luogo destinato esclusivamente alle lezioni, rendendolo invece uno spazio sociale e culturale aperto anche oltre l’orario scolastico.

“È stata un’opportunità preziosa per condividere le esperienze che la città di Cagliari sta costruendo nell’ambito delle politiche educative finalizzate alla prevenzione della dispersione scolastica”, ha dichiarato Giulia Andreozzi.

Il progetto Controvento

“Controvento” è un intervento promosso dal Comune di Cagliari nell’ambito del Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027, nello specifico attraverso l’operazione dedicata all’inclusione per tutti gli studenti.

Il progetto dispone di un budget di 5 milioni di euro e si rivolge a ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 18 anni, oltre che a docenti e istituti scolastici della città.

La caratteristica principale dell’iniziativa è il metodo partecipativo adottato.

Gli studenti protagonisti del percorso

Gli studenti non vengono considerati soltanto destinatari delle attività, ma diventano parte attiva del processo attraverso il ruolo di “peer researchers”, ovvero ricercatori tra pari.

Il loro compito è contribuire alla rilevazione dei bisogni educativi e sociali del territorio, fornendo elementi utili per orientare le attività future.

I dati raccolti saranno utilizzati per programmare iniziative extrascolastiche e aperture pomeridiane degli istituti, attraverso una collaborazione tra scuole, istituzioni e Terzo Settore.

Questo percorso sarà sostenuto dai Patti educativi di comunità, strumenti pensati per creare una rete stabile tra i diversi soggetti coinvolti.

Quattro linee di intervento

Il progetto si sviluppa attraverso quattro principali direttrici: ricerca-azione e animazione, accompagnamento e monitoraggio, valutazione dell’impatto e comunicazione.

Un modello che punta a creare percorsi educativi più vicini alle esigenze dei giovani e capaci di generare opportunità durature.

“Le scuole aperte sono luoghi nei quali si rafforzano le relazioni, si impara il valore della partecipazione e si sviluppa il senso di comunità”, ha concluso l’assessora Andreozzi.

Con “Controvento”, il Comune di Cagliari punta quindi a rafforzare il ruolo della scuola come punto di riferimento per le nuove generazioni e per l’intera comunità.

Redazione

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