La tradizione di Quartu Sant’Elena ha attraversato l’Atlantico ed è arrivata fino alla Terra del Fuoco. A Ushuaia, la città più australe del mondo, l’abito tradizionale della terza città della Sardegna è stato scelto per rappresentare l’Italia alla Fiesta de las Colectividades 2026, manifestazione dedicata alle diverse comunità presenti sul territorio argentino.
A portare in Patagonia il costume quartese è stata María del Carmen Cagliari, cittadina italiana residente nella provincia della Terra del Fuoco. La scelta è stata promossa dalla Società Italiana di Ushuaia, che ha partecipato alla manifestazione con uno stand rinnovato e ha deciso di valorizzare la varietà delle tradizioni regionali italiane attraverso un abito rappresentativo della Sardegna.
Il costume quartese premiato a Ushuaia
La partecipazione di María del Carmen Cagliari ha ottenuto un importante riconoscimento: il costume indossato per rappresentare l’Italia è stato premiato come secondo miglior costume tipico tra quelli presentati dalle comunità partecipanti.
La Fiesta de las Colectividades richiama mediamente circa 5.000 persone e riunisce numerose comunità straniere residenti a Ushuaia. L’appuntamento rappresenta un momento dedicato alla condivisione di culture, tradizioni e identità differenti, oltre che alle relazioni tra le diverse comunità presenti nella città argentina.
In questo contesto, l’abito quartese ha portato all’interno della manifestazione un elemento della tradizione culturale e artigianale della Sardegna.

Una scelta legata alla tradizione e al nome di famiglia
La decisione di indossare proprio l’abito tradizionale di Quartu Sant’Elena è legata alla profonda ammirazione di María del Carmen per la tradizione tessile sarda.
Alla scelta si aggiunge anche un legame personale con l’Isola: il cognome della rappresentante italiana è infatti Cagliari, lo stesso del capoluogo della Sardegna. Un elemento identitario particolarmente significativo, anche se il nonno era originario di Mori, in provincia di Trento.
Il costume è stato realizzato da una sarta della città di residenza di María del Carmen, mentre gioielli ed elementi in filigrana sono stati realizzati direttamente da lei. La preparazione dell’abito è stata accompagnata da un’attività di ricerca finalizzata a riprodurre il più fedelmente possibile i modelli storici utilizzati dalle donne di Quartu Sant’Elena.
L’apprezzamento della comunità quartese
Pur essendo state espresse alcune perplessità sulla precisione della confezione di alcuni elementi dell’abito, l’iniziativa è stata accolta positivamente dalla comunità quartese e, in particolare, dal mondo associativo che da anni lavora alla promozione del costume tradizionale e alla conservazione dei suoi dettagli originari.
La partecipazione alla manifestazione argentina viene considerata un ulteriore contributo alla diffusione internazionale della cultura quartese, attraverso una tradizione che ha trovato spazio in una manifestazione dedicata alle identità culturali presenti a Ushuaia.
Il regolamento per tutelare l’abito tradizionale
La valorizzazione del costume rappresenta anche un obiettivo delle istituzioni di Quartu Sant’Elena. Il Consiglio comunale ha recentemente approvato una delibera dedicata alla tutela e alla salvaguardia dell’abito tradizionale.
Lo scorso aprile è stato introdotto un apposito regolamento, che definisce l’insieme degli elementi riconducibili alla tradizione storica dell’abito quartese, documentata tra la fine del Settecento e l’inizio del Novecento.
La disciplina distingue inoltre i costumi in base a genere ed età, individuando le categorie femminile, maschile e infantile.
I relativi dettagli sono stati definiti nelle Linee Guida tecniche, elaborate con la collaborazione delle associazioni culturali che da tempo si occupano dello studio e della valorizzazione del costume tradizionale.
Dal cuore della Sardegna alla Terra del Fuoco, il riconoscimento ottenuto a Ushuaia rappresenta così una nuova occasione per portare oltre i confini dell’Isola un patrimonio fatto di abiti, lavorazioni artigianali e memoria storica.
Foto: Comune di Quartu
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