La Giunta Regionale della Sardegna ha approvato i criteri per l’assegnazione delle risorse destinate agli interventi di bonifica dall’amianto. Il provvedimento, proposto dall’Assessore della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi insieme all’Assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale, riguarda gli immobili pubblici e privati e le reti idriche pubbliche.
La delibera riunisce in un unico quadro le disposizioni relative alle modalità di accesso ai finanziamenti, alle spese ammissibili e ai criteri da utilizzare per stabilire la priorità degli interventi:
“Vogliamo dare precedenza alle situazioni di maggiore rischio, a partire dai materiali deteriorati che possono rilasciare fibre. Un’attenzione particolare è riservata alle scuole, alle strutture sanitarie e assistenziali e agli impianti sportivi”, ha dichiarato l’Assessore Rosanna Laconi.
Priorità agli interventi pubblici
Per gli immobili e le infrastrutture pubbliche, il finanziamento potrà coprire fino al 100% della spesa ammessa.
Una precedenza sarà riconosciuta agli interventi già finanziati e ancora da completare, purché ne siano accertati il regolare avanzamento e il corretto impiego delle risorse precedentemente assegnate.
Nel caso in cui le richieste risultino superiori ai fondi disponibili, la graduatoria terrà conto innanzitutto del grado di degrado o friabilità dell’amianto. Successivamente saranno considerati la destinazione dell’edificio e il numero di persone potenzialmente esposte.
Ulteriori criteri riguarderanno l’eventuale assenza di finanziamenti regionali per la stessa finalità nei tre esercizi precedenti, il livello di progettazione raggiunto e la disponibilità di cofinanziamenti o altre risorse.
Gli immobili e le infrastrutture pubbliche interessati dagli interventi dovranno essere presenti nel censimento regionale dei siti con presenza di amianto. Qualora un sito non risulti censito, l’ente che presenta la richiesta dovrà segnalare la presenza del materiale alla ASL competente e allegare la relativa comunicazione alla domanda.
Per quanto riguarda le reti idriche pubbliche, la priorità sarà assegnata alla rimozione delle condotte in cemento amianto fuori terra rispetto a quelle interrate.
Ammessa anche la ricostruzione
Tra le novità previste dalla delibera rientra la possibilità di utilizzare le risorse non soltanto per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto, ma anche per la ricostruzione degli immobili e delle infrastrutture pubbliche, comprese le reti idriche.
Queste spese potranno essere finanziate fino a un importo corrispondente a quello sostenuto per le opere di bonifica.
Contributi anche per i privati
Per gli immobili privati, l’assegnazione dei contributi avverrà attraverso specifici bandi gestiti dalle Province e dalle Città metropolitane.
Il contributo regionale potrà coprire il 60% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 15 mila euro.
Per gli immobili privati destinati esclusivamente a uso pubblico, tra cui scuole, strutture per anziani e persone con disabilità e strutture religiose, la percentuale di copertura potrà raggiungere il 90%, con un limite massimo di 12 mila euro.
“Il costo della bonifica può essere un ostacolo per i proprietari. Il contributo regionale serve ad aiutarli ad affrontare questa spesa, con il sostegno delle Province e delle Città metropolitane, cui è affidata la gestione dei bandi”, aggiunge l’Assessore Regionale Rosanna Laconi.
Spese ammissibili e presentazione delle domande
Per i privati, i contributi saranno destinati principalmente alle operazioni di rimozione o incapsulamento dei materiali contenenti amianto, oltre che al trasporto e allo smaltimento presso impianti autorizzati.
Nei limiti stabiliti dalla delibera potranno rientrare tra le spese finanziabili anche quelle relative a progettazione, attività di cantiere e sicurezza, così come gli interventi di ripristino o sostituzione dei manufatti interessati dalla bonifica.
Alla richiesta dovrà essere allegata la scheda di autonotifica, vidimata dalla ASL e corredata delle informazioni necessarie alla valutazione del livello di rischio.
L’assegnazione delle risorse avverrà nell’ambito della programmazione annuale. Per i privati, termini e modalità di presentazione delle domande saranno definiti nei bandi che verranno pubblicati dalle Province e dalle Città metropolitane.
Approfondimenti: Regione Sardegna
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