Olbia, il patrimonio sommerso al centro di “Mare Nostrum”

Sabato 26 settembre al Museo Archeologico un incontro dedicato alla tutela e alla conoscenza dei beni culturali sommersi.

La tutela del patrimonio culturale custodito sotto la superficie del mare sarà al centro di “MARE NOSTRUM”, l’iniziativa organizzata dalla Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo e inserita nel Piano di Valorizzazione 2026 del Ministero della Cultura.

L’appuntamento è in programma sabato 26 settembre 2026, dalle 17:30 alle 20:30, nella sala conferenze del Museo Archeologico di Olbia. L’iniziativa è rivolta alla cittadinanza e nasce con l’obiettivo di favorire la conoscenza e la sensibilizzazione sui temi legati alla protezione, alla conservazione e alla fruizione dei beni culturali sommersi.

Un viaggio nella storia delle Bocche di Bonifacio

Il programma prenderà il via alle 17:30 con i saluti istituzionali. A seguire, alle 17:45, il dottor Alessandro Porqueddu proporrà l’intervento “Storia e archeologia delle Bocche di Bonifacio”, dedicato alla storia e alle testimonianze archeologiche di una delle aree marittime più significative del Mediterraneo.

Alle 18:45 sarà invece la volta del dottor Francesco M.P. Carrera, che affronterà il tema “Recuperare i tesori antichi: le origini della subacquea, i treasure hunters e l’archeologia subacquea”. L’intervento accompagnerà il pubblico alla scoperta delle origini dell’esplorazione subacquea e del rapporto tra ricerca dei reperti, recupero dei beni sommersi e archeologia.

La giornata si concluderà alle 19:45 con una discussione finale, offrendo ai partecipanti uno spazio di confronto sui temi affrontati durante l’incontro.

Il mare come patrimonio culturale

“MARE NOSTRUM” si inserisce in un percorso di divulgazione e partecipazione pubblica dedicato alla conoscenza del patrimonio culturale subacqueo.

L’iniziativa vuole infatti riportare l’attenzione sul ruolo svolto dal mare nella formazione della storia, dell’identità e del paesaggio culturale del territorio. Un patrimonio che non si limita alle testimonianze visibili sulla terraferma, ma comprende anche le tracce e i reperti conservati negli ambienti sommersi.

L’incontro di Olbia rappresenta quindi un’occasione aperta a tutti per approfondire il valore dei beni culturali custoditi dal mare e il lavoro necessario per tutelarli, studiarli e renderli conoscibili alla comunità.

Il programma prosegue così nel solco delle precedenti iniziative di divulgazione, con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra cittadini e patrimonio culturale e riscoprire il Mediterraneo, il “Mare Nostrum”, come elemento centrale della storia e dell’identità dei territori.

Foto: Comune di Olbia
Redazione

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