Un corteo di trattori e allevatori ha attraversato questa mattina Olbia per richiamare l’attenzione sulle difficoltà affrontate dal comparto zootecnico sardo negli ultimi quindici mesi. La manifestazione, organizzata da Coldiretti Sardegna, ha visto la partecipazione di numerosi operatori arrivati da diverse zone dell’isola per protestare contro le limitazioni alla movimentazione degli animali introdotte per contrastare la diffusione della dermatite bovina.
La mobilitazione si è concentrata nella città gallurese anche per il ruolo strategico del porto di Olbia, uno dei principali punti di partenza per il trasferimento degli animali. Gli allevatori hanno scelto questo luogo per mantenere alta l’attenzione sulle conseguenze delle restrizioni che, secondo il settore, stanno incidendo pesantemente sull’attività delle aziende agricole.
Al centro della protesta c’è la richiesta di modificare le attuali misure legate alla dermatite bovina, una malattia che in Sardegna conta attualmente due soli focolai secondo quanto riferito dagli organizzatori della mobilitazione.
Durante la manifestazione è intervenuto il direttore regionale di Coldiretti Sardegna Luca Saba, che ha illustrato le richieste del comparto agli organismi europei. «Chiediamo all’Unione Europea il declassamento della malattia perché abbiamo riscontrato che non è virulenta e che venga ridotto il limite di distanza dalla zona di sorveglianza», ha dichiarato.
Gli allevatori chiedono quindi una revisione delle disposizioni adottate per contenere il rischio sanitario, con particolare riferimento ai vincoli che regolano gli spostamenti degli animali. Secondo Coldiretti, le restrizioni stanno creando difficoltà operative ed economiche per le aziende del territorio.
La protesta ha riunito il mondo della zootecnia regionale con l’obiettivo di portare all’attenzione delle istituzioni europee e nazionali le problematiche vissute dagli allevatori. Il comparto chiede un confronto sulle misure in vigore e una valutazione dell’attuale situazione epidemiologica.
La manifestazione di Olbia rappresenta dunque un momento di pressione da parte degli operatori agricoli, che intendono ottenere risposte sulle condizioni future del settore e sulle modalità con cui verranno gestite le limitazioni legate alla dermatite bovina.
La richiesta principale degli allevatori è quella di un aggiornamento delle regole sulla sorveglianza e sulla movimentazione, alla luce dell’evoluzione della situazione sanitaria nell’isola.
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