I cani randagi che vivono nella zona industriale di Olbia potranno continuare a essere alimentati dai cittadini. Il Tar Sardegna ha annullato l’ordinanza del sindaco Settimo Nizzi che vietava di dare da mangiare agli animali presenti nell’area.
La decisione è arrivata dopo il ricorso presentato dall’associazione “Rispetto per tutti gli animali”, che aveva contestato il provvedimento ritenendolo non conforme alla gestione del fenomeno del randagismo.
L’ordinanza era stata introdotta durante l’estate con l’obiettivo di favorire le attività di cattura dei cani presenti nella zona industriale, in vista degli interventi di sterilizzazione e microchippatura. La misura aveva suscitato un ampio dibattito pubblico, coinvolgendo associazioni animaliste, istituzioni e operatori impegnati nella gestione degli animali.
La decisione del Comune e le reazioni
Il provvedimento comunale era stato adottato per affrontare la presenza di numerosi cani randagi nell’area industriale di Olbia. L’obiettivo dichiarato era quello di agevolare il recupero degli animali da parte delle guardie ecozoofile e consentire il loro inserimento in percorsi di tutela sanitaria.
L’ordinanza aveva ricevuto il sostegno della Lida, l’associazione che gestisce il canile cittadino e che negli anni ha accolto diversi cani provenienti proprio dalla zona interessata.
La decisione aveva però generato diverse contestazioni, soprattutto dopo gli interventi pubblici dell’attivista Enrico Rizzi, che aveva criticato duramente il provvedimento sostenendo che il divieto avrebbe potuto mettere in difficoltà gli animali presenti sul territorio.
La vicenda ha quindi alimentato un confronto tra chi riteneva necessario limitare l’alimentazione libera dei randagi per favorirne il recupero e chi invece chiedeva di mantenere la possibilità per i cittadini di prendersene cura.
Le motivazioni del Tar Sardegna
Con la sentenza, i giudici amministrativi hanno stabilito che dare da mangiare agli animali vaganti non può essere vietato in modo assoluto, purché l’attività venga svolta rispettando regole di convivenza civile.
Secondo il tribunale, i cittadini possono continuare a nutrire i cani utilizzando contenitori adeguati e provvedendo alla loro rimozione dopo l’utilizzo, così da evitare problemi legati alla pulizia degli spazi pubblici.
Il Tar ha inoltre evidenziato che non sarebbero emersi elementi sufficienti per giustificare un divieto così ampio. In particolare, secondo i giudici, il provvedimento non avrebbe rispettato i requisiti necessari per adottare un’ordinanza straordinaria basata su condizioni di urgenza, eccezionalità e imprevedibilità.
Gestione del randagismo e tutela degli animali
La sentenza riporta al centro il tema della gestione dei cani randagi e del rapporto tra tutela degli animali, sicurezza urbana e decoro degli spazi pubblici.
Il fenomeno del randagismo richiede infatti interventi coordinati che comprendono recupero degli animali, controlli sanitari, sterilizzazione, identificazione tramite microchip e percorsi di adozione.
La decisione del Tar consente quindi ai cittadini di continuare ad alimentare i cani presenti nella zona industriale di Olbia, ma richiama anche alla necessità di comportamenti responsabili per garantire pulizia e rispetto dell’ambiente circostante.
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