Una storia iniziata con un grave pericolo e conclusa con un ritorno alla libertà ha avuto il suo lieto fine sulla spiaggia di Porto Frailis, a Tortolì. Una tartaruga marina della specie Caretta caretta, rimasta intrappolata in una rete da pesca abbandonata, è stata liberata dopo un lungo periodo di cure e monitoraggio.
L’animale era stato vittima di una cosiddetta “rete fantasma”, ovvero un attrezzo da pesca disperso in mare che può continuare a rappresentare un rischio per molte specie marine. Dopo il salvataggio, la tartaruga ha affrontato un percorso di recupero durato circa due mesi, fino al momento in cui le sue condizioni hanno permesso il ritorno nel Mediterraneo.
La liberazione è stata possibile grazie alla collaborazione tra cittadini, soccorritori, ricercatori e istituzioni impegnate nella tutela della fauna marina.
Il salvataggio nelle acque di Tertenia
La vicenda era iniziata il 29 luglio nelle acque davanti a Foxi Manna, nella marina di Tertenia. La tartaruga, con un carapace di circa 50 centimetri, era stata individuata mentre era bloccata in una rete abbandonata.
A lanciare l’allarme erano stati il diportista Federico R. e il nipote Francesco, che avevano notato l’animale in difficoltà e lo avevano portato a riva per consentire l’intervento dei soccorsi.
Sul posto erano arrivati gli operatori della Guardia Costiera e della Base Navale di Arbatax del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, che avevano provveduto a liberare la tartaruga dalla rete con le necessarie precauzioni.
Dopo il recupero, l’esemplare era stato trasferito al Centro di Primo Soccorso di Arbatax, dove aveva ricevuto le prime cure. Successivamente era stato affidato al Centro di Recupero del Sinis (CReS) per completare il percorso di riabilitazione.
Cure e controlli prima del ritorno in mare
Durante la permanenza al centro specializzato, la Caretta caretta è stata sottoposta a una serie di controlli per verificare le conseguenze dell’incidente.
Gli accertamenti, compresa una TAC, hanno escluso problemi più gravi come traumi interni, danni ai polmoni o la presenza di corpi estranei ingeriti. Le principali conseguenze della cattura nella rete riguardavano invece alcune lesioni cutanee sulle pinne anteriori, provocate dalla pressione dell’attrezzo da pesca.
Le ferite sono state curate fino alla completa guarigione. Prima della liberazione sono state inoltre valutate le condizioni generali dell’animale e il comportamento, per verificare che fosse nuovamente in grado di affrontare la vita in ambiente naturale.
Il ritorno al Mediterraneo davanti agli studenti
Il momento della liberazione si è trasformato anche in un’occasione educativa per i più giovani. Alla restituzione della tartaruga al mare hanno partecipato circa 70 alunni della scuola primaria del plesso Villaggio Cartiera.
Presenti anche gli operatori della Base Navale di Arbatax del Corpo Forestale, i ricercatori del CReS, il personale della Guardia Costiera di Arbatax e l’assessore al Turismo del Comune di Tortolì.
Per gli studenti è stata un’opportunità per conoscere meglio la vita delle tartarughe marine e approfondire i rischi legati all’inquinamento e agli strumenti da pesca abbandonati.
Davanti agli occhi dei presenti, la tartaruga ha raggiunto autonomamente l’acqua, accompagnata dagli applausi di chi aveva seguito il suo percorso di recupero.
Una rete di tutela per la fauna marina
Il salvataggio rientra nelle attività della Rete regionale per la conservazione della fauna marina, coordinata dall’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente.
Il progetto coinvolge diversi soggetti impegnati nella protezione degli animali marini, tra cui Corpo Forestale, centri di recupero fauna, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Guardia Costiera, aree marine protette e amministrazioni locali.
La vicenda della Caretta caretta di Tortolì dimostra il ruolo fondamentale delle segnalazioni tempestive e della collaborazione tra cittadini e strutture specializzate nel recupero degli animali in difficoltà.
Per segnalare la presenza di animali marini feriti o attrezzature da pesca abbandonate in mare è disponibile il numero gratuito di emergenza ambientale 1515 del Corpo Forestale, attivo 24 ore su 24.
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