Incidente sulla Sassari-Olbia, assolti i tre imputati

La tragedia risale al 2016, quando Ennio Angelone perse la vita in moto lungo una deviazione della statale 131. Il tribunale ha assolto il direttore tecnico del cantiere e due responsabili della società incaricata della segnaletica perché il fatto non sussiste

tribunale

Si chiude con tre assoluzioni il processo per la morte di Ennio Angelone, motociclista che nel 2016 perse la vita mentre percorreva una deviazione della statale 131 interessata dai lavori per la realizzazione del lotto numero 0 della Sassari-Olbia. La giudice Marta Guadalupi ha pronunciato la sentenza in tribunale, stabilendo che il fatto non sussiste.

Sul banco degli imputati erano finiti Marino Passi, direttore tecnico del cantiere e incaricato della vigilanza sui lavori, Massimiliano Farci, procuratore speciale della Segnal Strade, e Giuseppe Frau, dipendente della stessa società. Per tutti l’accusa contestata era quella di omicidio colposo.

La vicenda giudiziaria aveva avuto origine dall’incidente avvenuto durante i lavori sulla grande arteria stradale. Angelone viaggiava in moto lungo una deviazione della statale quando urtò le barriere presenti sulla carreggiata, perdendo la vita in seguito al violento impatto.

Al centro del processo erano finite proprio le condizioni della deviazione e le modalità con cui erano state sistemate segnaletica e barriere new jersey. Secondo l’impostazione della Procura, nella gestione del tratto interessato dal cantiere si sarebbero verificate condotte caratterizzate da «negligenza, imprudenza, imperizia in violazione del Codice della Strada».

Particolare attenzione era stata riservata alla presunta inosservanza di un disciplinare tecnico relativo al segnalamento stradale e al posizionamento delle barriere. Elementi sui quali l’accusa aveva costruito la contestazione nei confronti dei tre imputati.

Nel corso della requisitoria, la pm Maria Paola Asara aveva chiesto una condanna a due anni. Una conclusione che non è stata accolta dalla giudice.

La decisione pronunciata ieri ha infatti portato all’assoluzione di Passi, Farci e Frau con la formula “perché il fatto non sussiste”, chiudendo così questo passaggio del procedimento giudiziario nato dalla tragedia di dieci anni fa.

A sostenere le ragioni della difesa sono stati gli avvocati Nino Cuccureddu, Massimiliano Ravenna, Ernesto Pastorino e Luca Marafioti.

Redazione

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