Oltre un miliardo di euro già mobilitato attraverso i progetti e più di 1,3 miliardi di risorse attivate. È il quadro emerso a Cagliari durante la riunione del Comitato di Sorveglianza del PR Sardegna FESR 2021-2027, presieduto dal Vicepresidente della Regione e assessore della Programmazione e del Bilancio Giuseppe Meloni.
L’incontro è stato dedicato alla verifica dello stato di avanzamento del Programma regionale del Fondo europeo di sviluppo regionale, con un focus sugli interventi attualmente in corso nell’Isola. Tra i settori interessati figurano la digitalizzazione delle imprese, la transizione verde, la tutela del territorio, le aree interne e la mobilità sostenibile.
Oltre 1,58 miliardi a disposizione della Sardegna
La dotazione complessiva del Programma supera 1,58 miliardi di euro. Nel corso della riunione, Meloni ha evidenziato il ruolo delle risorse europee all’interno delle strategie regionali:
“Il FESR, con oltre 1,58 miliardi di euro a disposizione della Sardegna, è fondamentale per la nostra politica di sviluppo”, ha dichiarato Meloni. “Interviene su imprese e energia, mobilità e inclusione, città e territori. Ambiti diversi che fanno parte di un’unica programmazione, capace anche di aggiornarsi quando cambiano i bisogni.”
I dati illustrati durante il Comitato fanno riferimento alla situazione aggiornata al 10 settembre. Su una dotazione complessiva di 1.581,04 milioni di euro, le risorse assegnate raggiungono 1.360,10 milioni, mentre quelle attivate ammontano a 1.315,73 milioni, pari all’83% dell’intero Programma.
Le risorse mobilitate attraverso i progetti sono pari a 1.090,94 milioni di euro. Nel sistema di monitoraggio SMEC, il costo ammesso arriva invece a 910,52 milioni. I pagamenti ammessi ammontano a 239,4 milioni, mentre la spesa certificata raggiunge 201,7 milioni di euro.
Nuova priorità per l’abitare
Tra le novità affrontate dal Comitato figura la proposta di riprogrammazione del FESR, che prevede una nuova linea dedicata all’“Abitare accessibile e sostenibile”.
La misura dispone di una dotazione di 34,95 milioni di euro e prevede una redistribuzione delle risorse tra le diverse Priorità del Programma, senza modificare l’ammontare complessivo della dotazione, che resta pari a circa 1,58 miliardi di euro.
Il tema della casa è stato collegato da Meloni alla dimensione sociale delle politiche di coesione:
“La casa è un’infrastruttura sociale: riguarda la vita delle famiglie, l’autonomia dei giovani, la possibilità di trattenere e attrarre lavoro qualificato e la tenuta dei territori interni. Per questo abbiamo scelto di potenziare la dimensione sociale della politica di coesione”.
Gli interventi per imprese, ambiente e acqua
Il Programma sta finanziando anche numerosi interventi rivolti alla digitalizzazione delle piccole e medie imprese. Complessivamente sono state finanziate 249 proposte, per un valore superiore a 34 milioni di euro. La dotazione iniziale è stata inoltre incrementata di oltre 12 milioni.
Sul fronte della transizione verde, risultano in corso 42 interventi destinati alla prevenzione dei rischi ambientali e alla messa in sicurezza del territorio.
Per il sistema idrico sono invece 14 le operazioni in attuazione, con un investimento complessivo di 56 milioni di euro. Gli interventi riguardano le reti di distribuzione, l’approvvigionamento e il trattamento delle acque reflue.
Aree interne e città
Una parte significativa della programmazione riguarda la dimensione territoriale. Nell’ambito delle 15 strategie dedicate alle aree interne sono stati finanziati 59 progetti, per un valore vicino ai 46 milioni di euro. Di questi, 18 risultano già in una fase avanzata di realizzazione.
Per quanto riguarda le aree urbane, sono state approvate le strategie relative a Sassari, Carbonia, Oristano e Cagliari. Quelle riferite a Iglesias, Nuoro e Olbia sono invece ancora in fase di completamento.
Insularità e politiche europee
Durante i lavori è stato affrontato anche il tema degli effetti dell’insularità sulla Sardegna e del suo riconoscimento nelle politiche dell’Unione europea.
Meloni ha richiamato le conseguenze degli svantaggi strutturali legati alla condizione insulare:
“Essere un’isola comporta svantaggi strutturali che incidono sui trasporti, sull’energia, sull’accesso ai mercati e sulla capacità di attrarre investimenti e capitale umano. La nuova Strategia europea per le isole riconosce queste specificità. La Sardegna chiede ora che se ne tenga conto anche nelle regole sugli aiuti di Stato, prevedendo condizioni di sostegno adeguate agli svantaggi che derivano dall’insularità.”
Ai lavori hanno partecipato, per i rispettivi organismi di appartenenza, Ioannis Kroustalis, Senior Programme Manager della Direzione generale Politica regionale e urbana della Commissione europea, Daniele David, direttore del Servizio per la sorveglianza, la verifica e l’accompagnamento dei Programmi regionali del Dipartimento per le Politiche di Coesione, e Gaetano Ierardi, in rappresentanza dell’Ispettorato generale per i rapporti finanziari con l’Unione Europea del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Finanziamento legato ai risultati
Un ulteriore aggiornamento ha riguardato il Finanziamento non collegato ai costi, un meccanismo nel quale il rimborso del contributo europeo è associato al conseguimento di specifici risultati.
Per il primo obiettivo, la cui scadenza è fissata al 15 novembre 2026, risultano raggiunti 180 dei 266 atti di concessione previsti, corrispondenti al 67,7% del target.
Cultura, inclusione e valorizzazione dei territori
La riunione ha offerto spazio anche ad alcune esperienze sviluppate nell’ambito del PR Sardegna FESR 2021-2027, con particolare attenzione alla valorizzazione dei territori, alla cultura e all’inclusione.
Sono stati approfonditi i modelli di valorizzazione degli attrattori territoriali e presentati due esempi di sviluppo locale: l’ITI C.A.S.A. Parte Montis, incentrato sulle piccole comunità, e il Cammino Minerario di Santa Barbara, realizzato attraverso un ITI tematico.
Il Comitato ha inoltre esaminato il contributo del terzo settore alle iniziative dedicate all’innovazione sociale, alla cultura e al turismo inclusivi.
A chiudere la sessione è stata la presentazione di “Sentieri per tutti”, esperienza che integra le risorse del FESR e del FSE+ (Fondo sociale europeo) all’interno di una strategia comune a sostegno dello sviluppo e dell’inclusione.
Foto e Video: Regione Sardegna
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