Sanità in Sardegna, oltre 20mila euro agli specializzandi per lavorare nell’Isola

La Regione stanzia oltre 6,6 milioni di euro per sostenere gli specializzandi delle università di Cagliari e Sassari. In cambio dell'indennità economica, i beneficiari dovranno impegnarsi a lavorare per almeno tre anni nel sistema sanitario regionale. Previste restituzioni fino all'80% delle somme ricevute per chi non rispetta gli accordi

ospedale

Un sostegno economico superiore ai 20mila euro annui per favorire la permanenza dei giovani professionisti nel sistema sanitario della Sardegna. È questa la misura approvata dalla Giunta regionale, che punta a rafforzare gli organici della sanità pubblica attraverso incentivi destinati agli specializzandi di area sanitaria non medica iscritti alle università di Cagliari e Sassari.

Il provvedimento introduce un’indennità annuale per gli studenti che intraprendono determinati percorsi di specializzazione, collegando però l’erogazione delle risorse a un preciso impegno professionale.

Chi riceverà il contributo dovrà rendersi disponibile a lavorare nella sanità sarda per almeno 36 mesi, anche distribuiti in periodi non consecutivi, una volta completata la formazione.

L’iniziativa si inserisce nelle politiche regionali rivolte al rafforzamento dei servizi sanitari e alla valorizzazione delle competenze formate negli atenei dell’Isola.

Quanto riceveranno gli specializzandi di Cagliari e Sassari

Il sostegno economico sarà differenziato in base all’anno di frequenza del percorso universitario.

Per i primi due anni di specializzazione, l’indennità ammonterà a 20.227 euro annui, mentre dal terzo anno l’importo salirà a 21.227 euro all’anno.

Le somme saranno corrisposte direttamente dalle università attraverso pagamenti mensili, per tutta la durata del corso di specializzazione.

Importi annuali e mensili dell’indennità

Primo e secondo anno

20.227 €

Circa 1.685,58 € al mese

Dal terzo anno

21.227 €

Circa 1.768,92 € al mese

Importi dell’indennità suddivisi in dodici mensilità, senza considerare eventuali trattenute.

La misura interesserà gli specializzandi in possesso dei requisiti richiesti che risultino iscritti al primo anno a partire dall’anno accademico 2025/2026.

L’assegnazione non sarà automatica per tutti gli iscritti: i contributi verranno riconosciuti sulla base delle graduatorie di merito dei concorsi di ammissione, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Oltre 6,6 milioni di euro per le due università sarde

Per garantire la copertura finanziaria dell’intervento, la Regione ha previsto uno stanziamento complessivo di 6.670.369 euro nel triennio 2026-2028, distribuito tra i due principali atenei sardi.

L’Università di Cagliari riceverà una quota superiore rispetto a quella destinata all’Università di Sassari, secondo la ripartizione stabilita dalla Giunta.

Anno Università di Cagliari Università di Sassari
2026 1.352.037 € 839.086 €
2027 1.352.037 € 839.086 €
2028 1.412.037 € 876.086 €
Totale 4.116.111 € 2.554.258 €

Le risorse annuali ammontano a 2.191.123 euro per il 2026, altrettanti per il 2027 e 2.288.123 euro per il 2028.

L’obiettivo è sostenere economicamente la formazione specialistica e favorire il successivo inserimento dei professionisti nei servizi sanitari regionali, creando un collegamento tra il percorso universitario e le necessità occupazionali del territorio.

Obbligo di lavorare tre anni in Sardegna dopo la specializzazione

L’aspetto centrale del provvedimento riguarda le condizioni richieste ai beneficiari.

L’indennità non rappresenterà infatti un contributo privo di vincoli. Gli specializzandi dovranno sottoscrivere un impegno formale che disciplinerà il loro rapporto futuro con il sistema sanitario regionale.

Una volta conseguito il titolo, saranno tenuti a partecipare ai concorsi pubblici e alle procedure di selezione per le quali è richiesta la specializzazione ottenuta.

In caso di assegnazione di un incarico, dovranno accettarlo e garantire un periodo complessivo di servizio di almeno tre anni nella sanità sarda.

I 36 mesi potranno essere svolti anche in maniera non continuativa, secondo quanto previsto dalle disposizioni regionali.

Il meccanismo mira quindi a evitare che le risorse pubbliche investite nella formazione si traducano esclusivamente in un vantaggio economico individuale, senza un successivo contributo professionale al territorio.

Chi potrà ottenere l’indennità e chi resterà escluso

L’accesso al beneficio sarà subordinato anche a specifiche condizioni economiche e occupazionali.

Il reddito personale lordo annuo dello specializzando non potrà superare i 27mila euro. Il superamento di questa soglia impedirà di accedere al sostegno.

Non potranno inoltre beneficiare dell’indennità gli specializzandi già assunti con contratti a tempo determinato attraverso lo specifico percorso normativo che consente l’ingresso nel servizio sanitario durante la formazione specialistica.

La selezione dei beneficiari seguirà l’ordine delle graduatorie di ammissione alle scuole di specializzazione, nei limiti dei finanziamenti assegnati ai singoli atenei.

Restituzione fino all’80% per chi non rispetta gli impegni

Il sistema prevede anche conseguenze economiche per chi decide di interrompere il percorso o di non rispettare gli obblighi sottoscritti.

In particolare, sono state stabilite due differenti percentuali di restituzione delle somme percepite:

  • 50% dell’indennità ricevuta in caso di interruzione degli studi oppure di revoca della disponibilità durante il percorso di specializzazione.

  • 80% delle somme percepite per chi completa l’intero corso beneficiando del sostegno economico, ma successivamente non rispetta gli impegni professionali previsti.

Si tratta di condizioni che rendono il contributo strettamente collegato alla disponibilità del professionista a prestare servizio in Sardegna.

La restituzione potrà quindi rappresentare un onere economico significativo per i beneficiari che, dopo aver ricevuto l’indennità, scelgano di non adempiere agli obblighi stabiliti.

Todde: «La Sardegna ha bisogno delle loro competenze»

La presidente della Regione, Alessandra Todde, che ricopre anche l’incarico di assessora ad interim della Sanità, ha illustrato le finalità della misura, sottolineando la necessità di creare opportunità professionali per chi sceglie di formarsi negli atenei sardi.

«Vogliamo che chi si forma nelle nostre università possa costruire qui il proprio futuro professionale e contribuire alla sanità pubblica», ha dichiarato la presidente.

Todde ha evidenziato come il sostegno economico sia accompagnato dalla richiesta di un impegno concreto nei confronti del sistema sanitario regionale.

«Per questo sosteniamo gli specializzandi durante gli studi e chiediamo loro un impegno preciso: partecipare alle selezioni e accettare gli incarichi per i quali si sono preparati».

La presidente ha infine ribadito la necessità di valorizzare le professionalità formate nell’Isola, destinandole agli ospedali e ai servizi sanitari territoriali.

Il finanziamento regionale punta dunque a trasformare il sostegno alla formazione in un investimento per il sistema sanitario pubblico, con l’obiettivo di incentivare i giovani professionisti a costruire il proprio percorso lavorativo in Sardegna.

L’efficacia della misura potrà essere valutata negli anni successivi, verificando quanti beneficiari completeranno la specializzazione e quanti entreranno effettivamente in servizio nelle strutture sanitarie dell’Isola.

Redazione

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