Si è conclusa l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione “Golden Mole”. L’ultimo destinatario del provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Cagliari si è presentato spontaneamente negli uffici della Squadra Mobile della Questura di Cagliari, accompagnato dai propri legali.
L’uomo, originario di Fonni, non era stato rintracciato durante l’esecuzione della misura cautelare perché non si trovava nella propria abitazione al momento dell’intervento.
Era rimasto quindi l’unico degli undici destinatari dell’ordinanza a non essere stato raggiunto dal provvedimento.
Eseguita la misura cautelare
Dopo le formalità previste, la misura è stata eseguita e l’indagato è stato accompagnato presso la Casa Circondariale “Ettore Scalas” di Uta, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
La presentazione spontanea ha completato l’attività di esecuzione dell’ordinanza collegata alla complessa indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia.
L’inchiesta sull’assalto al portavalori
L’operazione “Golden Mole” è stata condotta dal Servizio Centrale Operativo, dalla Squadra Mobile di Cagliari, con il supporto della SISCO e delle Squadre Mobili di Sassari e Nuoro.
Le indagini hanno ricostruito, secondo l’ipotesi investigativa, la pianificazione di un assalto a un furgone portavalori incaricato del trasporto di oltre 30 chilogrammi di oro da uno stabilimento produttivo di San Gavino Monreale verso un caveau situato ad Arezzo.
Gli investigatori hanno documentato una serie di attività preparatorie, tra cui sopralluoghi, incontri organizzativi, studio dei percorsi del mezzo blindato e predisposizione della logistica necessaria per la realizzazione dell’azione.
Nel corso degli accertamenti sarebbe inoltre emersa la disponibilità di armi e veicoli provento di furto che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero stati destinati all’assalto.
L’ipotesi di un secondo obiettivo
Le indagini avrebbero evidenziato anche un ulteriore progetto criminoso preso in considerazione dal gruppo.
Oltre al furgone portavalori, gli investigatori hanno ipotizzato che gli indagati avessero valutato anche un’azione diretta contro il caveau della fonderia di San Gavino, dove venivano prodotti i lingotti.
I piani sarebbero stati interrotti con l’esecuzione dell’ordinanza cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Cagliari.
Le accuse contestate
Il provvedimento aveva disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di dodici soggetti ritenuti, a vario titolo e secondo l’ipotesi accusatoria, gravemente indiziati del reato di tentata rapina ai danni di un veicolo adibito al trasporto valori, oltre che di detenzione e porto illegale di armi e ricettazione.
Durante l’operazione del 25 luglio scorso erano stati rintracciati e arrestati dieci degli undici destinatari iniziali dell’ordinanza.
Con la presentazione spontanea dell’ultimo indagato, la Squadra Mobile ha completato l’esecuzione della misura cautelare.
Seguici su
Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.