Sardegna, il M5S chiede un vertice di maggioranza: centrodestra all’attacco

Alessandro Solinas annuncia un confronto tra i partiti del campo largo. Forza Italia, con Pietro Pittalis, legge invece il voto segreto come una bocciatura politica della Giunta Todde.

Il voto segreto sulla Consulta regionale per l’emigrazione continua ad alimentare il confronto politico in Sardegna. Dopo la bocciatura della proposta della Giunta regionale, arrivano nuove prese di posizione sia dall’interno della maggioranza sia dalle opposizioni.

Il Movimento 5 Stelle chiede infatti un confronto tra le forze che sostengono la maggioranza, mentre Forza Italia interpreta quanto accaduto in Aula come un segnale politico nei confronti della presidente della Regione Alessandra Todde.

Solinas: “Serve un vertice della maggioranza”

A chiedere un chiarimento interno è Alessandro Solinas, coordinatore regionale del M5S e presidente della Terza commissione.

“Ciò che è successo oggi verrà discusso nei prossimi giorni in un vertice che chiederemo di convocare insieme ai partiti della maggioranza, dove discuteremo di quanto accaduto e degli assetti politici odierni”, ha dichiarato.

Solinas, tuttavia, invita a non interpretare automaticamente il voto come una valutazione sull’operato dell’esecutivo o dell’assessora al Lavoro Desirè Manca.

“Non riteniamo, comunque sia, che il voto di oggi rispecchi un qualsiasi tipo di valutazione positiva o negativa nei confronti dell’operato della Giunta e dell’assessore Manca”, ha affermato il coordinatore pentastellato.

Il M5S: “Nessun collegamento con le commissioni”

Dal Movimento 5 Stelle arriva anche una precisazione sulle indiscrezioni relative agli equilibri nella maggioranza e alla presidenza delle commissioni consiliari.

Fonti interne al partito smentiscono che la vicenda della Consulta possa essere collegata alla distribuzione delle presidenze.

“Il M5s non ha chiesto né ottenuto nulla di più di quanto gli spetta sulla base della propria rappresentanza in Consiglio regionale: presiede due commissioni e intende continuare a presiederne due”, spiegano dal Movimento.

La posizione viene ribadita anche rispetto alle voci su possibili tensioni tra i partiti della coalizione.

Il M5S sostiene di non voler accettare “alcuna forma di ricatto politico” e sottolinea la volontà di favorire il dialogo interno alla maggioranza.

“Eventuali tensioni legate alla distribuzione delle presidenze o agli equilibri interni della maggioranza sono dinamiche che non riguardano il M5s, che intende invece favorire il dialogo perché ci sia totale concordia”, concludono le fonti pentastellate.

Pittalis: “La Giunta Todde è andata sotto”

Di segno opposto la lettura di Pietro Pittalis, segretario regionale di Forza Italia Sardegna.

Secondo l’esponente azzurro, il risultato della votazione avrebbe un preciso significato politico.

“Non ci sono molti modi per leggere quello che è accaduto oggi in Consiglio regionale: la Giunta Todde è andata sotto e la vera sconfitta politica è della presidente della Regione”, afferma Pittalis.

Il riferimento è alla proposta avanzata dall’assessora Desirè Manca sulla sostituzione di uno dei componenti della Consulta regionale per l’emigrazione.

Pittalis sostiene che, trattandosi di una scelta della Giunta, la responsabilità politica ricada sulla presidente della Regione.

Il confronto tra PD e M5S

Nella sua analisi, il segretario regionale di Forza Italia collega inoltre quanto accaduto ai rapporti interni al campo largo, richiamando in particolare le tensioni tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.

Pittalis cita anche la decisione del M5S di lasciare l’Aula dopo il voto e di chiedere la convocazione della Conferenza dei capigruppo.

Secondo il dirigente di Forza Italia, questo passaggio rappresenterebbe un ulteriore elemento del confronto interno alla maggioranza.

Il nodo politico dopo il voto segreto

Il voto sulla Consulta ha quindi prodotto interpretazioni differenti.

Il M5S sostiene la necessità di aprire un confronto tra i partiti della maggioranza, ma nega che il risultato rappresenti una valutazione sull’operato della Giunta o dell’assessora Manca.

L’opposizione, attraverso Pittalis, interpreta invece la bocciatura come un segnale politico rivolto alla presidente Todde e alla maggioranza regionale.

Essendo avvenuto a scrutinio segreto, il risultato della votazione non consente di attribuire i singoli voti ai consiglieri. Il confronto politico si sposta ora sul vertice di maggioranza annunciato dal Movimento 5 Stelle e sugli eventuali sviluppi negli equilibri della coalizione.

Redazione

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