Si riaccende il dibattito sull’agrivoltaico nel Montiferru, dove emerge un nuovo progetto destinato a far discutere. Nel territorio di San Leonardo, in agro di Santu Lussurgiu, è stata proposta la realizzazione di una centrale agrivoltaica di rilevanti dimensioni, in un’area storicamente vocata all’agricoltura e alla zootecnia, pilastri dell’economia locale.
L’iniziativa, avanzata da una società con sede a Trieste, prevede un impianto con potenza nominale pari a 19,847 megawatt e una capacità di immissione in rete stimata in 16,8 megawatt, comprensivo delle opere necessarie alla connessione alla rete elettrica. Il progetto sarebbe stato avviato attraverso una procedura abilitativa semplificata, circostanza che ha immediatamente sollevato perplessità tra associazioni e osservatori del territorio.
Tra le voci più critiche si distingue quella del Gruppo d’Intervento Giuridico. Il presidente Stefano Deliperi ha evidenziato come l’area interessata sia sottoposta a vincoli paesaggistici e culturali, sottolineando l’inadeguatezza della procedura utilizzata rispetto alla portata dell’intervento previsto. Secondo quanto dichiarato, un impianto di tale dimensione dovrebbe essere sottoposto a una preventiva verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale, passaggio ritenuto fondamentale per garantire la tutela del contesto.
Le criticità evidenziate riguardano soprattutto l’impatto sul paesaggio. San Leonardo è considerato un sito di particolare rilevanza naturalistica, storica e culturale, e l’eventuale realizzazione della centrale viene vista come un possibile elemento di alterazione significativa del territorio. Le preoccupazioni si inseriscono in un quadro più ampio di crescita delle richieste per nuovi impianti energetici nell’Isola.
I dati più recenti forniti da Terna mostrano infatti una pressione crescente sul territorio sardo. Al 31 gennaio 2026 risultano presentate 645 richieste di connessione per nuovi impianti energetici, per una potenza complessiva di 45,08 gigawatt, un valore che supera di oltre venti volte la capacità attualmente installata. Nel dettaglio, le richieste riguardano principalmente impianti da fonte solare (409 istanze per 16,81 GW), seguiti dall’eolico terrestre (212 richieste per 14,38 GW) e offshore (23 progetti per 13,89 GW), oltre a una minima quota di idroelettrico.
A fronte di questi numeri, la potenza complessiva oggi esistente in Sardegna si attesta a circa 1,93 gigawatt, suddivisa tra energia eolica a terra e fotovoltaico. Il divario tra progetti proposti e infrastrutture attuali evidenzia la portata della trasformazione in atto nel settore energetico regionale.
Nel caso specifico del Montiferru, la contrapposizione si concentra sul bilanciamento tra sviluppo delle energie rinnovabili e tutela del territorio. L’area interessata, già destinata ad attività agricole e zootecniche, rappresenta un elemento identitario per la comunità locale, motivo per cui ogni intervento viene attentamente scrutinato.
Il progetto agrivoltaico di San Leonardo si inserisce quindi in un contesto delicato, dove la transizione energetica incontra resistenze legate alla salvaguardia del paesaggio e delle attività tradizionali. La questione resta aperta e destinata a evolversi, anche alla luce delle verifiche amministrative e ambientali che potrebbero essere richieste nei prossimi mesi.
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