Aeroitalia, stop ai voli in Sardegna da gennaio: Intrieri invoca il codice civile

La compagnia aerea sostiene di poter interrompere anticipatamente i collegamenti in continuità territoriale senza rispettare i sei mesi di preavviso. Al centro dello scontro con la Regione ci sono i rincari del carburante e i 20 milioni di euro di ristori richiesti. L'amministratore delegato rassicura i dipendenti: nessun licenziamento previsto

aereo

Il futuro dei collegamenti aerei in continuità territoriale tra la Sardegna e la Penisola torna al centro di un confronto tra Aeroitalia e la Regione. La compagnia guidata dall’amministratore delegato Gaetano Intrieri ritiene di poter sospendere i voli già a gennaio, senza attendere la scadenza del periodo di preavviso di sei mesi stabilito dalla normativa ministeriale.

La posizione del vettore è stata illustrata dallo stesso Intrieri durante un intervento video diffuso dall’agenzia specializzata AvioNews. Il manager ha indicato una disposizione del codice civile che, secondo la sua interpretazione, consentirebbe alla società di chiedere lo scioglimento degli obblighi contrattuali in presenza di circostanze economiche eccezionali.

La questione riguarda l’aumento dei costi del carburante per gli aeromobili, che avrebbe modificato in maniera sostanziale le condizioni economiche sulle quali erano stati costruiti gli accordi per garantire i collegamenti aerei da e per l’Isola.

Senza un intervento economico compensativo, Aeroitalia conferma dunque la possibilità di interrompere il servizio anticipatamente. Una prospettiva che apre nuovi interrogativi sulla continuità dei trasporti per i cittadini sardi.

Il codice civile e la possibilità di interrompere il contratto

Il riferimento normativo richiamato da Intrieri è l’articolo 1467 del codice civile, che disciplina la risoluzione dei contratti per eccessiva onerosità sopravvenuta.

La disposizione riguarda i rapporti contrattuali nei quali l’esecuzione delle prestazioni si protrae nel tempo e una delle parti si trova ad affrontare costi diventati eccessivi per effetto di eventi straordinari e imprevedibili.

La norma prevede la possibilità di domandare la risoluzione del contratto, purché l’aggravamento economico non rientri nei normali rischi dell’attività contrattuale.

È inoltre prevista la possibilità, per la controparte, di evitare la risoluzione proponendo una modifica equa delle condizioni originariamente concordate.

Secondo Aeroitalia, l’impennata del prezzo del carburante costituirebbe proprio una circostanza eccezionale, tale da giustificare l’applicazione di questa disposizione.

Si tratta, tuttavia, di un’interpretazione sostenuta dalla compagnia e non di un diritto automaticamente accertato a interrompere i collegamenti. L’eventuale applicabilità della norma agli obblighi di continuità territoriale e il suo rapporto con il decreto ministeriale richiederebbero una valutazione giuridica.

Il decreto ministeriale prevede sei mesi di preavviso

Il confronto si concentra anche sulle disposizioni contenute nel decreto ministeriale numero 231 del 9 settembre 2025, firmato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

Il provvedimento disciplina il sistema della continuità territoriale aerea e prevede un termine di preavviso di sei mesi per l’interruzione dei servizi.

Seguendo questa disciplina, la cessazione dei collegamenti annunciata da Aeroitalia non potrebbe avvenire già a gennaio, ma dovrebbe rispettare una tempistica più lunga, con uno slittamento indicato fino a maggio.

Intrieri sostiene invece che l’eccezionale aggravamento dei costi possa consentire alla compagnia di invocare una disciplina civilistica diversa rispetto a quella ordinariamente prevista per il servizio.

Il punto decisivo sarà stabilire se l’aumento del carburante possa effettivamente giustificare una risoluzione anticipata degli impegni assunti dal vettore.

Venti milioni di ristori per compensare il caro carburante

La controversia economica riguarda una richiesta complessiva di 20 milioni di euro, destinati, secondo quanto riferito dall’amministratore delegato, a compensare i maggiori costi sostenuti da Aeroitalia e Ita Airways.

Intrieri ha spiegato che la compagnia avrebbe continuato a garantire i collegamenti confidando nell’impegno assunto dalla Regione e dal ministero dei Trasporti rispetto al riconoscimento delle risorse.

La ripartizione prospettata attribuirebbe ad Aeroitalia la quota più consistente dei ristori.

Ristori richiesti per il carburante

20 milioni €

Aeroitalia

19 milioni €

95% della somma richiesta

Ita Airways

1 milione €

5% della somma richiesta

Ripartizione teorica calcolata sulle percentuali indicate da Intrieri, non somme già erogate.

Il manager ha sostenuto che il 95% dell’importo dovrebbe spettare ad Aeroitalia, in considerazione della quota di collegamenti in continuità territoriale coperti dalla società.

Le risorse servirebbero a compensare la differenza tra la spesa effettivamente sostenuta per il carburante e quella inizialmente prevista nel bando.

Secondo la ricostruzione dell’amministratore delegato, il forte aumento del prezzo del jet fuel sarebbe collegato alle tensioni militari internazionali e al conflitto che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran.

La Regione ha stanziato 10 milioni, ma resta il nodo degli aiuti di Stato

Un ulteriore elemento del confronto riguarda i 10 milioni di euro già stanziati dalla Regione Sardegna, che Intrieri considera un riconoscimento delle difficoltà economiche denunciate dalla compagnia.

Per l’amministratore delegato, la previsione di queste risorse confermerebbe la fondatezza della richiesta di riequilibrio del contratto.

Rimane però da risolvere una questione giuridica rilevante: la compatibilità dell’eventuale compensazione economica con le norme europee sugli aiuti di Stato.

La Regione, secondo quanto riportato, manifesta infatti prudenza rispetto all’erogazione dei ristori, per il rischio che possano essere considerati aiuti pubblici non conformi alla disciplina europea.

La presenza di uno stanziamento nel bilancio regionale non equivale, di per sé, all’autorizzazione a trasferire le somme alla compagnia.

Il confronto riguarda quindi sia la sostenibilità economica dei collegamenti sia la possibilità di individuare uno strumento di compensazione compatibile con le regole applicabili.

Nessun licenziamento previsto, Aeroitalia annuncia nuovi aerei

Nonostante la prospettiva di un’interruzione dei collegamenti in continuità territoriale, Aeroitalia esclude conseguenze occupazionali negative per i propri dipendenti.

Intrieri ha assicurato che la società non intende procedere ad alcun licenziamento, anche nell’eventualità in cui non venga raggiunto un accordo economico con la Regione Sardegna.

La compagnia, al contrario, prevede un ampliamento delle proprie attività e del personale.

Secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato, nel 2027 entreranno nella flotta sette Boeing 737, per i quali sarebbero già stati definiti gli accordi contrattuali.

L’arrivo dei nuovi aeromobili dovrebbe comportare un incremento delle necessità occupazionali, con ulteriori assunzioni per sostenere l’espansione operativa del vettore.

La società distingue dunque la controversia relativa ai collegamenti sardi dai propri programmi industriali complessivi.

Continuità territoriale, decisivo il confronto tra Regione e compagnia

La possibilità di una sospensione anticipata dei voli mantiene aperta una questione particolarmente importante per la mobilità dei residenti nell’Isola.

Il servizio di continuità territoriale rappresenta uno strumento essenziale per garantire i collegamenti aerei della Sardegna con il resto del Paese, attraverso condizioni e obblighi stabiliti dalla normativa.

L’eventuale uscita anticipata di un vettore potrebbe rendere necessario individuare soluzioni alternative per assicurare la regolarità dei trasporti.

Al momento, la posizione espressa da Aeroitalia resta legata alla richiesta di un riequilibrio economico del contratto.

Da una parte, la compagnia sostiene che l’incremento straordinario dei costi renda necessario un intervento pubblico. Dall’altra, la Regione deve valutare le condizioni giuridiche e finanziarie per un’eventuale compensazione.

La prosecuzione dei collegamenti oltre gennaio dipenderà quindi dall’evoluzione del confronto istituzionale e dalla possibilità di raggiungere un’intesa sui maggiori costi del carburante.

Resta inoltre aperto il nodo dell’effettiva applicabilità dell’articolo 1467 del codice civile agli obblighi previsti dal sistema di continuità territoriale, elemento centrale nella posizione sostenuta dall’amministratore delegato di Aeroitalia.

Redazione

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