Una serata trascorsa in compagnia degli amici si è trasformata in un incubo per un ragazzo di 19 anni, vittima di una brutale aggressione davanti alla propria abitazione nel quartiere di Latte Dolce, a Sassari. Il giovane, Luca, è stato colpito ripetutamente al volto da alcuni sconosciuti, riportando gravissime lesioni alla mandibola e la perdita di due denti.
L’episodio si è verificato venerdì, intorno alle 21.30, in via Kennedy. Secondo quanto ricostruito attraverso il racconto della famiglia, tre individui avrebbero avvicinato il ragazzo mentre stava rientrando a casa, scatenando una violenza improvvisa e apparentemente priva di motivazioni.
Le conseguenze dell’assalto sono particolarmente gravi. Luca si trova ricoverato nel reparto ospedaliero del Santissima Annunziata, dove i medici hanno diagnosticato cinque fratture scomposte alla mascella. Per ricostruire le strutture ossee danneggiate sarà necessario un intervento chirurgico con l’applicazione di placche in titanio.
L’operazione è prevista per lunedì, ma il quadro clinico potrebbe rivelarsi più complesso di quanto emerso dai primi accertamenti. Il chirurgo, infatti, non avrebbe escluso la possibilità di individuare ulteriori danni durante l’intervento.
La richiesta di una sigaretta e poi i pugni al volto
La ricostruzione dei momenti precedenti all’aggressione restituisce l’immagine di un episodio tanto rapido quanto violento.
Luca aveva appena concluso una passeggiata insieme ad alcuni amici conosciuti nell’ambiente del coro di cui fa parte. Raggiunta la propria abitazione, si era fermato davanti al cancello per aprirlo.
Indossava le cuffie e non si sarebbe accorto immediatamente dell’arrivo dei tre sconosciuti, favoriti dalla scarsa illuminazione della strada.
Uno degli individui gli avrebbe chiesto una sigaretta. Il diciannovenne avrebbe semplicemente spiegato di non essere un fumatore. Una risposta che, secondo la testimonianza raccolta dal padre, sarebbe stata seguita da un’improvvisa raffica di colpi.
Il primo pugno, sferrato lateralmente, avrebbe provocato la perdita di due denti. Subito dopo, un secondo colpo proveniente dalla direzione opposta avrebbe raggiunto la mandibola, facendo precipitare il ragazzo a terra.
Luca non avrebbe avuto alcuna possibilità di reagire o proteggersi, trovandosi improvvisamente coinvolto in un’aggressione di estrema violenza.
Gli assalitori si sarebbero quindi allontanati senza sottrargli denaro, portafogli o telefono. Avrebbero invece preso le sue cuffie, danneggiandole prima di fuggire.
Il padre trova il figlio insanguinato davanti all’abitazione
Nonostante le ferite e lo stato di shock, il diciannovenne è riuscito a contattare telefonicamente il padre Fabio, che in quel momento si trovava nelle vicinanze, impegnato ad aspettare l’altra figlia alla fermata dell’autobus.
L’uomo ha raggiunto immediatamente via Kennedy, trovandosi davanti a una scena drammatica.
Il ragazzo era ricoperto di sangue e il gonfiore al volto aumentava rapidamente, rendendogli sempre più difficile parlare.
Fabio ha quindi accompagnato il figlio in ospedale, dove gli accertamenti sanitari hanno evidenziato la gravità delle lesioni riportate.
Il padre ha espresso tutta la propria disperazione per quanto accaduto, descrivendo una famiglia profondamente segnata da un’aggressione che considera del tutto immotivata.
Secondo quanto riferito dall’uomo, Luca non conosceva i suoi aggressori e non avrebbe avuto precedenti contrasti con loro. Un elemento che rende ancora più difficile comprendere le ragioni dell’assalto.
Cinque fratture e un intervento con placche di titanio
Le condizioni del giovane richiedono un trattamento chirurgico particolarmente delicato. Le cinque fratture scomposte alla mascella dovranno essere stabilizzate attraverso l’inserimento di dispositivi metallici, necessari per favorire la corretta ricomposizione delle ossa.
La famiglia attende l’intervento con forte preoccupazione, anche alla luce delle possibili complicazioni che potrebbero emergere durante l’operazione.
Ma oltre alle conseguenze fisiche, a preoccupare i familiari è soprattutto l’impatto emotivo dell’accaduto.
Luca frequenta il quarto anno del liceo musicale e coltiva una grande passione per la musica. Suona le percussioni e la chitarra e partecipa alle attività di un coro.
Una quotidianità fatta di studio, amicizie e interessi che rischia ora di essere profondamente condizionata dall’esperienza vissuta.
Il padre teme che il trauma possa compromettere la serenità del figlio, rendendo difficile anche il semplice gesto di uscire nuovamente di casa.
La paura di incontrare altre persone sconosciute e il ricordo dell’aggressione rappresentano, secondo la famiglia, ferite che potrebbero richiedere molto più tempo per rimarginarsi rispetto a quelle fisiche.
Indagini dei carabinieri per identificare i responsabili
Sull’episodio sono al lavoro i carabinieri, impegnati a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e a individuare i tre presunti aggressori.
L’assenza di un apparente movente economico costituisce uno degli aspetti più inquietanti della vicenda. Il ragazzo, infatti, non sarebbe stato derubato degli oggetti di valore che aveva con sé.
Al momento, sulla base degli elementi riferiti dalla famiglia, non emergono spiegazioni certe per un comportamento tanto violento.
Resta inoltre da chiarire il ruolo effettivamente svolto da ciascuno dei tre individui presenti al momento dell’assalto.
Intanto, l’attenzione dei familiari rimane concentrata sulle condizioni di Luca e sull’intervento chirurgico che dovrà affrontare.
Per il diciannovenne di Sassari comincia un percorso di recupero che non riguarderà soltanto la ricostruzione della mascella, ma anche il superamento delle conseguenze psicologiche dell’aggressione.
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