Orani, il patrimonio dei borghi al centro di un progetto universitario

Oltre cento studenti e specialisti dell'architettura si confrontano il 29 e 30 ottobre sul futuro degli edifici tradizionali, tra recupero sostenibile, ricerca e valorizzazione dei saperi locali

studenti universitari

Il centro storico di Orani diventa un laboratorio di architettura

Oltre cento studenti universitari saranno impegnati a Orani il 29 e 30 ottobre 2026 per approfondire nuove possibilità di recupero e valorizzazione del patrimonio edilizio tradizionale. L’iniziativa, organizzata dal Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica dell’Università di Sassari insieme all’amministrazione comunale, prevede attività pratiche nel centro storico e un incontro scientifico nel Centro convegni di località Istolo. L’obiettivo è studiare come gli edifici dei piccoli centri possano essere adattati alle esigenze contemporanee senza perdere le caratteristiche architettoniche e culturali che li distinguono.

Il progetto nasce nell’ambito della convenzione tra l’ateneo sassarese e il Comune di Orani e coinvolge rappresentanti delle istituzioni, ricercatori, professionisti e organismi impegnati nella tutela del patrimonio.

La direzione scientifica è affidata ad Antonello Monsù Scolaro e Katia Gasparini, responsabili di un programma che mette al centro il rapporto tra architettura esistente, risorse del territorio e sostenibilità.

Recuperare gli edifici senza cancellarne l’identità

Il tema principale dell’iniziativa riguarda una delle questioni più rilevanti per i centri storici delle aree interne: individuare modalità di intervento capaci di conservare il patrimonio costruito e, contemporaneamente, renderlo compatibile con nuove esigenze abitative e funzionali.

L’attenzione si concentra sul riuso adattivo, un approccio progettuale che considera gli immobili esistenti come strutture da recuperare e trasformare, anziché necessariamente sostituire.

Questa prospettiva richiede una conoscenza approfondita dei materiali originari, delle tecniche impiegate nella costruzione e delle caratteristiche ambientali del luogo.

Nel caso di Orani, il patrimonio architettonico del centro storico diventerà oggetto di osservazione diretta, permettendo di esaminare il rapporto tra edifici, spazi urbani e tradizioni costruttive.

L’iniziativa affronterà anche il ruolo delle risorse naturali e dei materiali locali, considerati elementi importanti nella definizione di interventi di riqualificazione sostenibile.

Il confronto scientifico riunisce cinque università

Uno degli appuntamenti principali sarà il seminario «Ri-abitare i luoghi: conservare, rigenerare e valorizzare il costruito tradizionale», previsto venerdì 30 ottobre, dalle 15 alle 19, nel Centro convegni di Orani, in località Istolo.

L’incontro offrirà uno spazio di confronto tra differenti esperienze accademiche e professionali, con la partecipazione di studiosi provenienti da cinque università italiane.

Per l’Università di Bologna sono previsti gli interventi di Ernesto Antonini, Jacopo Gaspari e Lia Marchi, mentre il Politecnico di Milano sarà rappresentato da Alessio Battistella.

Dalla Sapienza Università di Roma arriveranno Alessandra Battisti e Fabrizio Tucci.

L’ateneo sassarese parteciperà anche con Bruno Billeci, Maria Dessì e Romina Deriu, affiancando il lavoro dei responsabili scientifici dell’iniziativa.

Il programma comprenderà inoltre contributi di professionisti e rappresentanti della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari e Nuoro, di ANAB Sardegna e di Strategic Management Partners.

La pluralità delle competenze coinvolte permetterà di affrontare la conservazione del patrimonio edilizio attraverso prospettive che comprendono progettazione, ricerca, tutela e sviluppo territoriale.

Gli studenti studiano direttamente le costruzioni tradizionali

La componente formativa rappresenta un elemento centrale dell’iniziativa.

Giovedì 29 ottobre, oltre cento iscritti al corso di laurea in Scienze dell’Architettura e del Progetto dell’Università di Sassari parteciperanno a un’esperienza di studio direttamente nel tessuto urbano di Orani.

Gli studenti, provenienti dagli insegnamenti di Tecnologia dell’Architettura, saranno coinvolti in attività di osservazione e rilievo finalizzate a conoscere le caratteristiche degli edifici storici.

Il lavoro sul campo inizierà alle 14.15 e consentirà di analizzare strutture, materiali e soluzioni costruttive presenti nel centro abitato.

L’esperienza permetterà di collegare la formazione universitaria alla conoscenza concreta delle architetture tradizionali, attraverso un metodo basato sull’esame diretto del patrimonio esistente.

La documentazione delle caratteristiche edilizie costituisce infatti una fase importante per comprendere quali interventi possano risultare compatibili con la conservazione delle strutture.

Tutela e sostenibilità, il ruolo della Soprintendenza e di ANAB

Il programma prevede approfondimenti dedicati a due aspetti strettamente collegati: la protezione dei beni architettonici e l’utilizzo di criteri ambientali nella riqualificazione.

A sviluppare il primo tema sarà Giuliana Frau, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari e Nuoro, con un intervento dedicato al rapporto tra salvaguardia e valorizzazione dei contesti storici.

La questione riguarda la necessità di individuare soluzioni che consentano di intervenire sugli edifici senza comprometterne gli elementi di interesse culturale.

Silvano Piras, rappresentante dell’Associazione Nazionale Architettura Bioecologica Sardegna, approfondirà invece il legame tra tecniche costruttive, materiali del territorio e condizioni climatiche.

L’attenzione sarà rivolta alle possibilità offerte dalle conoscenze tradizionali per orientare gli interventi contemporanei verso una maggiore sostenibilità.

Entrambi i contributi sono previsti nella mattinata inaugurale di giovedì 29 ottobre, prima dell’avvio delle attività pratiche degli studenti.

Il Comune e la Regione coinvolti nel percorso di valorizzazione

L’iniziativa comprende anche una componente istituzionale, legata al ruolo delle amministrazioni pubbliche nella gestione del patrimonio edilizio.

Ad aprire gli appuntamenti, giovedì 29 ottobre alle 11 nel centro storico, sarà il sindaco di Orani Marco Ziranu, con i saluti istituzionali.

La presentazione del programma sarà affidata all’assessora comunale alla Cultura Mariaelisa Marongiu.

Il coinvolgimento del Comune deriva dall’accordo di collaborazione con l’Università di Sassari, attraverso il quale vengono promosse le attività dedicate allo studio del patrimonio locale.

Alla giornata di venerdì parteciperà anche Francesco Spanedda, assessore agli Enti Locali, Finanze e Urbanistica della Regione Autonoma della Sardegna.

La presenza dell’amministrazione regionale inserisce il tema del recupero architettonico nel più ampio ambito delle politiche urbanistiche e della gestione dei territori.

Il programma scientifico, intitolato “Riuso adattivo del costruito storico nelle aree interne. Cultura, materiali e saperi locali”, metterà così in relazione le conoscenze universitarie con le competenze degli organismi di tutela e delle istituzioni pubbliche.

Le aree interne e le nuove funzioni del patrimonio edilizio

La scelta di dedicare due giornate al patrimonio storico di Orani si inserisce nel dibattito sul futuro degli edifici tradizionali nei centri delle aree interne.

La conservazione di queste costruzioni richiede interventi che tengano conto sia delle caratteristiche architettoniche sia delle possibili destinazioni d’uso.

Il riuso adattivo permette di studiare nuove funzioni per immobili esistenti, mantenendo un rapporto con la loro configurazione originaria e con il contesto nel quale sono inseriti.

La ricerca sui materiali e sulle tecniche tradizionali costituisce una parte di questo processo, perché consente di comprendere il comportamento delle strutture e di valutare modalità di intervento appropriate.

Nel programma di Orani, questi aspetti saranno affrontati attraverso due attività complementari: l’analisi diretta degli edifici da parte degli studenti e il confronto scientifico tra università, istituzioni e professionisti.

La collaborazione tra il Comune di Orani e l’Università di Sassari rappresenta il riferimento organizzativo delle attività, con il coinvolgimento di oltre cento studenti nella giornata del 29 ottobre e la partecipazione di esperti nazionali al seminario del 30 ottobre.

Redazione

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