La situazione degli imbarchi nei porti del nord Sardegna continua a creare difficoltà, ma con sviluppi differenti tra Olbia e Porto Torres. Mentre nello scalo dell’Isola Bianca si registra una drastica diminuzione delle presenze di migranti, nella stazione marittima Nino Pala di Porto Torres si sono verificati nuovi episodi di tensione che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
Nella serata di ieri, alcuni gruppi di giovani di origine algerina si sono presentati agli sportelli delle compagnie di navigazione per chiedere biglietti destinati a raggiungere la Penisola.
Il problema principale ha riguardato la documentazione. Le persone interessate non disponevano di documenti di identità validi per l’imbarco e avrebbero mostrato agli operatori soltanto fogli accompagnati da fotografie, insufficienti per completare le procedure di identificazione.
Di fronte al rifiuto di emettere i titoli di viaggio, alcuni giovani avrebbero assunto atteggiamenti aggressivi, rivolgendo minacce verbali al personale delle agenzie marittime.
Gli episodi hanno interessato gli uffici delle compagnie Tirrenia, Corsica Ferries e Moby, impegnate nelle attività di biglietteria dello scalo turritano.
Intervengono i carabinieri, preoccupazione tra gli operatori
A descrivere le difficoltà affrontate dal personale è stato Antonio Delrio, operatore dell’agenzia marittima Tirrenia, che ha sottolineato la necessità di garantire condizioni di sicurezza negli ambienti portuali.
«Una situazione che crea problemi di sicurezza nell’area portuale e che ci ha costretto a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine», ha spiegato Delrio.
I carabinieri sono intervenuti rapidamente nella stazione marittima, allontanando le persone coinvolte negli episodi segnalati.
Secondo le informazioni disponibili, i migranti sarebbero arrivati in Sardegna nei giorni precedenti e sarebbero stati successivamente ospitati nel centro di accoglienza di Monastir, prima di spostarsi verso gli scali del nord dell’Isola.
La loro intenzione sarebbe quella di raggiungere altre destinazioni attraverso i collegamenti marittimi, ma la mancanza di documenti idonei impedisce alle compagnie di autorizzare l’imbarco.
Olbia, settanta migranti lasciano il porto in appena 48 ore
Mentre Porto Torres affronta nuove tensioni, a Olbia il quadro è cambiato sensibilmente.
Nel giro di due giorni, il numero di migranti presenti stabilmente nella stazione marittima e nelle aree circostanti è passato da circa cento a meno di trenta.
Una riduzione significativa, confermata da fonti della Questura, della Prefettura e dell’Autorità portuale.
Almeno settanta persone che nei giorni precedenti avevano atteso inutilmente la possibilità di imbarcarsi non si trovano più nello scalo dell’Isola Bianca.
Anche la Caritas, impegnata quotidianamente nella distribuzione dei pasti, ha registrato un forte calo delle richieste di assistenza.
In una delle ultime occasioni sono stati consegnati alimenti per appena 27 persone, un numero nettamente inferiore rispetto alle presenze rilevate in precedenza.
Non è stata ancora fornita una spiegazione ufficiale complessiva sulla destinazione di tutti i migranti che hanno lasciato il porto.
Trasferimenti, partenze regolari e spostamenti verso Porto Torres
Le forze dell’ordine avrebbero ricostruito almeno in parte gli spostamenti avvenuti nelle ultime ore.
Una decina di migranti, anche a causa dell’abbassamento delle temperature e dello sgombero della stazione marittima, avrebbe deciso di lasciare l’area portuale per stabilirsi temporaneamente in altre zone di Olbia.
Alcune persone sarebbero invece riuscite a partire regolarmente sui traghetti, essendo in possesso della documentazione necessaria.
Un altro gruppo di giovani algerini avrebbe raggiunto Porto Torres, nel tentativo di trovare una soluzione alternativa per lasciare la Sardegna.
Questa ipotesi potrebbe contribuire a spiegare le nuove presenze registrate nello scalo turritano, anche se non è stata confermata ufficialmente la provenienza di tutte le persone coinvolte nelle tensioni.
Un ulteriore sviluppo riguarderebbe il trasferimento di un gruppo consistente di richiedenti protezione internazionale.
Secondo indiscrezioni, diverse persone avrebbero lasciato il porto di Olbia accompagnate da personale della Polizia di Stato.
Non si esclude che alcuni trasferimenti possano proseguire verso la Penisola attraverso voli di linea, una modalità già utilizzata in precedenza, anche con destinazione Bergamo.
Al momento, tuttavia, non risultano conferme ufficiali sulle destinazioni di questi ultimi spostamenti.
Controlli rafforzati dopo i tentativi di nascondersi nei camion
La diminuzione delle presenze arriva dopo giorni particolarmente difficili per la gestione della sicurezza nello scalo olbiese.
La situazione aveva raggiunto livelli di forte criticità, anche a causa dei tentativi di alcune persone di raggiungere i traghetti senza disporre dei documenti necessari.
Diversi migranti erano stati individuati all’interno dei cassoni degli autoarticolati in attesa di imbarco, circostanza che aveva determinato un rafforzamento delle verifiche sui mezzi pesanti.
I controlli erano stati intensificati per prevenire accessi non autorizzati e garantire la sicurezza delle operazioni portuali.
Parallelamente, rimanevano le difficoltà legate alle condizioni di permanenza dei migranti, molti dei quali erano costretti a trascorrere le notti all’aperto, esposti al freddo e senza una sistemazione stabile.
L’impossibilità di proseguire il viaggio verso la Penisola aveva contribuito ad aumentare la tensione tra alcune delle persone presenti nello scalo.
Secondo quanto emerso, il Comune di Olbia e l’Autorità portuale avrebbero sollecitato nuovi interventi istituzionali, ai quali sarebbero seguiti gli spostamenti registrati nelle ultime ore.
Non sono stati però comunicati provvedimenti ufficiali che consentano di ricostruire nel dettaglio tutte le operazioni effettuate.
Il caso migranti arriva in Consiglio comunale a Olbia
La vicenda avrà anche conseguenze sul piano politico.
La gestione delle presenze migranti nel porto dell’Isola Bianca sarà infatti al centro del dibattito nel Consiglio comunale di Olbia.
Ivana Russu, capogruppo del Partito democratico e dirigente regionale del Pd, ha annunciato un intervento sulla situazione, criticando l’operato dell’amministrazione cittadina.
In particolare, Russu ha accusato il sindaco Settimo Nizzi di essere rimasto sostanzialmente assente rispetto a una questione che ha interessato per giorni una delle principali infrastrutture della città.
La rappresentante democratica intende quindi portare il tema all’attenzione dell’assemblea comunale, chiedendo conto della gestione dell’emergenza.
Due porti, una questione ancora aperta
Il calo delle presenze a Olbia non coincide necessariamente con la soluzione definitiva delle difficoltà legate agli spostamenti dei migranti.
Le tensioni registrate a Porto Torres mostrano come una parte delle persone arrivate recentemente in Sardegna continui a cercare collegamenti verso la Penisola.
Da una parte resta l’esigenza di garantire la sicurezza degli operatori portuali e il rispetto delle procedure di imbarco. Dall’altra permane la necessità di affrontare le condizioni di persone che, in alcuni casi, trascorrono giorni all’aperto senza riuscire a raggiungere la destinazione desiderata.
Le condotte aggressive segnalate riguardano specifici episodi e non possono essere attribuite indistintamente a tutti i migranti presenti negli scali.
Il quadro resta in evoluzione, tra interventi delle forze dell’ordine, possibili trasferimenti e nuove richieste di coordinamento istituzionale.
Il prossimo confronto politico a Olbia e gli sviluppi della situazione a Porto Torres saranno determinanti per comprendere come verranno gestite le criticità ancora presenti nei due porti del nord Sardegna.
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