Sardegna, Laconi: “Serve una gestione integrata della risorsa idrica”

Festival delle Regioni, Rosanna Laconi propone una gestione integrata dell’acqua e dell’idroelettrico per affrontare siccità e cambiamenti climatici.

Una gestione della risorsa idrica capace di mettere insieme produzione di energia, approvvigionamento potabile, agricoltura e tutela degli ecosistemi. È questa la prospettiva al centro della Commissione Energia, presieduta dall’assessora della Difesa dell’Ambiente della Regione Sardegna Rosanna Laconi, riunita oggi a Firenze nell’ambito della quinta edizione del Festival delle Regioni.

Il confronto si è sviluppato all’Accademia dei Georgofili durante l’incontro “Prospettive di sviluppo dell’idroelettrico: il ruolo delle Regioni”. Al tavolo hanno partecipato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, insieme a rappresentanti di Enel Italia, Edison, Magis Energia ed Elettricità Futura.

Una nuova programmazione dell’acqua

Secondo l’assessora Laconi, la priorità è superare una gestione della risorsa idrica basata sulle singole necessità per arrivare a una programmazione capace di anticipare i problemi e coordinare le diverse esigenze.

“Il punto centrale – dichiara l’assessora Laconi – è passare da una gestione dell’acqua che risponde alle singole esigenze a una capacità di programmazione che sappia anticiparle e conciliarle. Questo richiede una governance integrata, un maggiore coordinamento tra istituzioni, gestori e territori, decisioni fondate su dati condivisi e investimenti che valorizzino le infrastrutture esistenti come sistemi multifunzionali”.

La prospettiva indicata dalla Commissione Energia non è quindi quella di scegliere tra acqua ed energia, ma di rendere il settore idroelettrico più efficiente, innovativo e compatibile con la disponibilità della risorsa.

Invasi e infrastrutture multifunzionali

Il tema assume particolare rilevanza alla luce della siccità e degli eventi meteorologici estremi, considerati sempre più frequenti.

Per questo le Regioni chiedono di superare una visione esclusivamente settoriale dell’idroelettrico e di considerare invece gli invasi e le infrastrutture idrauliche come sistemi capaci di svolgere più funzioni contemporaneamente.

L’obiettivo è tenere insieme produzione di energia rinnovabile, approvvigionamento potabile, esigenze dell’agricoltura e difesa dalle piene.

Un modello che richiede, secondo la Commissione, una governance stabile della risorsa idrica, dalla produzione alla gestione e trasmissione dell’energia, fino alla definizione di un sistema di concessioni che tenga conto anche dei vincoli ambientali.

Le proposte delle Regioni

Tra le proposte emerse dal confronto figura innanzitutto la creazione di una sede permanente di confronto tecnico-istituzionale, che consenta alle diverse amministrazioni e ai gestori di coordinare le decisioni.

Viene inoltre indicata la necessità di realizzare connessioni capaci di adattarsi alle condizioni climatiche, accelerare le procedure per l’ammodernamento degli impianti e destinare una quota dei canoni alla sicurezza idrica.

Il tema centrale resta quindi quello della capacità di adattare infrastrutture e sistemi di gestione alla disponibilità variabile della risorsa.

“Superare la logica dell’emergenza”

La linea indicata da Laconi punta a una programmazione di lungo periodo, superando una gestione legata prevalentemente alle situazioni emergenziali.

“Dobbiamo soprattutto superare la logica dell’emergenza e costruire una gestione capace di adattarsi nel tempo alle condizioni climatiche e alla disponibilità della risorsa”, conclude l’assessora Laconi.

La risorsa idrica viene quindi considerata un elemento strategico non soltanto per la produzione energetica, ma per l’intero sistema economico e territoriale.

“L’acqua è un bene strategico e il valore che genera deve tradursi anche in benefici concreti per le comunità e in investimenti per la sua conservazione”, conclude Laconi.

Redazione

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