Digitale e IA, la Sardegna presenta tre proposte al Festival delle Regioni

Al Festival delle Regioni 2026 l'Assessore Regionale della Sardegna, Sebastian Cocco, interviene sul futuro dell'innovazione pubblica: attenzione all'insularità, continuità dei servizi e responsabilità nell'uso dell'intelligenza artificiale.

La Regione Sardegna punta a rafforzare la cooperazione tra le amministrazioni territoriali per costruire un sistema di trasformazione digitale più accessibile, efficiente e attento alle esigenze dei cittadini. È quanto emerso dall’intervento dell’assessore regionale agli Affari generali, Personale, Riforme e Innovazione Digitale, Sebastian Cocco, durante il Festival delle Regioni 2026:

“La collaborazione fra le Regioni può dare alla trasformazione digitale una direzione comune e strumenti concreti di attuazione. Per la Sardegna significa rendere i servizi più accessibili, rafforzare le competenze delle amministrazioni e affrontare gli svantaggi legati all’insularità e alle distanze”.

Al centro del confronto il Manifesto per un sistema nazionale per la trasformazione digitale e l’Accordo interregionale per la sovranità digitale, due strumenti sui quali la Sardegna ha presentato indicazioni per migliorare il coordinamento istituzionale e rendere più efficaci gli interventi di innovazione.

Le priorità individuate riguardano il superamento degli svantaggi territoriali, il consolidamento dei progetti digitali già avviati e la definizione di regole condivise per l’impiego dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione.

Trasformazione Digitale, la Sardegna chiede attenzione all’insularità

La prima delle tre proposte di integrazione al Manifesto riguarda il riconoscimento delle difficoltà derivanti dalla condizione insulare.

La Regione chiede che le strategie nazionali per la digitalizzazione tengano esplicitamente conto dell’insularità, richiamando anche l’articolo 119 della Costituzione, e considerino gli effetti delle distanze geografiche e della distribuzione degli insediamenti sul territorio.

Per la Sardegna, infatti, l’accessibilità dei servizi pubblici digitali assume un’importanza particolare: la possibilità di completare pratiche e procedure a distanza può ridurre la necessità di spostamenti lunghi e onerosi.

La proposta sottolinea quindi l’esigenza di garantire connessioni affidabili, procedure amministrative semplici e strumenti di assistenza per le persone che incontrano maggiori difficoltà nell’utilizzo delle tecnologie.

L’obiettivo è evitare che la digitalizzazione produca nuove disparità, favorendo invece un accesso più equilibrato ai servizi pubblici.

Intelligenza artificiale, fondi per garantire continuità ai progetti regionali

La seconda proposta presentata dall’assessore Cocco riguarda la sostenibilità delle iniziative digitali già sperimentate dalle amministrazioni regionali.

La Sardegna suggerisce di destinare una quota del Fondo nazionale per l’intelligenza artificiale territoriale al consolidamento dei progetti che hanno già raggiunto una fase operativa.

L’intento è consentire alle amministrazioni di trasformare le sperimentazioni in servizi permanenti, evitando che le attività avviate si interrompano al termine dei finanziamenti iniziali.

Un’attenzione specifica viene riservata alla continuità degli interventi dopo la conclusione del PNRR, affinché le risorse impiegate possano generare benefici duraturi.

La proposta mira inoltre a favorire lo scambio di esperienze e soluzioni tecnologiche tra Regioni, permettendo ad altri territori di utilizzare modelli già sperimentati.

IA nella pubblica amministrazione, servono regole e responsabilità chiare

Il terzo contributo della Sardegna al Manifesto riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei procedimenti e nelle decisioni amministrative.

L’assessore Cocco ha proposto l’introduzione di linee guida comuni per motivare gli atti adottati con il supporto dell’IA, accompagnate da percorsi di formazione specifici per i dirigenti pubblici.

L’obiettivo è assicurare che le amministrazioni dispongano delle competenze necessarie per individuare le applicazioni più appropriate, analizzare i possibili rischi e controllare l’affidabilità dei risultati prodotti dai sistemi tecnologici.

Un aspetto centrale riguarda la responsabilità delle decisioni, che deve rimanere chiaramente individuabile anche quando vengono utilizzati strumenti di intelligenza artificiale.

La proposta punta quindi a promuovere un impiego consapevole delle nuove tecnologie, nel quale l’innovazione sia accompagnata da adeguate capacità di valutazione e controllo.

Sardegna, formazione digitale e un milione di euro per i cittadini

Durante il confronto, Cocco ha richiamato anche le iniziative già avviate dalla Regione per rafforzare le competenze digitali e accompagnare la diffusione dell’intelligenza artificiale.

Tra queste figurano la legge regionale sull’IA, l’attività dell’Osservatorio e i percorsi formativi realizzati attraverso FormaRAS.

Un ulteriore intervento riguarda la rete dei punti di facilitazione digitale, destinati a sostenere i cittadini nell’accesso e nell’utilizzo dei servizi online.

La legge di stabilità regionale 2026 prevede uno stanziamento di un milione di euro per consolidare e ampliare questa rete, rafforzando le opportunità di assistenza sul territorio.

Le iniziative si inseriscono in un percorso volto a migliorare la preparazione delle amministrazioni e a rendere gli strumenti digitali più facilmente utilizzabili dalla popolazione.

Sovranità digitale, infrastrutture condivise e sostegno ai piccoli Comuni

Un altro tema affrontato al Festival delle Regioni riguarda l’Accordo interregionale per la sovranità digitale, attraverso il quale le amministrazioni intendono rafforzare la collaborazione tecnologica.

La Sardegna ha individuato tre ambiti prioritari: condivisione delle infrastrutture, autonomia tecnologica e assistenza continuativa agli enti locali.

Particolare attenzione viene riservata ai piccoli Comuni, che possono incontrare maggiori difficoltà nella gestione delle infrastrutture informatiche e nell’acquisizione delle competenze specialistiche necessarie.

La cooperazione tra Regioni viene quindi considerata uno strumento per mettere a disposizione risorse e conoscenze comuni, migliorando la capacità delle amministrazioni di offrire servizi digitali affidabili.

L’Assessore Cocco ha sintetizzato il rapporto tra i due strumenti con una dichiarazione: “Il Manifesto può darci una direzione politica comune e l’Accordo può renderla concretamente percorribile”.

Festival delle Regioni 2026, verso una strategia digitale condivisa

Le proposte avanzate dalla Sardegna delineano un approccio alla digitalizzazione che unisce innovazione tecnologica, inclusione territoriale e responsabilità amministrativa.

Il riconoscimento degli svantaggi legati all’insularità, la stabilizzazione dei servizi dopo il PNRR e la definizione di criteri condivisi per l’utilizzo dell’IA rappresentano i principali contributi regionali al confronto nazionale.

L’obiettivo è costruire una strategia nella quale la collaborazione istituzionale possa tradursi in interventi concreti, migliorando la qualità dei servizi pubblici e rafforzando le competenze delle amministrazioni.

Per la Sardegna, il percorso passa soprattutto dalla capacità di rendere l’innovazione accessibile anche nei territori più distanti e nei Comuni di minori dimensioni, garantendo continuità agli investimenti e maggiore attenzione alle esigenze dei cittadini.

Foto: Regione Sardegna
Redazione

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