Un finanziamento superiore a 812mila euro per realizzare un nuovo servizio di accoglienza e integrazione destinato a nuclei familiari di origine straniera. È questo l’obiettivo dell’amministrazione comunale di Sassari, che ha avviato il percorso per partecipare a un avviso pubblico promosso dal ministero dell’Interno.
La giunta di Palazzo Ducale ha autorizzato la presentazione della candidatura per accedere alle risorse destinate ai progetti del Sistema di accoglienza e integrazione (Sai), nell’ambito della programmazione prevista per il prossimo biennio.
L’iniziativa punta a introdurre nel capoluogo turritano un servizio che, secondo quanto indicato dall’amministrazione, non risulta attualmente presente in città, a differenza di quanto avviene in alcuni territori limitrofi.
Il progetto prevede 25 posti di accoglienza ordinaria, riservati a famiglie straniere che potranno essere inserite in un percorso strutturato di assistenza e integrazione.
L’effettiva realizzazione dell’intervento dipenderà tuttavia dall’approvazione della candidatura e dalla successiva assegnazione delle risorse economiche richieste.
Venticinque posti nel progetto di Palazzo Ducale
La proposta elaborata dal Comune di Sassari si inserisce in una procedura nazionale finalizzata al finanziamento di nuovi interventi di accoglienza.
L’avviso del ministero dell’Interno riguarda fino a 2.402 posti complessivi, da attivare attraverso progetti presentati dagli enti interessati.
All’interno di questa programmazione, Palazzo Ducale ha scelto di candidarsi per un intervento di dimensioni definite, concentrato sull’accoglienza di nuclei familiari.
I 25 posti previsti rientrano nella categoria dell’accoglienza di carattere ordinario, una delle tipologie contemplate dal sistema Sai.
La scelta di rivolgersi alle famiglie determina l’impostazione generale della proposta comunale, che dovrà essere sviluppata secondo i requisiti stabiliti dall’avviso ministeriale.
Non si tratta, per il momento, di posti già disponibili o di un servizio operativo. La deliberazione della giunta rappresenta infatti il passaggio amministrativo necessario per partecipare alla procedura di finanziamento.
Solo in caso di esito favorevole sarà possibile procedere con l’attivazione concreta del progetto.
Come funziona il Sistema di accoglienza e integrazione
Il Sistema di accoglienza e integrazione, conosciuto con l’acronimo Sai, costituisce una rete nazionale di progetti territoriali realizzati con il coinvolgimento degli enti locali.
Il modello non si limita alla disponibilità di sistemazioni abitative, ma prevede servizi finalizzati ad accompagnare le persone accolte in percorsi di inclusione sociale.
A seconda delle caratteristiche dei progetti e delle condizioni dei beneficiari, le attività possono comprendere orientamento ai servizi territoriali, sostegno nell’accesso all’assistenza sanitaria, apprendimento della lingua italiana e accompagnamento verso l’autonomia.
L’obiettivo del sistema è favorire un’accoglienza organizzata e percorsi di integrazione, attraverso interventi coordinati sul territorio.
Nel caso di Sassari, la proposta riguarda specificamente la tipologia ordinaria e sarà destinata a nuclei familiari, secondo le condizioni di ammissione previste dalla normativa e dal bando.
Le modalità operative dovranno essere definite nella successiva fase progettuale, qualora il Comune ottenga il finanziamento.
Il Terzo Settore coinvolto nella gestione del servizio
Un elemento centrale della candidatura riguarda il modello organizzativo scelto dall’amministrazione comunale.
L’assessorato ai Diritti sociali, Inclusione e Pari opportunità sarà coinvolto nell’individuazione di un soggetto del Terzo Settore con cui sviluppare e gestire il progetto.
La selezione avverrà attraverso un procedimento a evidenza pubblica, finalizzato a garantire la partecipazione degli organismi interessati secondo le regole previste.
L’associazione individuata collaborerà con il Comune mediante un percorso di co-progettazione, che permetterà di definire le attività e l’organizzazione del servizio.
La partnership dovrà riguardare anche la successiva gestione dell’accoglienza, con una distribuzione delle responsabilità e delle funzioni stabilita nell’ambito del progetto.
Questa impostazione consentirà di coinvolgere realtà attive nel settore sociale, valorizzando le competenze necessarie per l’assistenza e l’accompagnamento dei beneficiari.
Anche questo percorso rimane collegato all’esito della candidatura e alla disponibilità effettiva delle risorse ministeriali.
Le risorse del Fondo asilo migrazione e integrazione
Il finanziamento al quale punta Palazzo Ducale proviene dal Fondo asilo migrazione e integrazione (Fami) 2021-2027, strumento destinato a sostenere interventi nel settore della migrazione, dell’accoglienza e dell’inclusione.
La somma prevista per il progetto sassarese supera 812mila euro, un importo che consentirebbe di strutturare il servizio nell’arco del biennio indicato dall’avviso.
L’assegnazione dei fondi non è però automatica. La partecipazione alla procedura ministeriale costituisce soltanto la prima fase del percorso.
La proposta dovrà essere esaminata secondo i criteri previsti dal bando e potrà essere finanziata soltanto in presenza delle condizioni richieste.
L’attivazione dei 25 posti resta quindi subordinata all’ottenimento dello stanziamento, senza il quale l’intervento non potrà essere realizzato nei termini programmati.
Un servizio di accoglienza finora assente a Sassari
Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa riguarda la possibilità di introdurre nel capoluogo un servizio che, secondo quanto emerge dalla proposta comunale, non è attualmente presente nella rete cittadina.
In altri centri vicini sono già state sviluppate esperienze legate al Sistema di accoglienza e integrazione, mentre Sassari punta ora a entrare nella programmazione attraverso un progetto rivolto alle famiglie straniere.
L’eventuale approvazione consentirebbe di ampliare gli strumenti territoriali dedicati all’accoglienza, coinvolgendo direttamente l’amministrazione e un soggetto del privato sociale.
La dimensione dell’intervento, fissata in 25 posti, permetterebbe di organizzare un servizio circoscritto e strutturato, da sviluppare nel rispetto delle disposizioni ministeriali.
L’iniziativa rappresenta inoltre un passaggio nella programmazione delle politiche sociali comunali, con particolare riferimento ai servizi destinati alle persone straniere che rientrano nei requisiti del sistema Sai.
I prossimi passaggi per l’attivazione del progetto
Dopo il via libera della giunta, l’amministrazione dovrà completare gli adempimenti necessari alla candidatura e procedere secondo le scadenze stabilite dall’avviso pubblico.
Il percorso comprenderà anche l’individuazione del partner del Terzo Settore attraverso la procedura prevista, con cui definire il modello di accoglienza da proporre.
La decisione definitiva sull’attivazione del servizio dipenderà dal ministero dell’Interno e dall’assegnazione delle risorse richieste.
In caso di approvazione, Sassari potrebbe quindi disporre di 25 posti destinati all’accoglienza ordinaria di nuclei familiari stranieri, finanziati nell’ambito della programmazione Fami 2021-2027.
Per il momento, la deliberazione di Palazzo Ducale segna l’avvio di un percorso amministrativo che potrebbe portare in città un nuovo servizio di integrazione e assistenza, attraverso la collaborazione tra ente pubblico e Terzo Settore.
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