Il caro energia resta una delle principali difficoltà per le piccole e medie imprese sarde. È uno dei temi emersi durante la 22ª edizione della “Energies and Sustainability Confartigianato High School”, organizzata a Chia, nel territorio di Domus de Maria, con oltre 700 delegati provenienti da tutta Italia.
L’appuntamento promosso da Confartigianato Imprese Sardegna e dai consorzi energia Caem, CEnPI e Multienergia è dedicato al confronto su energia, sostenibilità, geopolitica, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e competitività delle imprese.
I costi energetici frenano le imprese
Secondo i dati presentati da Confartigianato Sardegna, le imprese dell’Isola hanno sostenuto negli ultimi dodici mesi circa 103 milioni di euro di costi aggiuntivi per l’energia elettrica rispetto alla media europea.
A incidere ulteriormente è il peso fiscale presente nelle bollette: il carico risulta superiore del 47,4% rispetto alla media dell’Unione europea, con effetti diretti sui costi di produzione e sulla capacità competitiva delle aziende.
A livello provinciale, il maggiore extracosto in Sardegna riguarda il territorio di Cagliari con 37 milioni di euro, seguito da Sassari-Gallura con 29 milioni, Sud Sardegna con 18 milioni, Nuoro con 11 milioni e Oristano con 7 milioni.
Il confronto nazionale
Durante la convention sono stati analizzati anche i dati generali sul sistema energetico italiano.
Secondo Confartigianato, le micro e piccole imprese italiane pagano complessivamente circa 3,7 miliardi di euro in più rispetto alla media europea per l’elettricità.
Una piccola impresa italiana sostiene un costo dell’energia pari a 25,99 centesimi per kilowattora, contro una media europea di 22,04 centesimi, con un differenziale del 17,9%.
Il presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli ha evidenziato la necessità di intervenire sul sistema fiscale e sui meccanismi che incidono sulle bollette, chiedendo maggiore equilibrio tra le diverse categorie di consumatori.
La transizione energetica al centro del dibattito
La discussione ha riguardato anche il futuro del modello energetico.
La presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha sottolineato la necessità di una transizione costruita con il coinvolgimento dei territori e delle comunità.
“Una transizione energetica costruita insieme alle comunità e alle persone è una transizione che dura”, ha dichiarato Todde, evidenziando l’importanza di una produzione diffusa e dell’autoconsumo.
La presidente ha spiegato che la Sardegna punta a raggiungere 6,2 gigawatt entro il 2030, ma che gli investimenti devono produrre benefici concreti per cittadini e imprese.
Secondo Todde, la Regione ha stanziato un miliardo di euro tra fondi europei, FSC, risorse nazionali e regionali per sostenere investimenti, autoconsumo e infrastrutture energetiche.
Soluzioni per la competitività
Nel confronto sono intervenuti anche rappresentanti istituzionali come il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e l’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.
Il tema comune è stato quello della necessità di trovare soluzioni strutturali per ridurre i costi energetici e accompagnare la trasformazione del sistema produttivo.
Per le imprese sarde, però, resta centrale la questione dei maggiori costi legati alla condizione insulare: oltre all’energia pesano infatti anche carburanti e logistica, elementi che incidono sulla competitività rispetto ad altri territori.
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