Paulilatino, convalidato il fermo di Salvatore Mattu: resta in carcere per tentato omicidio

Il sessantenne ha colpito con la benna del trattore un agricoltore 49enne, causandogli gravi lesioni alle gambe. Convalidato il fermo dal gip di Oristano.

carabinieri

Il Tribunale di Oristano ha convalidato oggi il fermo di Salvatore Mattu, il sessantenne accusato di tentato omicidio dopo un violento scontro avvenuto mercoledì scorso nelle campagne di Paulilatino. Il giudice per le indagini preliminari ha deciso che Mattu resterà in carcere, ritenendo sussistente il rischio di reiterazione del reato.

La ricostruzione dell’aggressione

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, l’episodio è scaturito da una lite tra Mattu e l’agricoltore Giovanni Casula, di 49 anni, per l’uso di una stradina di campagna in località Funtana Sassu. La vittima stava percorrendo la strada a bordo della propria auto per recarsi presso un’azienda agricola quando è stato bloccato dal mezzo agricolo guidato da Mattu.

Il sessantenne avrebbe posizionato il trattore di traverso sulla carreggiata, fermando la marcia dell’auto di Casula. In un crescendo di tensione, Mattu ha tentato di ribaltare il veicolo con la benna del trattore, costringendo l’agricoltore a uscire dall’auto per evitare il peggio. Tuttavia, invece di fermarsi, Mattu ha innestato la retromarcia per poi avanzare nuovamente, incastrando Casula tra la benna e il veicolo.

Gravi lesioni alle gambe per la vittima

La violenza dell’attacco ha causato a Giovanni Casula gravi lesioni agli arti inferiori. Colpito ripetutamente con la benna del trattore, l’agricoltore è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale, dove i medici hanno riscontrato lesioni multiple alle gambe, tali da richiedere un intervento chirurgico. Le condizioni di Casula sono apparse subito serie, ma attualmente non è in pericolo di vita.

Decisione del giudice: convalidato il fermo e carcere per Mattu

Il gip del Tribunale di Oristano ha deciso di convalidare il fermo di Salvatore Mattu, ritenendo che sussistano i requisiti per mantenere il sessantenne in carcere. Il giudice ha sottolineato la pericolosità sociale dell’uomo e il rischio che possa commettere nuovamente atti violenti. La scelta di negare i domiciliari è stata motivata anche dalla gravità delle accuse, che comprendono tentato omicidio.

Redazione

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