Sardegna a fuoco, Coldiretti stima danni agricoli superiori a 10 milioni

L’associazione chiede interventi immediati e una task force per le aziende colpite

incendio vigili del fuoco

La Sardegna affronta un’emergenza incendi senza precedenti che sta mettendo a dura prova agricoltura e allevamento. Secondo una prima stima di Coldiretti Sardegna, i danni provocati dai roghi rischiano di superare i 10 milioni di euro già a metà luglio. La situazione, pur parziale, evidenzia una devastazione che interessa pascoli, colture, allevamenti e strutture aziendali.

Il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu, ha sottolineato l’urgenza di un intervento: “Le aziende non possono attendere – le prime verifiche ci consegnano un quadro pesantissimo e il rischio concreto è che il conto superi i 10 milioni di euro”. Il direttore Luca Saba ha aggiunto che servono risorse immediate e una task force regionale per assistere gli imprenditori nella gestione dell’emergenza e nella successiva ripartenza.

Le fiamme hanno colpito migliaia di ettari di pascoli e colture, distruggendo capannoni, scorte di foraggio e compromettendo allevamenti ovini, bovini e apistici. Secondo i dati del Corpo Forestale e della Regione, sino ad oggi si contano circa 1.200 incendi, con oltre 5 mila ettari in fumo, segnando un +25% rispetto alla media decennale. Le ultime ore hanno aggravato ulteriormente il bilancio, con roghi segnalati tra Noragugume, Sedilo, Ottana e il Sulcis.

A peggiorare la situazione contribuisce un clima rovente e persistenti ondate di calore, che aumentano il rischio di nuovi incendi e amplificano gli effetti devastanti sui territori già colpiti. Coldiretti chiede dunque al Consiglio regionale di sfruttare il prossimo assestamento di bilancio per potenziare la misura SRD06 – Investimenti per la prevenzione e il ripristino del potenziale produttivo agricolo, prevista dalla PAC 2023-2027.

Inoltre, la creazione di una task force operativa permetterebbe di accelerare le ricognizioni, supportare le imprese nelle procedure burocratiche e ridurre i tempi per il ripristino delle attività produttive. Come evidenziano Cualbu e Saba: “Servono scelte politiche rapide e coraggiose con un’azione straordinaria che permetta alle aziende di ripartire nel più breve tempo possibile. Sostenere oggi gli agricoltori e gli allevatori significa difendere il presidio del territorio”.

Il rischio è che, senza interventi immediati, alle perdite provocate dal fuoco si sommino i ritardi burocratici, aggravando ulteriormente la crisi del settore agricolo sardo.

Redazione

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