La crisi del sistema idrico del Posada porta a un nuovo provvedimento restrittivo. Al termine del tavolo di crisi riunito negli uffici della Presidenza della Regione Sardegna, in viale Trento a Cagliari, la Direzione Generale dell’Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna ha disposto la chiusura delle diramazioni della rete idrica consortile gestita dal Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale.
La misura è stata adottata alla luce della situazione del bacino e dell’assenza di precipitazioni sufficienti a garantire l’apporto d’acqua atteso nella diga.
Le eccezioni previste dal provvedimento
La chiusura riguarderà le diramazioni della rete, con alcune eccezioni specifiche.
Resteranno operative le sole condotte necessarie all’alimentazione degli impianti di potabilizzazione gestiti da Abbanoa.
Saranno inoltre mantenuti attivi gli idranti e le prese indispensabili per permettere l’approvvigionamento attraverso autobotti delle aziende, limitatamente all’acqua destinata al benessere degli animali.
Il provvedimento interviene quindi direttamente sulla gestione della risorsa disponibile, in una fase nella quale il sistema idrico del Posada deve fare i conti con livelli di disponibilità considerati insufficienti.
Guiso: “Un provvedimento obbligato”
Il presidente del Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale, Ambrogio Guiso, definisce la decisione una conseguenza inevitabile dell’attuale situazione.
“In assenza di piogge, o meglio, in assenza dell’apporto sperato in diga, questo è un provvedimento obbligato”, commenta Guiso.
Il presidente del Consorzio allarga però la riflessione alla programmazione delle risorse idriche nel territorio della Sardegna centro orientale.
“L’amara constatazione che nulla si è fatto, nulla si è programmato: siamo davanti all’ennesimo grave disagio davanti a un bacino che non arriva nemmeno a 30 milioni di metri cubi d’acqua (una volta terminati i lavori), e che risponde alla soddisfazione di un fabbisogno solo annuale di questo territorio”.
Secondo Guiso, il problema rischia quindi di ripresentarsi ciclicamente se non verranno individuate soluzioni strutturali.
“Ciclicamente, è facile prevederlo, sarà così, ma questo lo diciamo da anni senza essere ascoltati. Occorre una soluzione, occorre una programmazione anche valutando le proposte concrete che vengono da questo Consorzio. Quindi c’è bisogno che la politica dia una risposta e programmi il futuro della Sardegna centro orientale”.
Autobotti per aziende agricole e case sparse
Parallelamente alle restrizioni sulla rete, è già partita l’organizzazione per garantire l’approvvigionamento attraverso le autobotti.
L’intervento viene coordinato dal Consorzio di Bonifica insieme ai Comuni del territorio.
Il Consorzio si occuperà della distribuzione a aziende agricole e agriturismi, mentre ai Comuni spetterà l’approvvigionamento delle case sparse.
Una macchina organizzativa che punta a garantire almeno le necessità essenziali delle attività e delle abitazioni che non possono contare sulle normali modalità di approvvigionamento.
“Anche in questo caso, con grande spirito di collaborazione e avendo bene a conoscenza come è strutturato il territorio, siamo noi come consorzio a dare un aiuto in questa grave situazione”, conclude Guiso.
Una situazione che richiede programmazione
Il provvedimento sulla rete idrica del Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale fotografa quindi una situazione di emergenza legata alla disponibilità della risorsa nel sistema del Posada.
Nel breve periodo, la priorità è garantire l’acqua necessaria agli impianti di potabilizzazione, al consumo legato al benessere animale e alle utenze più difficili da raggiungere attraverso la distribuzione con autobotti.
Per il Consorzio, tuttavia, la gestione dell’emergenza non può rappresentare la soluzione definitiva. La richiesta rivolta alla politica è quella di avviare una programmazione strutturale delle risorse idriche per evitare che situazioni analoghe possano ripetersi con cadenza ciclica.
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