La revisione dello Statuto speciale della Sardegna torna al centro del confronto istituzionale tra Stato e Regioni. In occasione della quinta edizione del Festival delle Regioni 2026, in corso a Firenze, dal 25 al 27 Ottobre, la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha chiesto ieri al Governo di avviare il tavolo bilaterale per aggiornare le norme che disciplinano l’autonomia dell’Isola, stabilendo un programma di lavoro e scadenze precise.
La richiesta è stata avanzata durante l’incontro pubblico “Un percorso Speciale”, dedicato alle prospettive delle autonomie speciali e agli strumenti necessari per renderle pienamente operative.
Secondo la Presidente Todde, l’attuale assetto autonomistico deve essere adeguato alle esigenze contemporanee, assicurando alla Regione competenze e risorse coerenti con le responsabilità esercitate. L’obiettivo è garantire ai cittadini sardi servizi, diritti e opportunità equivalenti a quelli disponibili nel resto del territorio nazionale, tenendo conto delle particolari condizioni geografiche ed economiche dell’Isola.
Revisione dello Statuto, la richiesta al Governo
Il principale punto sollevato dalla presidente riguarda la necessità di avviare formalmente il confronto con il Governo sulla riforma dello Statuto della Sardegna, risalente al 1948.
La Regione aveva già presentato una richiesta ufficiale di apertura del tavolo bilaterale il 5 novembre 2024, ma, secondo quanto riferito da Todde, non è ancora arrivata una convocazione.
La presidente ha quindi ribadito l’esigenza di definire un percorso istituzionale che permetta di affrontare concretamente la revisione delle competenze regionali, senza ulteriori rinvii.
«Non ci devono essere autonomie di serie A e di serie B, ma devono essere tutte compiute. La domanda che ci poniamo è: quali strumenti dobbiamo avere per attuare realmente l’autonomia della Sardegna? Chiediamo al Governo di convocare il tavolo bilaterale per la revisione dello Statuto della Sardegna. Definendo un percorso e tempi certi che consentano di arrivare a risultati concreti entro tempi certi», ha dichiarato la Pres. Todde, sottolineando l’importanza di assicurare a tutte le Regioni a statuto speciale pari opportunità di confronto con lo Stato.
La questione, secondo la presidente, non riguarda soltanto il riconoscimento formale dell’autonomia, ma soprattutto la disponibilità degli strumenti necessari per esercitarla efficacemente.
Chiediamo al Governo di convocare il tavolo bilaterale per la revisione dello Statuto della Sardegna. Definendo un percorso e tempi certi che consentano di arrivare a risultati concreti entro tempi certi
Autonomia speciale, più competenze e risorse per la Sardegna
Nel suo intervento, Todde ha richiamato il significato costituzionale dell’autonomia speciale, evidenziando come questa debba rispondere alle caratteristiche storiche, territoriali e geografiche delle diverse Regioni.
«La specialità non è un privilegio concesso ad alcuni territori. È una risposta che la nostra Costituzione ha voluto dare alle differenze storiche e geografiche che caratterizzano il nostro Paese», ha affermato la presidente.
La revisione dello Statuto dovrebbe quindi consentire alla Sardegna di disporre di maggiori strumenti amministrativi, normativi e finanziari per affrontare le principali criticità del territorio.
Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento del sistema sanitario, la garanzia dei collegamenti con il resto d’Italia, la gestione della transizione energetica e le politiche per contrastare lo spopolamento.
L’aggiornamento delle norme autonomistiche viene inoltre considerato un passaggio necessario per ridurre le disuguaglianze territoriali e migliorare l’accesso ai servizi pubblici.
Sanità, il nodo delle risorse e delle responsabilità regionali
Uno dei temi centrali della proposta riguarda la gestione della sanità in Sardegna, un settore che presenta particolari esigenze organizzative legate alla distribuzione della popolazione e alle caratteristiche del territorio.
Dal 2007, come ricordato dalla presidente, il servizio sanitario regionale è finanziato integralmente attraverso il bilancio della Sardegna.
Per la Governatrice regionale Todde, questa responsabilità economica dovrebbe essere accompagnata da poteri adeguati per organizzare e amministrare il sistema sanitario in funzione delle necessità locali:
«Se una Regione è chiamata a sostenere integralmente il costo di un servizio, deve poter disporre degli strumenti necessari per organizzarlo secondo le caratteristiche del proprio territorio, nel rispetto delle garanzie nazionali».
La richiesta punta quindi a definire un rapporto più equilibrato tra obblighi finanziari, competenze decisionali e autonomia organizzativa, mantenendo le tutele previste a livello nazionale.
Continuità territoriale e insularità, servono interventi concreti
Un altro punto fondamentale riguarda la continuità territoriale della Sardegna, considerata essenziale per assicurare collegamenti e opportunità ai cittadini e alle imprese dell’Isola.
Todde ha richiamato la necessità di tradurre il riconoscimento costituzionale dell’insularità in misure operative, sostenute da risorse e interventi specifici.
L’obiettivo è affrontare gli svantaggi derivanti dalla condizione geografica della Sardegna, garantendo una maggiore accessibilità ai servizi e ai collegamenti con il territorio nazionale.
La revisione dello Statuto viene quindi indicata come uno degli strumenti attraverso cui rafforzare la capacità della Regione di intervenire sulle problematiche legate alla distanza geografica.
Transizione energetica e tutela del territorio
Nel confronto sulle competenze regionali trova spazio anche la transizione energetica, considerata una delle principali sfide per il futuro economico e ambientale della Sardegna.
Secondo la presidente, la Regione deve poter esercitare un ruolo effettivo nella gestione dei processi di trasformazione del sistema energetico, conciliando gli obiettivi di sviluppo con la protezione del paesaggio.
L’aggiornamento dello Statuto dovrebbe contribuire a rafforzare la capacità decisionale dell’amministrazione regionale, assicurando che i cambiamenti nel settore energetico producano benefici concreti per la popolazione e per il sistema imprenditoriale.
La posizione espressa da Todde punta dunque a collegare la transizione energetica alle esigenze economiche e sociali del territorio, attraverso un maggiore coinvolgimento delle istituzioni regionali.
Spopolamento e disuguaglianze, le sfide dell’autonomia
Tra gli obiettivi della riforma rientra anche il contrasto allo spopolamento e alle differenze nell’accesso ai servizi e alle opportunità.
Per la presidente, il rafforzamento dell’autonomia deve partire dalle necessità quotidiane delle persone e dalla capacità delle istituzioni di offrire risposte adeguate alle comunità locali.
La revisione statutaria non dovrebbe quindi limitarsi a una ridefinizione formale delle attribuzioni regionali, ma tradursi in strumenti concreti per migliorare le condizioni di vita e sostenere lo sviluppo dell’Isola.
In questa prospettiva, il tema dell’autonomia si collega direttamente alla coesione sociale e territoriale, con l’obiettivo di ridurre gli svantaggi che incidono sulle prospettive delle comunità sarde.
Un percorso condiviso con Comuni, università e parti sociali
La presidente ha inoltre sottolineato l’importanza di costruire un processo di revisione che coinvolga le principali istituzioni e rappresentanze del territorio.
Il confronto dovrà comprendere il Consiglio regionale della Sardegna, le amministrazioni comunali, le università e le parti sociali, così da elaborare una proposta capace di rappresentare le diverse esigenze dell’Isola.
L’intenzione è arrivare a una riforma attraverso un percorso partecipato, nel quale la ridefinizione dei rapporti tra Stato e Regione sia accompagnata da obiettivi concreti e condivisi.
«Oggi difendere la specialità significa avere il coraggio di aggiornarla. Significa costruire un rapporto più equilibrato tra competenze, responsabilità e risorse», ha concluso Todde.
La richiesta avanzata al Festival delle Regioni di Firenze riporta così al centro dell’agenda istituzionale la necessità di aggiornare l’autonomia speciale della Sardegna.
Il prossimo passaggio auspicato dalla presidente è la convocazione del tavolo bilaterale con il Governo, per avviare un negoziato con tempi definiti e individuare le modifiche necessarie a rendere lo Statuto più rispondente alle esigenze attuali della Regione.
Foto: Regione Sardegna
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