Porto Torres, tensione al porto: migranti senza documenti tentano di imbarcarsi

Momenti di tensione alla stazione marittima Nino Pala, dove alcuni giovani migranti hanno chiesto biglietti senza disporre di documenti validi. Segnalati tentativi di superare i varchi e salire sui camion. Intervengono carabinieri e vigilanza portuale

migranti

Momenti di tensione nel porto commerciale di Porto Torres, dove alcuni gruppi di migranti hanno tentato di ottenere biglietti per lasciare la Sardegna senza essere in possesso dei documenti di riconoscimento richiesti dalle compagnie di navigazione.

Gli episodi si sono verificati nei giorni scorsi all’interno della stazione marittima Nino Pala, dove gli operatori delle agenzie di viaggio hanno dovuto affrontare situazioni di particolare difficoltà, culminate nella richiesta di intervento delle forze dell’ordine.

Secondo quanto riferito dal personale, alcuni giovani si sarebbero presentati agli sportelli mostrando soltanto fogli con fotografie allegate, privi di elementi identificativi sufficienti per il rilascio dei titoli di viaggio.

Di fronte all’impossibilità di procedere con l’emissione dei biglietti, alcuni avrebbero reagito con insistenza, alzando la voce e assumendo atteggiamenti ritenuti minacciosi dagli addetti.

La vicenda riporta l’attenzione sulla gestione dei flussi migratori nei porti del nord Sardegna, dopo le criticità segnalate anche a Olbia.

Minacce verbali agli operatori, richiesto l’intervento delle forze dell’ordine

Le maggiori difficoltà si sarebbero registrate presso gli sportelli delle agenzie marittime, dove il personale è tenuto a verificare l’identità dei passeggeri prima dell’emissione dei biglietti.

In assenza di documenti validi, gli operatori non hanno potuto autorizzare le procedure necessarie per l’imbarco.

Secondo le testimonianze raccolte, alcuni migranti avrebbero reagito ai dinieghi con aggressioni verbali e comportamenti intimidatori, provocando preoccupazione tra i dipendenti.

A raccontare quanto accaduto è Antonio Delrio, operatore dell’agenzia marittima Tirrenia, che ha spiegato le ragioni della richiesta di assistenza alle autorità.

«Siamo stati costretti a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine, per una questione di sicurezza del personale che opera negli uffici della stazione», ha dichiarato.

L’intervento si è reso necessario per gestire le tensioni e tutelare gli addetti impegnati nelle attività di biglietteria.

Dai centri di accoglienza del sud Sardegna ai porti del nord

I giovani coinvolti negli episodi segnalati sarebbero prevalentemente di origine algerina e farebbero parte di gruppi arrivati recentemente sulle coste sarde.

Dopo lo sbarco, alcuni erano stati ospitati nelle strutture di accoglienza di Monastir e dell’area cagliaritana, prima di raggiungere gli scali marittimi settentrionali.

Secondo le informazioni disponibili, una parte di queste persone avrebbe deciso di lasciare volontariamente la Sardegna, mentre altre avrebbero ricevuto provvedimenti di allontanamento.

Per raggiungere la penisola, i migranti si sarebbero quindi diretti verso i porti di Porto Torres e Olbia, cercando di acquistare un biglietto per le navi in partenza.

L’ostacolo principale è rappresentato dalla mancanza di documenti di riconoscimento accettati dalle compagnie, circostanza che impedisce agli operatori di completare le procedure di viaggio.

La situazione avrebbe provocato ripetuti confronti agli sportelli, con episodi di tensione nei casi in cui il personale ha comunicato l’impossibilità di rilasciare i biglietti.

Tentativi di superare i controlli e salire sui mezzi pesanti

Le criticità non si sarebbero limitate agli uffici delle compagnie di navigazione.

All’interno dell’area portuale, alcuni migranti avrebbero tentato di oltrepassare i varchi di accesso riservati alle operazioni di imbarco, nonostante l’assenza dei necessari titoli di viaggio.

Sono stati segnalati anche tentativi di salire sui mezzi pesanti in attesa di essere caricati sulle navi.

Si tratta di comportamenti che hanno richiesto un intervento immediato per impedire accessi non autorizzati nelle zone operative dello scalo commerciale.

A fermare i tentativi sono stati i carabinieri della compagnia di Porto Torres e gli addetti alla vigilanza portuale, intervenuti per garantire il rispetto delle procedure di accesso.

La presenza di camion in movimento e di aree destinate alle attività commerciali rende particolarmente importante il controllo degli ingressi, anche per la sicurezza delle persone presenti nello scalo.

Gli operatori chiedono maggiore vigilanza alla stazione Nino Pala

Dopo gli episodi segnalati, il personale delle agenzie marittime ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare le misure di protezione negli spazi destinati al pubblico.

La richiesta riguarda soprattutto una presenza stabile di personale di vigilanza, in grado di intervenire tempestivamente in caso di nuovi comportamenti aggressivi o tentativi di accesso non autorizzato.

Secondo gli operatori, le difficoltà emerse nei giorni scorsi non dovrebbero essere considerate episodi da sottovalutare, perché incidono sulle condizioni nelle quali vengono svolte le attività lavorative.

«Una situazione che deve essere presa in seria considerazione con la presenza di un servizio di guardiania necessaria a garantire la tutela degli operatori che lavorano con rischi e pericoli che ne conseguono», è la richiesta avanzata dagli addetti.

L’obiettivo è assicurare un presidio adeguato negli ambienti della stazione marittima, evitando che il personale delle biglietterie debba affrontare autonomamente situazioni di tensione.

Sicurezza portuale e documenti, resta aperto il problema degli imbarchi

Gli episodi registrati a Porto Torres evidenziano una difficoltà legata alla possibilità, per alcune persone arrivate recentemente in Sardegna, di proseguire il viaggio verso altre destinazioni.

Da una parte ci sono i migranti che cercano di lasciare l’Isola; dall’altra, le compagnie di navigazione devono rispettare le procedure previste per l’identificazione dei passeggeri.

La mancanza di documentazione adeguata impedisce l’emissione dei biglietti e può determinare situazioni di conflitto, come quelle denunciate dagli operatori della stazione Nino Pala.

Le condotte aggressive e i tentativi di superare i controlli segnalati riguardano specifici episodi e non possono essere estesi indistintamente alle persone migranti presenti sul territorio.

La richiesta principale del personale portuale resta il rafforzamento della sicurezza, attraverso servizi di vigilanza capaci di garantire la regolarità delle operazioni di imbarco e la tutela dei lavoratori.

Dopo l’intervento dei carabinieri e delle guardie portuali, l’attenzione rimane concentrata sulla gestione degli accessi allo scalo commerciale e sulle misure necessarie per prevenire ulteriori tensioni.

Redazione

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