Aeroitalia lascia la continuità territoriale in Sardegna: è scontro sul futuro dei voli

L'annuncio della compagnia, che punta a interrompere le operazioni entro gennaio, apre una nuova emergenza per i collegamenti aerei dell'Isola.

Aeroitalia ha annunciato l’intenzione di abbandonare i collegamenti da e per l’Isola entro gennaio, aprendo un confronto con la Regione sui costi di gestione delle rotte e sulle compensazioni economiche.

Alla base della decisione, comunicata dall’amministratore delegato Gaetano Intrieri, c’è soprattutto il caro carburante. Secondo la compagnia, l’aumento del prezzo del jet fuel ha prodotto un extracosto di 18,4 milioni di euro, a fronte di appena 2,6 milioni riconosciuti da Regione ed Enac per il periodo aprile-settembre. Una differenza che il vettore considera insostenibile.

Aeroitalia ha comunque assicurato che continuerà a garantire regolarmente il servizio durante i prossimi mesi, senza escludere una futura partecipazione ai nuovi bandi.

L’assessora regionale ai Trasporti Barbara Manca ha cercato di tranquillizzare i passeggeri, ricordando che la continuità territoriale è un diritto garantito da un decreto ministeriale e non dipende da una singola compagnia.

In caso di conferma dell’uscita di Aeroitalia, la Regione attiverà le procedure necessarie per individuare un nuovo operatore e assicurare la prosecuzione dei collegamenti.

Manca ha inoltre rivendicato gli interventi dell’amministrazione, ricordando lo stanziamento di 10 milioni di euro per fronteggiare l’aumento straordinario dei costi del carburante. Risorse destinate a sostenere i vettori, tutelare le tariffe e salvaguardare i posti di lavoro.

La possibile interruzione dei voli preoccupa il comparto economico e turistico. Fausto Mura, presidente di Federalberghi Sud Sardegna, ha chiesto interventi immediati e tempi certi per l’erogazione dei ristori, evidenziando il rischio che le difficoltà finanziarie possano compromettere anche il turismo invernale.

Dura anche la posizione della UilTrasporti Sardegna. La segretaria generale aggiunta Elisabetta Manca ha chiesto ad Aeroitalia di rispettare i sei mesi di preavviso, senza ridurre unilateralmente le frequenze. Al tempo stesso, ha sollecitato Regione, Ministero ed Enac ad accelerare le procedure per individuare un eventuale nuovo vettore, tutelando tutti i lavoratori coinvolti, compresi quelli dei servizi aeroportuali.

L’annuncio ha provocato anche la reazione delle opposizioni. Michele Pais, esponente della Lega ed ex presidente del Consiglio regionale, ha definito la situazione una delle più gravi crisi dei trasporti mai affrontate dalla Sardegna, chiedendo alla presidente Alessandra Todde di assumere direttamente la delega al settore.

Critiche anche da Forza Italia, con Pietro Pittalis e Marco Tedde, che accusano la giunta di non essere intervenuta tempestivamente nonostante i precedenti allarmi sul caro carburante.

Alessandro Sorgia e Stefano Schirru hanno invece sottolineato i rischi per il diritto alla mobilità dei cittadini, chiedendo chiarimenti sulle alternative disponibili in caso di abbandono anticipato della compagnia.

A complicare la vicenda sono anche i vincoli normativi. Secondo l’analista Sandro Usai, il bando era stato elaborato considerando un costo del carburante di circa 630 euro a tonnellata, mentre Aeroitalia avrebbe sostenuto una spesa media di 1.460 euro.

L’analista evidenzia inoltre le difficoltà nell’erogazione dei ristori sulle rotte operate senza compensazione, a causa delle norme europee sugli aiuti di Stato. Tra le possibili soluzioni indica l’adeguamento tariffario previsto dal decreto ministeriale 213, che avrebbe comportato aumenti limitati per i passeggeri.

Resta infine il problema dei possibili sostituti. Ita Airways è impegnata in una fase di riorganizzazione, mentre Volotea deve fare i conti con vincoli autorizzativi.

Nelle prossime settimane Regione e Aeroitalia torneranno a confrontarsi per cercare una soluzione. L’obiettivo sarà evitare interruzioni dei collegamenti e garantire ai residenti la possibilità di raggiungere regolarmente i principali aeroporti nazionali. La mancanza di alternative immediate rende infatti particolarmente delicata una crisi che coinvolge non soltanto il trasporto aereo, ma anche turismo, lavoro e servizi essenzia

Redazione

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