Siap Cagliari contro la manovra: «Rischio precariato di Stato nella sicurezza»

Il sindacato di polizia contesta le risorse destinate agli ausiliari delle forze dell'ordine senza nuove assunzioni strutturali. Nel mirino anche previdenza, pensioni e mancato confronto con le parti sociali.

La nuova manovra finanziaria finisce nel mirino del Siap Cagliari, che esprime forti perplessità sulle scelte del governo in materia di sicurezza e difesa. Al centro della contestazione c’è soprattutto il rischio di creare un sistema di precariato istituzionalizzato all’interno delle forze dell’ordine, ricorrendo a personale ausiliario senza garantire percorsi professionali stabili e adeguate tutele.
La posizione del sindacato territoriale riprende le considerazioni espresse dal segretario generale nazionale Giuseppe Tiani dopo la presentazione del provvedimento. Secondo il Siap, le misure previste non affrontano le principali criticità che da tempo interessano il comparto sicurezza, a partire dalla carenza di organici e dalle prospettive occupazionali delle nuove generazioni.
La scelta di destinare finanziamenti agli ausiliari della riserva volontaria di polizia e carabinieri viene giudicata insufficiente se non accompagnata da un piano strutturale di assunzioni. Il sindacato chiede infatti di intervenire anche sui limiti imposti dalla legge Madia, che continuano a condizionare le possibilità di rafforzamento degli organici.
Per il Siap, la sicurezza dei cittadini non può essere affidata a soluzioni temporanee, ma necessita di professionisti adeguatamente formati, tutelati e inseriti stabilmente nelle amministrazioni dello Stato.

Il precedente di Strade sicure e le incertezze per i volontari

Una delle questioni maggiormente contestate riguarda la diversa impostazione adottata per carabinieri e polizia di Stato. Nel caso dell’Arma, il provvedimento definisce alcuni aspetti fondamentali, tra cui requisiti di reclutamento, durata della ferma e trattamento economico. Per la polizia di Stato, invece, vengono previste risorse finanziarie senza una disciplina altrettanto precisa. Funzioni, modalità operative e garanzie per il personale sarebbero infatti demandate a successivi interventi normativi.
Una situazione che, secondo il sindacato, rischia di lasciare i futuri volontari in una condizione di forte incertezza. Il timore è che si riproponga uno scenario già conosciuto con i volontari in ferma prefissata (Vfp1 e Vfp4), impiegati nell’operazione Strade sicure.
Quella esperienza, avviata quando Ignazio La Russa ricopriva l’incarico di ministro della Difesa, rappresenta per il Siap un precedente da non ripetere. Il ricorso a personale volontario senza prospettive certe di stabilizzazione, secondo l’organizzazione sindacale, rischia infatti di alimentare aspettative professionali che non trovano un adeguato riscontro nelle successive opportunità lavorative.
Il problema non riguarda soltanto le modalità di reclutamento, ma anche il futuro dei giovani che scelgono di mettersi al servizio dello Stato. Senza garanzie contrattuali e prospettive concrete, il rischio è quello di costruire un modello fondato su rapporti temporanei, anziché investire sul consolidamento degli organici.

Previdenza delle forze dell’ordine, manca un sostegno per le nuove generazioni

Le critiche del Siap Cagliari si estendono anche al capitolo previdenziale. Tra le principali carenze individuate dal sindacato figura l’assenza di un’integrazione economica destinata alla previdenza dedicata delle forze dell’ordine.
Si tratta di una misura considerata particolarmente importante per il personale più giovane, che deve poter contare su strumenti adeguati per costruire una posizione pensionistica coerente con le specificità del servizio svolto.
Un altro elemento di preoccupazione riguarda la rivalutazione parziale dei trattamenti pensionistici. Una scelta che, secondo il sindacato, rischia di penalizzare chi ha trascorso decenni nelle amministrazioni pubbliche, versando regolarmente i contributi e maturando il diritto a una pensione adeguata.
La riduzione del potere d’acquisto rappresenta un problema concreto per molti pensionati, soprattutto in una fase caratterizzata dall’aumento del costo della vita. Il Siap considera iniquo intervenire sulle pensioni senza garantire una rivalutazione capace di tutelare pienamente il valore dei trattamenti nel tempo.
Il giudizio sulla manovra non è tuttavia completamente negativo. Il sindacato riconosce infatti alcuni aspetti favorevoli, tra cui gli interventi a sostegno della natalità e la riduzione dell’Irpef per il ceto medio.
Queste misure, pur valutate positivamente, non sarebbero però sufficienti a compensare le difficoltà economiche che interessano il personale in servizio e quello in quiescenza. Stipendi e pensioni continuano infatti a essere considerati troppo bassi rispetto all’attuale costo della vita.

Il mancato confronto con i sindacati nel mirino delle critiche

Oltre ai contenuti economici e previdenziali, il Siap contesta anche il metodo seguito nella predisposizione della manovra. Secondo l’organizzazione sindacale, le decisioni relative agli ausiliari della riserva volontaria e alla previdenza integrativa sarebbero state adottate senza un adeguato coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori.
Il mancato confronto viene interpretato come un segnale di chiusura su questioni particolarmente delicate per il futuro del comparto sicurezza. Una modalità decisionale che, secondo il sindacato, non consentirebbe di affrontare in maniera approfondita le conseguenze delle nuove disposizioni.
Nella nota viene richiamato anche l’incontro avvenuto nel novembre 2023 tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i sindacati di polizia. In quell’occasione era stato avviato un percorso di dialogo che, secondo il Siap, avrebbe dovuto proseguire anche nelle successive fasi dell’attività legislativa.
La scelta di non mantenere aperto quel canale di confronto viene quindi considerata particolarmente difficile da comprendere, soprattutto in una fase nella quale sono in discussione temi che incidono direttamente sulle condizioni lavorative e sulle garanzie previdenziali degli operatori.

L’appello a Meloni e al Parlamento per modificare la manovra

Il sindacato chiede ora un intervento correttivo da parte del governo e del Parlamento. L’obiettivo è evitare che le disposizioni previste si traducano in un ulteriore indebolimento delle tutele per il personale delle forze dell’ordine.
In particolare, il Siap auspica che le Commissioni Bilancio di Camera e Senato convochino rapidamente i rappresentanti sindacali in audizione, offrendo loro la possibilità di esporre osservazioni e proposte sulle misure contenute nel testo.
La richiesta riguarda soprattutto la necessità di definire con maggiore precisione l’impiego degli ausiliari, garantire adeguate protezioni ai volontari e introdurre interventi concreti per il rafforzamento degli organici e della previdenza complementare.
La questione, secondo il sindacato, non può essere affrontata esclusivamente attraverso stanziamenti economici e soluzioni temporanee. La sicurezza pubblica richiede investimenti duraturi, personale stabile e condizioni professionali capaci di assicurare continuità ed efficienza nel tempo.
Da qui l’appello rivolto direttamente alla presidente Meloni e ai rappresentanti parlamentari affinché venga recuperato il confronto con le organizzazioni sindacali. Per il Siap Cagliari, la manovra deve essere corretta prima della sua approvazione definitiva, evitando che le esigenze di sicurezza del Paese finiscano per tradursi in nuove forme di precarietà per chi è chiamato a garantirle ogni giorno.
Redazione

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