Sanità, Todde chiede più risorse: FdI replica sulle liste d’attesa

La presidente della Sardegna firma con altri governatori un appello per aumentare il Fondo sanitario nazionale. Corrado Meloni contesta la gestione regionale delle risorse destinate alle liste d’attesa.

Il finanziamento della sanità pubblica torna al centro del confronto politico tra Roma e Sardegna. La presidente della Regione Alessandra Todde, insieme ai governatori di Emilia-Romagna, Umbria, Toscana, Campania e Puglia, chiede al Governo di aumentare in modo significativo le risorse destinate al Fondo sanitario nazionale. Una richiesta alla quale, in Sardegna, ha replicato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Meloni, spostando l’attenzione sulla gestione delle risorse regionali e sui dati relativi alle liste d’attesa.

L’appello dei presidenti di Regione

Todde ha sottoscritto un appello insieme a Michele de Pascale, Stefania Proietti, Eugenio Giani, Roberto Fico e Antonio Decaro, chiedendo che la prossima legge di bilancio metta la sanità al centro delle scelte finanziarie.

Secondo i presidenti, sarebbe stato lo stesso ministro della Salute Orazio Schillaci a indicare in 5,5 miliardi di euro le risorse aggiuntive necessarie per sostenere il Fondo sanitario nazionale.

Le indiscrezioni sulla prossima Finanziaria, secondo quanto riportato nell’appello, parlerebbero invece di una disponibilità di poco meno di 2,5 miliardi di euro.

Da qui la richiesta al Governo di destinare almeno l’importo indicato dal ministro.

“È assolutamente prioritario stanziare almeno la cifra che il ministro Schillaci aveva indicato, non è pensabile nemmeno un euro in meno”, sostengono i presidenti regionali.

Il diritto alla salute al centro del confronto

Nel documento viene sottolineata la necessità di garantire un adeguato finanziamento al Servizio sanitario nazionale, collegando la questione delle risorse alla possibilità per i cittadini di accedere alle cure.

I presidenti delle Regioni dichiarano la propria disponibilità a collaborare con il Governo e chiedono che anche le altre amministrazioni regionali sostengano la richiesta.

L’appello viene rivolto inoltre a tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, affinché l’incremento dei finanziamenti alla sanità rappresenti uno dei principali contenuti della prossima legge di bilancio.

“In gioco c’è la tenuta del Servizio sanitario nazionale e, con essa, un principio fondamentale: il diritto alla salute non può dipendere dalle condizioni economiche delle persone”, affermano.

La replica di Fratelli d’Italia

In Sardegna la richiesta di Todde ha suscitato la reazione di Corrado Meloni, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

La critica riguarda in particolare la gestione delle risorse già destinate alla sanità regionale e il tema delle liste d’attesa.

“Prima di chiedere altri soldi al Governo Meloni, Alessandra Todde spieghi come vengono impiegate le risorse per curare i sardi. È troppo comodo sottoscrivere appelli insieme agli altri presidenti del centrosinistra e scaricare ogni responsabilità su Roma, mentre la Corte dei conti mette nero su bianco le criticità della Sardegna nella finalizzazione e nella rendicontazione delle risorse per abbattere le liste d’attesa”.

Meloni richiama in particolare la relazione della Corte dei conti sull’attuazione delle misure finalizzate a ridurre le liste di attesa, approvata con deliberazione del 13 ottobre 2026, n. 54/2026/G.

I fondi per le liste d’attesa

Secondo i dati citati dal consigliere regionale, nel 2024 per la Sardegna risultavano 13.854.367 euro destinati al recupero delle liste d’attesa. Meloni sostiene però che non risulti una finalizzazione regionale e che la Regione non abbia fornito informazioni sull’utilizzo delle risorse.

“Non è un dettaglio contabile: è un vuoto di informazioni su milioni di euro destinati alla salute dei cittadini”, afferma il consigliere.

Per il 2025, la tabella richiamata da Meloni indica inoltre 11.535.050 euro per l’incremento delle tariffe delle prestazioni aggiuntive del personale medico e del comparto sanitario.

La richiesta del consigliere è quindi quella di rendere pubblici dati precisi sull’impiego delle somme e sui risultati raggiunti.

“La Todde chiarisca quali somme siano state effettivamente destinate, quali spese sostenute e quante prestazioni recuperate. Se i dati sono incompleti, li completi. Se le risorse non sono state impiegate, ne risponda politicamente”.

Il nodo del finanziamento regionale

Meloni richiama infine il particolare sistema di finanziamento della sanità sarda, sostenendo che la Regione provveda autonomamente al finanziamento del servizio dal 2007, senza ulteriori trasferimenti statali.

Da questa premessa nasce la sua critica alla presidente della Regione, alla quale chiede una rendicontazione sull’utilizzo delle risorse disponibili e sui risultati ottenuti.

“Chiedere maggiori investimenti nella sanità pubblica è legittimo. Usare questa richiesta come alibi per coprire le proprie mancanze è inaccettabile. Prima degli appelli, Todde presenti i conti e i risultati: risorse destinate, prestazioni erogate, tempi d’attesa ridotti. I sardi aspettano cure, non l’ennesimo comunicato contro il Governo Meloni”, conclude Meloni.

Il confronto resta quindi aperto su due piani: da una parte la richiesta di maggiori finanziamenti per il Servizio sanitario nazionale, dall’altra la verifica dell’utilizzo delle risorse già disponibili in Sardegna. Al centro rimangono le liste d’attesa e la capacità del sistema sanitario di garantire ai cittadini l’accesso alle cure.

Redazione

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