Bosa, “Tramonti al Castello” conquista il pubblico

Grande successo a Bosa per il primo appuntamento di “Tramonti al Castello”, che ha visto protagonista il Castello di Serravalle.

Il Castello di Serravalle si conferma uno dei luoghi simbolo di Bosa e, per una sera, diventa palcoscenico di memoria, racconto e partecipazione. Il primo appuntamento di “Tramonti al Castello” ha richiamato un folto pubblico, segnando un avvio particolarmente positivo per la rassegna culturale estiva organizzata dalla Fondazione Bosa e dal Comune.

L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: valorizzare l’antica fortezza medievale che domina la città, restituendole non solo il ruolo di monumento da ammirare, ma anche quello di luogo da vivere. Perché un castello, se resta soltanto pietra e panorama, rischia di parlare a bassa voce. Quando invece ospita incontri, musica e confronto, torna a essere una lanterna accesa sulla storia della comunità.

Bosa, i Malaspina e il castello che fece una città

Il primo incontro, intitolato “Bosa, i Malaspina, il castello che fece una città”, ha unito divulgazione storica e dimensione artistica. Al centro della serata gli interventi di Attilio Mastino, Marco Milanese, Alessandro Soddu, Franco G. R. Campus e Giovanni Battista Gallus, chiamati a raccontare il legame profondo tra la città, la sua fortezza e la memoria dei Malaspina.

A impreziosire l’appuntamento anche l’esibizione della cantante Ambra Pintore, accompagnata dai musicisti Federico Valenti alla chitarra, Roberto Scala al basso e Pier Paolo Vacca all’organetto. Una combinazione capace di trasformare la serata in un dialogo tra parola e suono, tra studio e suggestione, tra archivio e palcoscenico.

Marras: una svolta per il patrimonio culturale

Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco Alfonso Marras al portale Alguer, che ha definito l’appuntamento una svolta storica nella gestione del patrimonio culturale cittadino. L’amministrazione ha infatti scelto di affidare alla neonata Fondazione Bosa un ruolo centrale nella valorizzazione storica, culturale e identitaria del territorio.

Secondo il primo cittadino, il riscontro di pubblico dimostra che la cultura, quando viene proposta con scelte ponderate, può diventare un motore di crescita per Bosa e per un turismo non limitato soltanto al mare e alle spiagge. Un turismo più curioso, più lento, più interessato ai luoghi, alle storie e alle tradizioni.

Fondazione Bosa, luoghi culturali aperti e partecipati

Alla soddisfazione del Comune si aggiunge quella di Pier Tonio Pinna, direttore della Fondazione Bosa, che ha letto il successo della prima serata come un segnale importante: la città ama la cultura e ha bisogno di occasioni capaci di generare partecipazione, curiosità e confronto.

La Fondazione, ha sottolineato Pinna, non intende limitarsi alla conservazione e alla gestione dei luoghi culturali. La sfida è renderli vivi, aperti e partecipati, con contenuti di qualità accessibili a tutti.

Redazione

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