Portoscuso: Armando Saldarini racconta il mondo delle bande amatoriali

Oggi a Portoscuso nuovo appuntamento con il Festival Liberevento 2026. Armando Saldarini presenterà alle 21 il libro “Dietro la bacchetta".

libri

Il Festival Liberevento 2026 farà tappa questa sera anche a Portoscuso, proponendo un incontro dedicato alla musica, alla formazione e alla complessa realtà delle bande amatoriali.

Alle ore 21, Armando Saldarini incontrerà il pubblico per presentare la sua opera “Dietro la bacchetta. Una vita con e per le bande amatoriali”, un volume nato da un lungo percorso personale e professionale vissuto all’interno del mondo bandistico.

L’appuntamento offrirà l’occasione per conoscere più da vicino esperienze, emozioni e riflessioni maturate dall’autore durante la sua attività. Al centro del racconto ci sarà soprattutto la figura del direttore di banda, osservata non soltanto dal punto di vista musicale e tecnico, ma anche nella sua dimensione umana, educativa e sociale.

Il ruolo profondo del direttore di banda

“Dietro la bacchetta” non si presenta come un manuale tradizionale né come un testo costruito per fornire regole rigide. L’obiettivo dichiarato è invece quello di stimolare il confronto e alimentare una maggiore consapevolezza sulle responsabilità che accompagnano chi guida una formazione musicale amatoriale.

“Il fine non è istruire, ma stimolare il dialogo e la consapevolezza sul ruolo profondo e umano del direttore di banda”, si legge nella presentazione dell’opera.

Il libro diventa così uno scrigno nel quale confluiscono ricordi, difficoltà, soddisfazioni e interrogativi. Un percorso rivolto in particolare a direttori e direttrici di bande amatoriali, ma capace di coinvolgere anche musicisti, appassionati e persone interessate alla funzione culturale delle associazioni musicali nei territori.

Un viaggio alla ricerca dell’“io direttore”

Il racconto di Saldarini parte dall’esperienza individuale per trasformarsi in una riflessione collettiva. Il volume invita chi dirige una banda a riscoprire il proprio “io direttore”, quella componente personale che rischia talvolta di essere oscurata dagli impegni organizzativi, dalle prove, dai concerti e dalla gestione quotidiana del gruppo.

La banda emerge come una comunità nella quale competenze musicali e relazioni umane procedono sullo stesso pentagramma. Il direttore non è soltanto colui che scandisce il tempo, ma una figura chiamata ad ascoltare, unire sensibilità differenti e accompagnare la crescita dei singoli musicisti.

Redazione

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