Portovesme, Governo e Regione uniti contro Glencore: “Non si gioca con il futuro dei lavoratori”

Todde, Urso e Calderone al fianco dei dipendenti per chiedere il rispetto degli accordi e il rilancio dello stabilimento.

Una mobilitazione corale per salvaguardare i 1200 lavoratori dello stabilimento di Portovesme. Governo e Regione si sono presentati uniti davanti ai cancelli dell’impianto siderurgico per contestare la decisione di Glencore di anticipare la chiusura della linea zinco al 23 dicembre.

“In questa situazione non c’è Governo e non c’è Regione”, ha dichiarato la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, rivolgendosi ai lavoratori in presidio. “Siamo tutti insieme e abbiamo le carte che parlano chiaro. Oggi dobbiamo farle valere: i forni non possono funzionare senza l’impianto di lavorazione dello zinco. Inoltre, l’autorizzazione definitiva prevede, in caso di dismissione, un anno di monitoraggio da parte delle autorità competenti”.

Il Governo al fianco dei lavoratori

Anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha duramente criticato la condotta dell’azienda: “La decisione di Glencore è stata assunta unilateralmente, senza comunicarcela come sarebbe stato doveroso. Siamo qui per dare una risposta immediata e ribadire il rispetto degli accordi presi”.

Dello stesso tenore le parole della ministra del Lavoro, Marina Calderone: “Non faremo sconti. Il conto sarà molto salato per chi pensa di poter giocare con i lavoratori e il futuro di un territorio già segnato da errori imprenditoriali del passato”.

Il futuro di Portovesme

La crisi di Portovesme rappresenta un nodo cruciale per il Sulcis, un territorio già duramente colpito dalla deindustrializzazione. Glencore ha motivato lo stop anticipato della linea zinco con questioni tecniche e di sicurezza, ma il Governo e la Regione intendono verificare a fondo la situazione e mettere in atto tutte le misure necessarie per garantire il proseguimento delle attività produttive e la tutela dell’occupazione.

“Non è accettabile che una multinazionale assuma decisioni così gravi senza un confronto con le istituzioni e i lavoratori”, ha ribadito Todde.

Redazione

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