Evasione sventata a Cagliari, protesta del SAPPE: “Reparto detenuti pronto da 15 anni, mai attivato”

Il tentativo di fuga dal reparto di Psichiatria dell'Ospedale Santissima Trinità solleva preoccupazioni sulla gestione dei detenuti ricoverati, mentre la situazione del carcere di Uta rimane critica

ospedale santa trinità cagliari

Un tentativo di evasione è stato sventato con successo ieri presso il Reparto di Psichiatria dell’Ospedale Santissima Trinità di Cagliari, dove un detenuto ha cercato di fuggire mentre era ricoverato. L’incidente, che avrebbe potuto avere gravi conseguenze, è stato fermato grazie all’intervento tempestivo della Polizia Penitenziaria, che ha bloccato il detenuto nonostante le difficoltà, riportando alcune contusioni. La situazione è stata particolarmente critica, dato che l’episodio si è verificato in un ospedale affollato, con altri pazienti e familiari presenti.

Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) ha fortemente criticato la gestione della situazione, parlando di “evasione annunciata” e denunciando la persistente mancanza del reparto detentivo all’ospedale cagliaritano di Is Mirrionis, che risulta pronto da oltre 15 anni, ma mai attivato. Il segretario nazionale del SAPPE per la Sardegna, Luca Fais, ha sottolineato come l’assenza di un reparto ospedaliero riservato ai detenuti continui a creare forti criticità per il personale e per la sicurezza degli ospedali, costringendo gli agenti di polizia penitenziaria a operare in condizioni estremamente disagevoli.

“Gli allarmi lanciati dal SAPPE sono stati ignorati, e ciò che è successo è l’ennesima sottovalutazione di un problema che persistiamo a denunciare da tempo”, ha dichiarato Fais. “Un Reparto detentivo in ospedale sarebbe fondamentale per migliorare la sicurezza, concentrando i detenuti ricoverati in un’area appositamente dedicata, riducendo i rischi per il personale e per gli altri pazienti”. La situazione critica è aggravata dal fatto che i detenuti ricoverati sono attualmente alloggiati in stanze condivise con altri degenti, aumentando i pericoli.

Anche il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, ha denunciato la difficile situazione nelle carceri della Sardegna, in particolare nella Casa Circondariale di Uta, dove il tasso di affollamento è del 130%. “A fronte di 561 posti regolamentari, ci sono 730 detenuti”, ha evidenziato Capece, “con un organico ridotto della Polizia Penitenziaria, il che rende difficile garantire la sicurezza all’interno dell’istituto”. La situazione è peggiorata dal crescente numero di aggressioni e tentati suicidi, oltre che da risse e colluttazioni quotidiane tra i detenuti.

Capece ha anche ricordato che l’incendio avvenuto la notte di San Silvestro nel carcere di Uta ha ulteriormente aumentato il livello di tensione e pericolo. “Nonostante queste difficoltà, le unità di Polizia Penitenziaria hanno gestito la situazione al meglio”, ha aggiunto Capece.

Un altro problema sollevato riguarda il trasferimento continuo di detenuti in ospedali e centri medici esterni, con l’impiego costante di personale di scorta per garantire la sicurezza. Capece ha ribadito che l’abolizione della sanità penitenziaria e il suo affidamento alle AA.SS.LL. (Aziende Sanitarie Locali) è stato un errore, e che è necessario un nuovo approccio per affrontare la situazione sanitaria nelle carceri italiane.

Infine, Capece ha posto l’accento sul problema crescente della gestione dei detenuti con disturbi psichiatrici, spesso coinvolti in episodi critici, come quello avvenuto a Cagliari. “La chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) ha lasciato un vuoto enorme, e la Polizia Penitenziaria non è più in grado di gestire la situazione”, ha dichiarato Capece, chiedendo la riapertura degli OPG per affrontare adeguatamente i detenuti con problemi psichiatrici e garantire la sicurezza degli agenti e delle strutture carcerarie.

Redazione

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