Aeroporti ai privati, cresce lo scontro politico sulla gestione di Cagliari-Elmas

Polemiche sulla riorganizzazione societaria, sull’ingresso di F2i e sui 30 milioni regionali: opposizioni all’attacco, sindacati preoccupati e attenzione della Corte dei Conti

Si riaccende il confronto politico in Sardegna attorno al futuro degli scali aeroportuali e, in particolare, alla gestione dell’aeroporto di Cagliari-Elmas. Al centro della nuova fase di tensione c’è l’ipotesi di una più ampia apertura ai capitali privati, all’interno di un’operazione che prevede la riorganizzazione societaria e la creazione di una holding a forte partecipazione del fondo infrastrutturale F2i.

La discussione si intreccia con il passaggio in Commissione Bilancio della Variazione che contiene anche lo stanziamento di circa 30 milioni di euro destinati all’ingresso della Regione nel nuovo assetto societario. Proprio questa cifra è diventata uno dei punti più contestati dal centrodestra, che parla apertamente di un presunto “regalo” della Giunta regionale a un soggetto privato, alimentando un acceso scontro istituzionale.

Nel dibattito politico si inserisce anche il recente cambio al vertice di Sogaer, la società che gestisce lo scalo di Elmas. La nomina di Riccardo Kustermann, ex manager con esperienze negli aeroporti di Linate e Malpensa e un compenso indicato intorno ai 190 mila euro, ha riacceso il confronto non solo tra forze politiche ma anche sul fronte sindacale.

La Cgil ha infatti espresso perplessità rispetto all’operazione, sottolineando come il nuovo assetto e le dinamiche economiche in evoluzione potrebbero avere ricadute anche sul personale. Il sindacato ha auspicato che, a fronte di figure apicali con retribuzioni elevate, possa aprirsi anche una riflessione su un possibile adeguamento salariale per i lavoratori del comparto aeroportuale.

Sul piano istituzionale, l’intera operazione resta sotto osservazione. L’attenzione della Corte dei Conti rappresenta un ulteriore elemento di cautela, mentre nel dibattito pubblico viene richiamato anche il cosiddetto “caso Catania”, ovvero una gara pubblica che ha attirato l’interesse di operatori nazionali e internazionali e che viene utilizzata come termine di confronto per valutare trasparenza e competitività dei processi in corso.

Le critiche più forti arrivano dall’opposizione e da alcuni esponenti politici che vedono nell’operazione un progressivo arretramento del controllo pubblico. In particolare, l’ex assessore regionale ai Trasporti Antonio Moro, oggi presidente nazionale del Psd’Az, ha parlato di una dinamica che rischierebbe di marginalizzare la Sardegna. Secondo Moro, il rafforzamento della componente privata nella gestione aeroportuale porterebbe a un sistema sempre più distante dall’interesse pubblico e dal diritto dei cittadini alla mobilità.

Nel dibattito entrano anche le considerazioni su un possibile aumento dell’influenza dei capitali privati nella governance aeroportuale, tema che divide la politica regionale tra chi vede nell’operazione un’opportunità di sviluppo infrastrutturale e chi, al contrario, teme una perdita di controllo strategico da parte della Regione.

La discussione non è solo politica ma anche economica e sociale. Gli aeroporti, infatti, vengono considerati un asset cruciale per l’Isola, soprattutto in relazione ai collegamenti con la penisola e al ruolo strategico per turismo e imprese. Per questo motivo, ogni modifica degli assetti proprietari viene letta come un passaggio delicato, capace di incidere sull’intero sistema della mobilità regionale.

Nel frattempo, le dichiarazioni e le interviste rilasciate da rappresentanti politici e istituzionali, tra cui Umberto Ticca, Gianluca Mandas e lo stesso Antonio Moro, evidenziano un quadro frammentato, in cui le posizioni restano distanti e il confronto appare destinato a proseguire nelle prossime settimane.

La partita sugli aeroporti sardi, dunque, resta aperta. Tra passaggi in Commissione, verifiche contabili e tensioni politiche, il tema della gestione di Cagliari-Elmas si conferma uno dei dossier più sensibili dell’attuale scenario regionale, con implicazioni che vanno ben oltre la sola governance societaria.

Redazione

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