La cultura come rifugio e miccia: a Cagliari il Festival della Crisi Climatica

A Cagliari, il Festival di Letteratura della Crisi Climatica trasforma la riflessione ambientale in un’esperienza collettiva di cultura, arte e impegno civile.

Ci sono domande che non smettono di riecheggiare, anche quando sembrano dimenticate. “A che ora è la fine del mondo?” è una di queste, e diventa il filo conduttore del Festival di Letteratura della Crisi Climatica, appuntamento cagliaritano che trasforma l’angoscia ambientale in un laboratorio di pensiero, arte e azione.

Il festival, promosso da Rebelterra – associazione impegnata nella tutela dell’ambiente e nella promozione di modelli di economia circolare e giustizia sociale – coinvolge una rete di realtà locali come Terra Atra, Su Tzirculu, Sa Cambarada e la libreria indipendente La Giraffa di Siliqua. L’iniziativa, che si terrà sabato 15 e domenica 16 novembre, propone un ricco programma che intreccia letteratura, musica e attivismo urbano, con l’obiettivo di rendere la trasformazione ecologica una responsabilità condivisa.

L’apertura ufficiale, prevista per sabato alle 17.00, è affidata alla giornalista d’inchiesta Stefania Divertito, che presenta il suo libro Uccidere la Natura. Come l’umanità distrugge e salva l’ambiente (Il Saggiatore). Il suo intervento invita a un cambio di prospettiva radicale: la Natura non è una risorsa da sfruttare ma un soggetto di diritto. Le sue pagine raccontano un “ecocidio” globale, tra fiumi avvelenati, foreste devastate e coste compromesse, denunciando l’urgenza di un nuovo rapporto etico con il pianeta.

Alle 19.00, spazio al fisico e docente Gianluca Ruggieri, autore di Le energie del mondo (Laterza). Il suo contributo accompagna il pubblico in un viaggio attraverso le narrazioni e i dati che alimentano il dibattito energetico, smontando falsi miti e offrendo una panoramica chiara su fossili, nucleare e rinnovabili. Un momento di divulgazione prezioso per comprendere come il futuro dell’energia passi per scelte consapevoli e sostenibili.

La prima giornata si conclude alle 20.00 con un evento simbolico e creativo: il live painting a cura degli artisti della Street Art Week, primo side event del festival. Pennelli, bombolette e materiali di recupero diventano strumenti per ridare vita a oggetti dimenticati, trasformando il gesto artistico in un atto di rinascita e riuso. Le opere realizzate saranno poi messe all’asta per finanziare progetti di ricostruzione dell’ospedale Al Awda di Gaza, grazie alla collaborazione con Sardegna Palestina e Officine Verticali.

La serata prosegue con un DJ set benefit che vedrà alternarsi MyssStress, Pille, DVZ e WindJungle, accompagnato da una cena sociale a offerta libera, nel segno della solidarietà e della condivisione.

Il Festival di Letteratura della Crisi Climatica si conferma così un esperimento culturale che unisce pensiero e azione, dove le parole diventano strumenti di cambiamento e la cultura si fa spazio di rifugio e detonatore di consapevolezza.

Redazione

Seguici su

Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

La Provincia del Sulcis Iglesiente compie un nuovo passo sul terreno della trasparenza amministrativa e...

elicottero incendi
La Giunta regionale programma le risorse per la campagna antincendio boschivo 2027 e per il...

Anche Oristano partecipa all’ultimo fine settimana delle Giornate del Romanico, la manifestazione organizzata dalla Fondazione...

In occasione della festa di San Saturnino, patrono di Cagliari, in programma venerdì 30 ottobre,...

Altre notizie